Il cuore di Milano torna a battere per i bambini dell’Uganda

Il 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale per l’Infanzia, il cuore della grande Milano solidale tornerà a battere per il “Lacor Hospital”, tra i maggiori ospedali non profit dell’Africa Equatoriale, che ogni anno assiste oltre centomila bambini.

A dieci anni dalla fine della sanguinosa guerra civile che ha dilaniato il Nord Uganda, Fondazione Cariplo e il Centro Studi Grande Milano, sono al fianco della Fondazione Corti che sostiene il Lacor nel suo impegno a curare i più vulnerabili. Un impegno nato oltre cinquant’anni fa dal coraggio e dalla dedizione dei coniugi Corti, medici appassionati che hanno saputo trasformare un ambulatorio sperduto nella savana in un modello di eccellenza sanitaria. Polo di formazione e riferimento per oltre 250 mila pazienti l’anno, il Lacor è oggi totalmente in mano a medici ugandesi.

 

Ritorno al Lacor libro fotografico-copertina-001

 

L’occasione per tornare a parlarne, è la presentazione del libro fotografico ‘Ritorno al Lacor’ di Mauro Fermariello che avverrà alle 18 presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo in via Romagnosi 8. A fare gli onori di casa, la vicepresidente della Fondazione Cariplo Mariella Enoc, che ha avuto occasione di visitare il Lacor. La Fondazione Cariplo è tra i pilastri del progetto ‘Fondazioni4Africa’ che hanno partecipato alla ricostruzione in Nord Uganda. Sarà presente Daniela Mainini, membro della ‘Consulta per il Garante dell’Infanzia’ della Regione Lombardia e Presidente del Centro Studi Grande Milano, che già dieci anni fa aveva con entusiasmo sostenuto il Lacor. Insieme al fotografo Mauro Fermariello, a descrivere questo sogno diventato realtà, ci sarà il direttore generale del Lacor Cyprian Opira. Sarà l’occasione per scoprire come viene gestito un grande ospedale africano.

Dominique Atim Corti, presidente della Fondazione Corti, sottolinea l’importanza dell’evento: Oggi Milano torna al Lacor per raccontarne i progressi. L’Uganda si sta risollevando dopo anni di guerra civile, miseria e malnutrizione. E sta diventando terra d’accoglienza dei rifugiati del vicino Sud Sudan dilaniato dalla guerra. Qui il Lacor è ancora una volta riferimento per i più vulnerabili”. Forte della verità del proverbio africano che ricorda: “Se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia”

Il Lacor Hospital – Fondato dai missionari comboniani nel 1959 a Gulu, in Nord Uganda, il Lacor è tra i maggiori riferimenti sanitari non a scopo di lucro dell’intera Africa equatoriale. La sua missione è offrire le migliori cure al maggior numero di persone al minor costo. Donne e bambini rappresentano l’ottanta per cento dei suoi pazienti. Negli ultimi trent’anni ha curato oltre cinque milioni di persone e attualmente accoglie ogni anno oltre 250mila pazienti tra ricoveri e visite ambulatoriali. Oggi il Lacor è una realtà interamente africana. I suoi seicento dipendenti, inclusa la Direzione, sono tutti ugandesi. Il Lacor, nel cuore della savana, è un sogno divenuto realtà. Il sogno di Piero e Lucille Corti, i due medici che l’hanno preso in mano nel 1961 quando contava quaranta posti letto e trasformato nella cittadella della salute e dell’accoglienza che è diventato oggi.

La Fondazione Piero e Lucille Corti Onlus – La Fondazione Corti è il principale sostenitore del Lacor Hospital. Nasce nel 1993 per volontà dei coniugi Lucille Teasdale e Piero Corti, per sostenere le spese che permettono al Lacor di continuare a esistere. Oggi la Fondazione Corti è presieduta da Dominique Atim Corti.

 

Torna in alto