Notizia positiva per le donne con tumore al seno metastatico con mutazione BRCA

Si stima che ogni anno, in Italia, circa 50.000 donne ricevano una diagnosi di tumore al seno e di queste circa un 20-30% presenta metastasi alla diagnosi o le svilupperà negli anni successivi. Le mutazioni BRCA1 e BRCA2 rappresentano il 20-25% dei tumori al seno ereditari e dal 5 al 10% circa di tutti i tumori al seno.

Con l’annuncio da parte di AstraZeneca dei risultati positivi del trial di Fase III OLYMPIAD, arriva una notizia positiva per le donne con tumore al seno metastatico con mutazione BRCA, una patologia, ad oggi, con scarse alternative terapeutiche. Si tratta, infatti, del primo studio positivo di Fase III per un PARP inibitore, olaparib, al di fuori del tumore ovarico, patologia per la quale il farmaco è disponibile in Italia dal 2016.

Lo studio ha messo a confronto il trattamento con olaparib (compresse due volte al giorno) e la chemioterapia (attuale standard di trattamento), dimostrando un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo in termini di sopravvivenza libera da progressione e sarà presentato nei dettagli in uno dei prossimi congressi internazionali.

“I tumori al seno associati alle mutazioni BRCA1 e BRCA2” – dichiara Pier Franco Conte, Professore di Oncologia dell’Università di Padova e Direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Oncologico Veneto e coordinatore di OLYMPIAD per l’Italia – “tendono a svilupparsi in donne più giovani rispetto ai tumori non ereditari. In termini quindi di anni di vita perduta, di impatto psicologico e sociale, i tumori BRCA mutati rappresentano una patologia che merita particolare attenzione. Poter disporre di una terapia mirata come olaparib, che aveva già dimostrato la sua efficacia nei tumori ovarici BRCA mutati, rappresenta quindi una importante alternativa terapeutica in grado di prolungare in maniera significativa il controllo di malattia per queste pazienti”.

Olaparib  sfrutta le carenze dei meccanismi di riparazione del DNA tumorale per indurre selettivamente la morte delle cellule cancerose (apoptosi) ed è  alla base del portafoglio di farmaci che mirano ad agire sui meccanismi di risposta del DNA danneggiato (cosiddetto DDR-DNA damage response) nelle cellule tumorali. È il primo PARP inibitore a essere stato approvato per pazienti affette da carcinoma ovarico, recidivante, legato a mutazione BRCA e platino-sensibile e riconferma il primato ora come primo PARP inibitore a mostrare efficacia nel tumore al seno metastatico con mutazione BRCA.

“Il dato di OLYMPIAD è la conferma che conoscere alla diagnosi lo stato mutazionale BRCA per le pazienti è un elemento chiave per accedere a terapie personalizzate più efficaci e con meno eventi avversi” dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna. “Continueremo ad impegnarci affinchè tutte le Regioni offrano in modo omogeneo il test alle pazienti seguendo l’appropriatezza indicata dalle società scientifiche.”

 

BRCA1 e BRCA2 sono geni che producono proteine responsabili della riparazione dei danni del DNA e giocano un ruolo importante nel mantenimento della stabilità genetica delle cellule. Quando uno di questi geni è mutato, o alterato, e le proteine non vengono prodotte o non funzionano correttamente, il danno del DNA potrebbe non essere riparato correttamente. Di conseguenza, le cellule hanno più probabilità di sviluppare ulteriori alterazioni genetiche che possono provocare il cancro.

Le mutazioni ereditarie dei geni BRCA1 e BRCA2 aumentano il rischio di tumori al seno e all’ovaio, e sono state associate a un elevato rischio di numerosi tipi di cancro. Insieme, le mutazioni BRCA1 e BRCA2 rappresentano il 20-25% dei tumori al seno ereditari e circa dal 5 al 10% di tutti i tumori al seno. Inoltre, le mutazioni BRCA1 e BRCA2 sono presenti complessivamente nel 15% dei tumori all’ovaio. I tumori al seno e all’ovaio associati alle mutazioni BRCA1 e BRCA2 tendono a svilupparsi in età inferiore rispetto a quelli non ereditari.

 

 

 

 

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