Mieloma multiplo: arriva in Italia la terapia che migliora le prospettive dei pazienti

Il mieloma multiplo è un tumore del midollo osseo causato dalla moltiplicazione incontrollata delle plasmacellule, un tipo di globuli bianchi che, normalmente, hanno la funzione di combattere le infezioni producendo anticorpi. In Europa, ogni anno circa 39.000 persone ricevono una diagnosi di mieloma multiplo e si registrano circa 24.000 decessi. Il mieloma multiplo è considerato una patologia rara, ma ha un impatto destinato a crescere a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita, poiché colpisce prevalentemente gli over 65.

Per i pazienti colpiti da questo tumore del sangue dall’impatto devastante ora c’e’ un farmaco, Carfilzomib che, grazie a un innovativo meccanismo d’azione si lega in modo irreversibile al proteasoma, struttura che gioca un ruolo importante nel funzionamento e nella crescita delle cellule in quanto scompone le proteine danneggiate o non più necessarie, causandone un’inibizione duratura e selettiva.

I  risultati ottenuti nel trattamento del mieloma multiplo con carfilzomib  in associazione a lenalidomide e a desametasone nel trattamento dei pazienti adulti con mieloma multiplo già sottoposti ad almeno una precedente terapia hanno dato risposta al trattamento senza precedenti, con un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione fino a oltre due anni e miglioramento della qualità di vita.

Il mieloma multiplo è caratterizzato da un modello ricorrente di remissione e recidiva ed è forte l’esigenza di nuove terapie che forniscano risposte profonde e durature, in grado di prolungare la sopravvivenza dei pazienti senza progressione di malattia.

«Il mieloma multiplo è una patologia dell’anziano, tanto che l’incidenza non è uniforme nelle differenti fasce d’età – afferma Fabrizio Pane, Direttore U.O. Ematologia e Trapianti, A.O.U. “Federico II”, Napoli e Presidente SIE – Società Italiana di Ematologia – è molto bassa nei soggetti di età inferiore ai 55 anni, meno di 1 caso per 100.000 per anno, arriva a 12 casi per 100.000 ogni anno nella fascia d’età compresa tra i 56 e i 64 anni, arrivando fino a 30 nuovi casi per 100.000 abitanti ogni anno nei soggetti di età superiore ai 65 anni. In Italia l’incidenza stimata è di 8,75 nuovi casi per 100.000 abitanti per anno, ovvero circa 5.600 nuovi casi ogni anno; nel nostro Paese si stimano oggi quasi 30.000 pazienti in trattamento o in monitoraggio».

Carfilzomib, oltre ad ottenere risultati consistenti negli studi clinici, ha dimostrato di influire positivamente anche sulla qualità di vita dei pazienti trattati, con miglioramenti subito percettibili, ad esempio nel sollievo per il dolore osseo, e un buon profilo di tossicità.

 

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