Appuntamento tradizionale con la Leggenda dei Templari, Forenza il 16 agosto volge lo sguardo al passato fra storia e leggenda con la 13a edizione del Corteo Storico e Drammatizzazione “Ugo dei Pagani e la sfida del mito A.D. 1118″.
L’intera giornata sarà caratterizzata da una fedele atmosfera medievale grazie alla scenografia naturale del borgo arricchita dai Tamburi Medievali di Forenza “San Martino de Paiperibus” che scandiranno il ritmo marziale dell’evento.

Duecento tra attori e figuranti in pregiati costumi dell’epoca partecipano alla sfilata storica che si snoda lungo le strade del borgo imbandierate da vessilli e illuminate da torce per rievocare avvenimenti storici e leggendari della fondazione dei Templari evocando la misteriosa atmosfera dell’alto-medioevo. Nel corso della drammatizzazione riecheggiano le forti le motivazioni che hanno determinato in Hugo la convinzione di farsi paladino della protezione della cristianità pellegrina in Terra Santa. Il colloquio con il padre e con la madre Emma, il riconoscimento dell’Ordine con l’approvazione della Regola, voluta da Bernardo di Chiaravalle, l’investitura a Primo Gran Maestro, sono i momenti salienti di una rievocazione spettacolare,… ma anche i più significativi dei primissimi momenti di vita dei Templari.
In Piazza Regina Margherita sarà allestito anche un accampamento templare, mentre alle 18.30 partirà la sfilata in costume per le vie del paese che si concretizzerà con la drammatizzazione curata da Fulvio Pepe. A seguire, spettacoli con le danzatrici “Malika e le lune del Sahara”, i giocolieri “La Farandula” e i musici “Follorum”.
Forenza già dalla dominazione longobarda è situata sulla sommità di un colle, non lontana dal Bosco Grande, e domina un’ampia e distensiva vallata, al cui orizzonte si scorge il promontorio del Gargano ed il mare di Manfredonia. Umilis Ferenti (situata in pianura) la apostrofa Orazio, Valido Oppido (solida roccaforte) la definisce Tito Livio, venne espugnata da Roma solo nel 317 a.C. Sotto i Normanni fu feudo dei Pagani, alla caduta della feudalità si trova sotto la giurisdizione dei Doria. Ancora oggi il paese conserva l’aspetto di fabbrica medievale: nei terrazzamenti, nei resti di torri e mura angioine, nelle strade a rampe irregolari e anguste, nelle viuzze lastricate in pietra, nelle lunghe gradinate che dall’acropoli scendono alla strada rotabile, negli archi, nelle case contadine addossate le une alle altre, alcune scavate nella roccia, in quelle gentilizie che ostentano maestosi portali, sormontati da stemmi di casati.

Dalla fine della Prima Crociata nel 1099, sotto la guida di “Hugo de Paganis”, inizialmente solo un manipolo di cavalieri, poi sempre più numerosi, si sono trovati a condividere un ideale insolito, nobile e pericoloso: dare protezione ai tanti pellegrini in viaggio verso la Terra Santa. Dopo il riconoscimento ottenuto al Concilio di Troyes nel 1129, un nuovo Ordine Cavalleresco, si affaccia sulla scena del medioevo. La eco delle gesta eroiche nella pur breve ma intensa permanenza, ha fatto di quest’Ordine “l’eccellenza” in campo monastico-militare; lo straordinario arricchimento ne ha consolidato un potere unico e temuto tra gli ordini costituiti; feroce fu la persecuzione perpetrata da Filippo il Bello a seguito di un processo-complotto culminato con la sospensione dell’Ordine su decreto di papa Clemente V nel 1314. Nella vicenda dei Templari, che valicando i confini della storia è giunta fino ai nostri giorni pervasa di mistero e leggenda, trova posto, assieme ad altri paesi lucani e meridionali, anche Forenza. Nell’anno 1084, Pagano, “castri Florentiae dominus”, fa dono di due Chiese alla Trinità di Venosa; nelle immediate vicinanze del centro abitato, a San Martino de pauperibus, sorge un casale dove si consolida la presenza templare più vistosa di Basilicata. E’ questo suggestivo borgo medioevale che il 16 di agosto diventa palcoscenico per la Rievocazione Storica.
