Tumori, aumenta la sopravvivenza ma crescono anche i costi.

Sono oltre 3 milioni gli italiani che hanno conosciuto un tumore:  migliora la sopravvivenza ma l’avvento della rivoluzione terapeutica legata alla medicina di precisione  aumenta l’impatto economico di queste malattie. Diventa urgente, dunque trovare risorse aggiuntive.

Per questo motivo sono state presentate a Roma le iniziative parlamentari realizzate dall’Intergruppo parlamentare  “Insieme per un impegno contro il cancro” – costituito su iniziativa di Salute Donna onlus  e altre dodici associazioni di pazienti oncologici – che impegnano il Governo  ad assicurare una migliore presa in carico dei pazienti, un’uniformità di trattamento a livello nazionale
e all’elaborazione di una strategia per far fronte alle rivoluzioni terapeutiche oncologiche in arrivo,  anche attraverso un fondo speciale per i farmaci oncologici innovativi.

L’Intergruppo, composto da oltre 70 parlamentari di tutti gli schieramenti impegnati a promuovere la lotta al cancro come una priorità della politica sanitaria nazionale, è stato costituto su iniziativa di Salute Donna onlus e altre dodici associazioni di pazienti oncologici nell’ambito del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”.

Oggi In Italia le persone vive dopo una diagnosi di cancro sono oltre tre milioni pari al 4,9% della popolazione italiana; negli ultimi anni la mortalità per tumore è scesa di circa l’1% ogni anno, mentre la sopravvivenza a 5 anni è in costante aumento.
La rivoluzione delle terapie personalizzate e della medicina di precisione, che permette di usare solo i farmaci effettivamente efficaci sul paziente con specifiche alterazioni rilevate dai test molecolari, apre nuovi scenari ma pone anche nuovi problemi, a causa dei costi dei nuovi approcci diagnostici e di farmaci antitumorali innovativi come i farmaci a bersaglio molecolare e gli immunoterapici.

Alla luce della difficoltà di molte Regioni a far fronte alla domanda di terapie innovative sempre più efficaci, crescono quindi i rischi per la sostenibilità del Servizio sanitario e per l’universalità del diritto alla salute. Su questi temi dal 2014 si stanno mobilitando le associazioni dei pazienti oncologici che, dopo aver promosso la presentazione di un Manifesto, e la costituzione di una Commissione permanente tecnico-scientifica, attraverso l’Intergruppo Parlamentare hanno creato in Parlamento una nuova sensibilità e attenzione verso i temi dell’assistenza oncologica.

«Il lavoro che abbiamo iniziato deve creare una “cultura del diritto” che nel nostro Paese in fatto di sanità è molto carente e deve fare in modo che a tutti i cittadini di ogni età e sesso, di qualunque ceto sociale, livello di istruzione, area geografica, venga garantito l’accesso alle cure e all’assistenza senza essere costretti a migrare dalla propria Regione» afferma Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna onlus. «Non è un lavoro facile e i risultati non si possono ottenere in tempi brevi, però un cambiamento iniziamo a vederlo concretamente: le Associazioni pazienti e le loro richieste cominciano ad essere ascoltate con attenzione, l’Intergruppo parlamentare ha dato risposte».

Le proposte contenute nelle iniziative parlamentari scaturiscono dalle azioni indicate nel Documento programmatico messo a punto lo scorso anno dalla Commissione tecnico-scientifica per ridurre l’impatto della malattia, migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari, ridurre la migrazione sanitaria.
Queste azioni riguardano la creazione della rete dei Centri oncologici; l’attivazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) uguali su tutto il territorio nazionale; la definizione di indicatori di performance attraverso i quali valutare la qualità dell’assistenza oncologica offerta e individuare le criticità e affrontarle; e, infine, l’accesso rapido ed equo ai farmaci innovativi che nel caso dei pazienti con tumore si traduce in allungamento della sopravvivenza. Salute Donna e le altre associazioni proseguono adesso attraverso l’Intergruppo il lavoro a livello parlamentare per impegnare il Governo su questi temi.

 

Le iniziative dell’Intergruppo Parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”

1. La mozione Rizzetto, approvata all’unanimità dalla Camera dei Deputati, impegna il Governo ad istituire un fondo per i farmaci oncologici innovativi anche attraverso tasse di scopo sul tabacco o su altre attività economiche impattanti sulla salute dei cittadini, a rispettare il limite dei 100 giorni per l’approvazione dei farmaci di eccezionale rilevanza terapeutica, a rendere equo e non discriminatorio l’accesso agli stessi farmaci anche grazie all’ausilio di un piano strategico volto ad evitare la situazione venutasi a creare con i farmaci antivirali per l’epatite C.

2. La mozione promossa da Maria Rizzotti, assieme ad un gruppo di parlamentari trasversali, prende atto della disparità di trattamento nelle diverse Regioni italiane riguardo all’esenzione dal ticket per gli esami strumentali per le donne risultate positive ai test BRCA 1 e BRCA 2 che danno una buona indicazione riguardo all’insorgenza dei tumori al seno e alle ovaie. L’atto di indirizzo politico impegna il Governo a destinare le risorse economiche e ad adottare tutte le misure, anche attraverso accordi all’interno della Conferenza Stato-Regioni, al fine di assicurare l’uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale per l’esenzione dal ticket.

3. Le interrogazioni parlamentari presentate da Nunziante Consiglio e Paolo Arrigoni al Senato, ed Angelo Attaguile alla Camera, chiedono al Governo di fare luce sul processo di approvazione del Piano Oncologico Nazionale (PON), auspicando che esso possa essere un reale strumento di Governo della patologia, grazie alla fissazione di obiettivi, indicatori di performance e sanzioni per le inadempienze delle Regioni, piuttosto che un atto meramente formale e privo di una vera sostanza.

 

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