TROMBOSI, SE LA CONOSCI LA PREVIENI

La maggioranza delle persone non sa che cosa sia la Trombosi, non ne conosce i sintomi premonitori e non è consapevole dei fattori di rischio: migliorare la conoscenza è indispensabile per prevenire i danni provocati dalla Trombosi, che può colpire le vene (trombosi venosa) le arterie (aterotrombosi) il cervello (ictus cerebrale e trombosi dei seni venosi cerebrali) il cuore (infarto del miocardio) o liberare emboli che colpiscono gli arti inferiori (arteriopatia periferica) o il polmone (embolia polmonare).
Non si vuole fare dell’allarmismo ingiustificato, ma va preso atto che la trombosi è il meccanismo responsabile del 25 per cento del totale delle morti nel mondo. Una persona su quattro fra coloro che perdono la vita per qualunque causa è colpita da una malattia causata dalla Trombosi.

Un’inchiesta recente ha confermato che la conoscenza della Trombosi e dei sintomi premonitori e delle sue cause è molto diversa nei diversi Paesi
È indispensabile quindi trovare e applicare metodi che aumentino l’educazione della popolazione e l’attenzione dei medici su questo tema con l’obiettivo di salvare vite e prevenire malattie che possono essere non solo mortali ma anche fortemente invalidanti anche in persone giovani. L’inchiesta ha coinvolto 800 persone in Argentina, Australia, Canada, Germania, Giappone, Thailandia, Olanda, Regno Unito e Stati Uniti.
In Italia, il ritratto delle conoscenze in questo campo è stato fotografato da un’indagine voluta da ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus svolta nella prima decade del mese di aprile 2012 da Datanalysis, istituto di ricerche demoscopiche nell’area salute, su un campione rappresentativo di mille italiani con un’età compresa tra i 18 e i 77 anni.
Dall’inchiesta è emerso che: solo un italiano su 3 conosce il significato della parola “trombosi” e più della metà non sa che le malattie da trombosi si possono evitare, soprattutto i cittadini del centro-sud. La ricerca ha evidenziato che anche tra il 33% di italiani che conoscono le malattie da trombosi e le loro cause, la maggioranza ignora la loro reale incidenza. Alla domanda che chiedeva loro se il tumore alla mammella nella donna colpisce di più o meno della trombosi, quasi la maggioranza del campione non ha saputo rispondere e solo 10% degli intervistati ha dato la risposta corretta, riconoscendo la maggiore incidenza della trombosi tra la popolazione femminile rispetto al cancro.
Per quanto riguarda le donne i dati di incidenza delle malattie da trombosi rivelano che su 100 donne, 54 perdono la vita per colpa di una malattia cardiovascolare e solo 18 per il cancro”, ha sottolineato Lidia Rota Vender, presidente di ALT. “Il problema maggiore è che le donne ancora non sanno che soprattutto in menopausa il nemico numero uno si chiama trombosi, con rischi aumentati rispetto agli uomini e maggiori probabilità di andare incontro a una diagnosi tardiva, perché le manifestazioni cliniche delle malattie cardiovascolari nelle donne rendendo più difficile il loro riconoscimento.”

Sul fronte dell’informazione c’è ancora molto da fare
E’ importante dunque promuovere tra la popolazione uno stile di vita sano, basato su una corretta alimentazione e regolare attività fisica, attraverso workshop, competizioni sportive, serate enogastronomiche e attività di informazione organizzate su tutto il territorio nazionale. La prevenzione delle malattie da trombosi, infatti, non solo è possibile, ma può diventare efficace adottando semplici accorgimenti nella vita di tutti i giorni.
“Alla luce dei risultati dell’indagine conoscitiva eseguita da ALT, è emerso con chiarezza che c’è ancora molto da fare sul fronte dell’informazione, essenziale per diffondere la cultura della prevenzione di queste malattie, causa del 44% dei decessi registrati ogni anno nel nostro Paese”, ha commentato Lidia Rota Vender. “Purtroppo le persone ancora non sanno che le malattie da trombosi si possono prevenire efficacemente, rinunciando alle cattive abitudini che mettono seriamente a repentaglio la salute del cuore e dei vasi sanguinei, come sedentarietà, fumo, alcol e cibi grassi. E, di fronte a una diffusa disinformazione, la ricerca ci mostra ancora una volta una situazione a macchia di leopardo, con le zone del nord Italia più consapevoli del rischio trombotico, a fronte di altre zone d’Italia dove questa percezione del problema è praticamente inesistente”.

SITI UTILI
www.trombosi.org
www.giornatatrombosi.it
www.facebook.com/pages/ALT-Onlus/214054660366
https://twitter.com/ALTOnlus
www.youtube.com/user/ALTonlus

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