Storia di Miro

Miro Waldvogel è un golfista svizzero. La sua è la storia di un ragazzo tenace e fortissimo, che nonostante una disabilità fisica è riuscito a diventare un campione. Figlio di padre italo-americano e madre afro-svizzera, viene al mondo alla 31esima settimana di gestazione nell’anno 2000.

Durante il soggiorno in ospedale, viene sottoposto a una risonanza magnetica che rivela un infarto ischemico cerebrale perinatale. Il lato sinistro del suo cervello è colpito e i medici non lasciano molte speranze alla famiglia: Miro non sarà mai di grado di parlare, di camminare, di correre come gli altri bambini, ma sarà legato alla sedia a rotelle.

I genitori, però, sono fiduciosi: per loro è importante non proiettare paure su di lui e decidono di lasciarlo sviluppare liberamente come può. Dopo un soggiorno di 5 settimane in cure neonatali, durante i quali cresce bene, al piccolo viene accordato il permesso di tornare a casa e, nei primi mesi, gode delle cure di un fisioterapista. Miro ha uno sviluppo cognitivo e psicomotorio più lento rispetto agli altri bambini, ma con la sua grande forza di volontà raggiunge tutti i suoi obiettivi: la prima parola, il primo passo, la prima gara. Per compensare l’emiparesi, impara a rafforzare la parte sinistra del suo corpo.

Dopo un lungo soggiorno in Costa Rica, come un bambino di 7 anni Miro può andare in bicicletta, correre, nuotare, fare surf, skateboard e molto altro. Parla già quattro lingue: tedesco, tedesco svizzero, spagnolo e inglese.

Quando arriva il momento di iniziare la  scuola, per lui i genitori scelgono l’approccio educativo steineriano, che promuove il ruolo dell’immaginazione nell’apprendimento e del pensiero olistico nell’integrazione dello sviluppo intellettuale, pratico e artistico. Un metodo di insegnamento che gli consente di seguire l’intero processo scolastico senza l’aiuto di un insegnante di supporto e di contare sulle capacità del lato destro del suo cervello: quelle della creatività e dell’immaginazione, dell’intuizione e dell’orientamento spaziale. Una virtù, quest’ultima, che gli consentirà di essere autonomo negli spostamenti in città. Già da piccolo, infatti, Miro attraversa Zurigo per andare a scuola da solo. Usa i mezzi pubblici o si muove con un monopattino.

Intanto, da sempre interessato allo sport, si dedica alle più svariate discipline: basket, unihockey, tennis, tennis da tavola e ping pong, boogie boarding surf. E al calcio, la sua grande passione, che abbandona a 12 anni, quando prende percezione dei suoi limiti fisici. Ma Miro è aperto alla vita e non demorde. I limiti, pensa, sono solo nella testa e, quando, adolescente, conosce per caso il golf e il primo esperimento va male, malissimo, non si arrende. Su Youtube scopre che è possibile giocare con un solo braccio e, incoraggiato dal padre, è deciso a imparare. Approfitta di ogni momento libero per andare in campo, prende lezioni private da un coach.

Nel frattempo, non mancano alcune difficoltà. Con lo sviluppo, sopraggiungono dei problemi neurologici che, secondo gli specialisti, fanno pensare a delle crisi epilettiche. Crisi che diventano più frequenti con il passare degli anni e di cui non si trova riscontro nelle stimolazioni condotte dai medici, contribuendo a rendere più incerta la vita quotidiana. Una condizione che però non scoraggia Miro nel perfezionamento della pratica del golf. In pochi anni, partecipa a circa 20 tornei europei: in Svizzera soprattutto, in Scozia e, nel 2019, in Germania, dove, per la prima volta, si iscrive a un torneo riservato ai disabili, conquistando il quarto posto nella sua categoria (one-harmed golfer, in inglese).

L’attuale emergenza mondiale per il Coronavirus ha cancellato la stagione golfistica e posticipato il ricovero presso una clinica per malati di epilessia con l’obiettivo di indagare l’origine dei suoi disturbi. Ma Miro è tenace: approfitta del periodo di riposo sportivo per parlare ai giovani, attraverso i suoi canali social, incoraggiarli a seguire le loro passioni e a non arrendersi di fronte alle difficoltà. E, in attesa che la pandemia si esaurisca, sogna di conquistare l’Italia con la tappa dell’EDGA (European Disabled Golf Association) Tour che si svolgerà in Veneto. Intanto, perfeziona lo studio dell’italiano, che adora.

Instagram: Miro1_golf

Link video:  https://www.youtube.com/watch?v=OnG7bPULi9k

 

testo di Luana Trumino 

 

 

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