SOI SOTTOSCRIVE IL MANIFESTO DEL CAMBIAMENTO IN OFTALMOLOGIA

In Italia due milioni di persone combattono ogni giorno con problemi legati alla riduzione della vista. E i costi della cecità ammontano a 28 miliardi ogni anno. 

Per non trovarci  nella confusione e nell’emergenza SOI (Società Oftalmologica Italiana) lancia  il  Manifesto del Cambiamento”- Accesso alle Cure Oculistiche Sostenibili , il documento che contiene indicazioni precise : aumentare le risorse a disposizione per sostenere l’Oculistica, investire in Centri Oftalmici Efficienti esterni ai grandi ospedali, arruolamento aggiuntivo di mille medici oculisti e un Database nazionale specifico per l’Oftalmologia. «Oggi molti pazienti stanno subendo una perdita della vista che ci imbarazza tutti  – sottolinea il Presidente SOI Matteo Piovella -. Una realtà evitabile che soffre per la  mancanza di attenzione per gli investimenti a lungo termine in Oculistica, la carenza del sistema ospedaliero e la penalizzante disinformazione  che genera una  confusione di intenti capaci di abbattere il diritto costituzionale per l’accesso alla miglior cura per poter salvare la vista ».

Nel Manifesto si chiede al Governo di aumentare i fondi posti a sostegno dell’Oculistica per diffondere le 1000 innovazioni tecniche e tecnologiche responsabili del vero salto di qualità per impedire ai Pazienti di perdere la vista. «Con un investimento  di 100 milioni all’anno – spiega Matteo Piovella – sarà possibile superare la criticità che ha colpito centinaia di migliaia pazienti affetti da maculopatia legata all’età, oggi la principale causa di perdita della vista in Italia». 

SOI indica gli interventi necessari:  tecnologia disponibile per tutti nei moderni centri per la cura delle malattie degli occhi colmati con nuove mille presenze di esperti Medici Oculisti al servizio di tutti. 

La carenza di specialisti si ripercuote anche sul settore dell’Oculistica che in Italia gestisce il 7% di tutta la chirurgia elettiva ed eroga 15 milioni di visite e interventi Ambulatoriali ogni anno. 

«Nel Sistema Sanitario Nazionale – evidenzia Piovella – lavorano  1500 dei 7mila Medici Oculisti italiani: una task force spesso con carichi di lavoro eccessivi e poco proporzionati incapace di  soddisfare le richieste per cure migliori e accessibili a tutti . Senza pensare alle limitazioni del numero delle prestazioni causate dalla pandemia da COVID-19 e dalle necessarie regole alla base del distanziamento che hanno decimato i numeri dell’assistenza normalmente attiva su tutto il territorio». 

SOI  chiede al Governo di formare mille nuovi medici oculisti «per soddisfare la crescita della domanda» coinvolgendo le università italiane e non importando medici oculisti da Paesi con minor tradizione ed esperienza in campo oftalmologico». 

L’assistenza oculistica è migliore in centri specificamente disegnati e organizzati che  non possono trovare spazio negli ospedali tradizionali. SOI invita a creare un numero adeguato di Centri Oftalmici facilmente accessibili , vicini a casa per sostenere i pazienti avanti negli anni privi sempre più di un adeguato sostegno famigliare.

«I Governi hanno promesso la rinascita degli ospedali oltre alla creazione di nuovi. Ma le promesse non sono state mantenute – sottolinea Piovella -. Il posizionamento fuori dagli ospedali può essere utilizzato come hub per la raccolta delle immagini e l’elaborazione dei dati per formulare le migliori diagnosi anche utilizzando il lavoro remoto professionalmente valido da parte dei medici oculisti».

La rivoluzione digitale sta trasformando il mondo della medicina e può rappresentare la marcia in più per l’Oculistica. In Italia non esiste la raccolta e la condivisione dei dati. Per questo introdurre sistemi informatizzati su base generale migliora la comunicazione con i pazienti e l’aderenza alle terapie oggi rispettate da non più del 50% delle persone. Ma soprattutto migliora la sicurezza e riduce gli eventi avversi.

«Un Sistema Digitale dedicato è in grado di trasformare l’assistenza ai pazienti oftalmologici – conclude il Presidente SOI -. La raccolta e la condivisione di dati significa poter estendere l’assistenza di alta qualità a tutti i pazienti. 

E’ possibile con questo ridurre del 38% la frequenza della rottura capsulare posteriore grazie alla possibile identificazione degli occhi che presentano malattie complesse capaci di generare un numero elevato di impegnative complicazioni. Basta inviare i pazienti difficili ai Chirurghi Oculisti più esperti. Gli investimenti per adottare tecnologia digitale garantiscono  sostanziali risparmi per decine di milioni di euro ogni anno».

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