Parte la campagna di sensibilizzazione sulla Spondilite Anchilosante “Sai se hai la SA? Scegli il tuo futuro”

La prevenzione è l’arma vincente contro le malattie. Di qualunque tipo. Perché porta alla diagnosi precoce. Purtroppo, in alcuni casi, per arrivare alla diagnosi passa molto tempo. E’ questo il caso della spondilite anchilosante, per la quale ci vogliono in media  8 anni per avere una diagnosi. 

A rivelarlo sono i nuovi dati dell’European Map of Axial Spondyloarthritis (EMAS) un sondaggio condotto tra persone con spondiloartriti in 13 Paesi europei. E necessario, quindi, diminuire i tempi di accesso alle cure per il paziente attraverso una stretta collaborazione con i Medici di Medicina Generale, i farmacisti e gli specialisti nella gestione delle patologie croniche e la più ampia divulgazione dei sintomi della patologia

Per farlo, è partita una campagna di sensibilizzazione Sai se hai la SA Scegli il tuo futuro, promossa da Novartis, che prevede di uscire in parte dalla Rete e dare ai cittadini l’opportunità di avere informazioni sulla spondilite anchilosante dalla figura professionale più consona – il reumatologo – nel luogo di riferimento della salute all’interno delle città: la farmacia.

“E’ partito in questo mese di sensibilizzazione sulla SA il progetto ‘Reumatologo in farmacia’ ulteriore capitolo di informazione della campagna SAichelaSA; alcune farmacie italiane tra Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Emilia Romagna e Sicilia metteranno a disposizione dei loro clienti uno specialista in reumatologia e materiale informativo specifico – racconta Angela Bianchi, Country Head of Communications & Pharma Patient Advocacy Novartis – per rendere visibile questa patologia nascosta e accorciare i tempi di diagnosi e trattamento”.

La spondilite anchilosante (SA) colpisce più di 40.000 persone solo in Italia. E’ una patologia dolorosa e spesso progressivamente invalidante, causata da un’infiammazione della colonna vertebrale che può determinare danni irreversibili. Colpisce maggiormente i soggetti giovani di sesso maschile e di età superiore ai 25 anni. Fino al 70% dei pazienti che soffrono della forma severa di SA sviluppa, nel corso di qualche anno, fusione dei corpi vertebrali con significativa riduzione della mobilità della colonna. Depressione, ansia e isolamento sono conseguenze, spesso inevitabili, per chi soffre di questa patologia.

“Noi reumatologi  purtroppo vediamo ancora molti pazienti che hanno sintomi tipici della malattia da diversi anni, che ne compromettono la qualità di vita. E’ necessario creare cultura attorno alla SA, anche attraverso la collaborazione dei medici di Medicina Generale, velocizzare il percorso diagnostico-terapeutico e ridurre così l’impatto della patologia sulla qualità di vita” ha aggiunto Piercarlo Sarzi, Responsabile della Reumatologia dell’Ospedale Luigi Sacco a Milano. “Quando sono presenti mal di schiena costante, per più di tre mesi, con dolore particolarmente nelle ore notturne, e/o rigidità mattutina che migliora con il movimento, è bene rivolgersi a un reumatologo. Oggi grazie ai progressi della ricerca scientifica, i pazienti possono beneficiare di farmaci di nuova generazione che sono in grado di inibire efficacemente il processo infiammatorio”.

“I risultati della mappa europea sulle spondilartriti offrono un quadro chiaro sullo status della malattia. Non conoscerla, non sapere della sua esistenza, porta a un ritardo nell’inizio del corretto percorso terapeutico che può avere conseguenze importanti e cambiare il corso della vita sociale, familiare, professionale.” ha dichiarato Antonella Celano, Presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMAR), Associazione che ha contribuito per l’Italia a disegnare la mappa.

Secondo il sondaggio dell’European Map of Axial Spondyloarthritis (EMAS) il 74,1% delle persone intervistate ha dichiarato di avere difficoltà a trovare un lavoro a causa della malattia, il 61,5% di aver sofferto di un disagio psicologico, con un rispondente su tre che ha manifestato ansia e/o depressione. I partecipanti hanno inoltre riferito di temere in particolare la progressione della malattia, la sofferenza o la perdita di mobilità.

Per avere tutte le informazioni sulla campagna basta collegarsi all’area dedicata nel sito http://www.saichelasa.it/sai-che-la-campagna-2018/  e seguire la pagina Facebook “SAichelaSA” https://www.facebook.com/SAichelaSA/.

 

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