Parte il mese della prevenzione del cheratocono

Promossa dall’Università di Verona e dal Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia dell’Università di Chieti-Pescara, da CAMO (Centro Ambrosiano Oftalmico) in collaborazione con NEOVISION e con il patrocinio dell’A.I.CHE Associazione Italiana Cheratoconici, della SOI Società Oftalmologica Italiana, della  S.I.T.R.A.C. Società Italiana Trapianto di Cornea, lancia, dal 10 settembre all 11 ottobre,  il mese della prevenzione del Cheratocono, una grande campagna di prevenzione e diagnosi su una malattia di cui poco si parla ma che può portare alla cecità.

Il Cheratocono causa l’assottigliamento e la deformazione della cornea, può esordire fin dalla pubertà e se non viene immediatamente diagnosticato è difficilmente curabile se non con un trapianto di cornea.

Per questa importante campagna di informazione e prevenzione, che vedrà coinvolti decine di centri su tutto il territorio nazionale, è stato inoltre richiesto il patrocinio del Ministero della Salute, e della Regione Veneto.

Per un mese dunque gli specialisti dei Centri distribuiti sul territorio nazionale visiteranno i pazienti che si saranno prenotati sul sito www.curagliocchi.it e presso tutte le svariate strutture nazionali della Campagna, con l’obiettivo non solo di diagnosticare questa patologia, ma anche e più generalmente per informare la cittadinanza su un disturbo oculare che può portare a gravi conseguenze per la vista. 

Verranno erogate visite gratuite effettuate da medici specialisti oculisti e ortottisti/assistenti in oftalmologia, mirate a individuare questa patologia nei soggetti interessati ed eventualmente suggerire le opportune terapie, rimandando ai propri medici oculisti curanti. 

Per prenotare una visita gratuita presso i centri specialistici basta andare sul sito www.curagliocchi.it.

 

  • La malattia non crea disturbi come dolore o infiammazione oculare. I problemi avvertiti dal paziente consistono in un peggioramento della capacità visiva indotto dall’alterazione, spesso progressiva, della cornea. In molti casi l’occhio affetto da cheratocono diventa miope, ma è l’astigmatismo irregolare a disturbare maggiormente la visione, inducendo la percezione di un’immagine sfocata e deformata (soprattutto le fonti luminose tendono ad essere allungate come se avessero una coda luminosa). Questo sfuocamento in casi medi e avanzati può essere tale da ostacolare seriamente le attività quotidiane del paziente.
  • Il trattamento che ha dimostrato efficacia nel rallentare e in molti casi a fermare l’evoluzione del cheratocono è il cross linking corneale o CXL. Non è un intervento chirurgico, nel senso che non vengono effettuate incisioni, suture o altre manovre invasive; è un intervento chiamato “parachirurgico”.È una procedura che viene applicata per la terapia del cheratocono iniziale, cioè quando ancora lo spessore e le curvature della cornea sono discretamente o completamente conservate, Talvolta si applica questo trattamento anche a pazienti affetti da cheratocono in uno stadio evolutivo più avanzato al fine soprattutto di limitare la velocità di progressione. Questo metodo, chiamato cross linking del collagene corneale, consiste nell’applicazione sulla cornea di un prodotto chiamato Riboflavina; esso viene poi attivato, da una luce ultravioletta della famiglia dei raggi UVA. L’azione della luce associata al farmaco, stimola la cornea a rinforzare i legami tra i tessuti che la compongono, determinando un arresto o quanto meno un rallentamento dell’evoluzione della malattia. Lo scopo è sostanzialmente quello di aumentare la rigidità e la resistenza della cornea.
  • Purtroppo molte malattie, degenerazioni, cicatrici possono provocare opacità e/o deformare la cornea a un punto tale che la capacità visiva non è migliorabile con procedure conservative, redendo necessaria la sostituzione del tessuto corneale, cioè effettuando un trapianto di cornea o “cheratoplastica”.Per effettuare un trapianto di cornea è necessario sostituire la cornea malata del ricevente con una trasparente da donatore. 
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