Occhio secco: attenzione a smartphone e tablet!!!

E’ stata definita  dall’Organizzazione Mondiale della Sanità uno fra “tra i più ignorati e sottovalutati disturbi della società moderna”. E che l’occhio secco sia un disturbo dell’era moderna non ci sono dubbi, poiche’ a causarlo e’ soprattutto l’uso frequente ed esagerato, specie fra adolescenti e bambini, di smartphone, tablets e computers.

Per prevenirlo, diagonisticalro e mettere in atto le terapie necessarie, il Centro Italiano Occhio Secco (CIOS), con il patrocinio della Società Oftalmologica Italiana (SOI), del Comune di Milano, dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Sette Laghi della Regione Lombardia, dell’Università degli Studi dell’Insubria,  promuove dal 3 aprile al 7 aprile la campagna di Prevenzione e della Cura della Sindrome dell’Occhio Secco (www.centroitalianoocchiosecco.it).
La campagna nazionale di screening gratuiti promossa dal CIOS, la prima struttura completamente dedicata alla cura di questa patologia, è sostenuta e promossa anche da altri centri di eccellenza di Catania, Napoli, Roma, Varese.  Le visite sono
rivolte a tutti coloro che sospettano una secchezza oculare o che già ne soffrono e desiderano una visita di approfondimento. Per prenotarsi, bisogna contattare il centro oculistico più vicino a casa  direttamente dal sito www.centroitalianoocchiosecco.it

 

 

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“In Italia soffre di questo  disturbo il il 90% delle donne in menopausa e il 25% della popolazione over 50, con gravi ripercussioni sulla  vita sociale e professionale per coloro che si trovano in condizione di doversi curare in maniera cronica mediante colliri, unguenti e pomate piuttosto costosi ed ancora oggi quasi per nulla sostenuti dal sistema sanitario nazionale, per cui a pieno carico dei malati spiega il  Dr Lucio Buratto – Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Numerose condizioni, fisiologiche e patologiche creano alterazioni del film lacrimale, lo strato di liquido che bagna le strutture anteriori dell’occhio e la presenza di un buon strato di lacrime è fondamentale per consentire all’occhio di avere una buona vista.
“Ogni volta che avviene un ammiccamento, le palpebre delicatamente pennellano  la congiuntiva e la cornea, distribuendo uniformemente il film lacrimale – puntualizza il Dr. Giuseppe di Meglio – CIOS- Centro Italiano Occhio Secco. “In caso di occhio secco, dunque, nelle fasi iniziali sintomi più comuni sono:
-Bruciore e prurito insistente legato alla variazione dell’osmolarità del film lacrimale.
-Lacrimazione irregolare, soprattutto scatenata da agenti atmosferici o ambientali: vento, smog, fumo, variazione di umidità o temperatura.
-Bisogno di lavarsi e strofinarsi continuamente gli occhi.
-Difficoltà ad aprire spontaneamente gli occhi al mattino: durante la notte la secrezione della parte acquosa delle lacrime e’ molto ridotta o addirittura assente il che comporta l’adesione della superficie oculare alla congiuntiva palpebrale a causa del muco denso e disidratato.
-Presenza di secrezione mucosa e di filamenti.
Ma quando la sindrome si aggrava si aggiungono:
-Sensazione di corpo estraneo legata al ridotto spessore del film lacrimale.
-Sensazione di secchezza oculare.
-Fotofobia (sensibilità alla luce) conseguente all’ irregolarità del film lacrimale.
-Dolore anche notturno legato alle alterazioni corneali.
-Disturbi della visione legati all’astigmatismo irregolare che si crea sulla superficie corneale alterata” .

 

 

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Stili di vita ed alimentari non corretti, stati di stress, disfunzioni metaboliche ed ormonali, aumento dell’età media della popolazione, aumento delle temperature medie ambientali, aree ad elevato inquinamento, farmaci, fumi e sostanze tossiche disperse nell’aria, sono solo alcune fra le più frequenti cause dell’occhio secco.
Man mano che l’età avanza, inoltre, gli occhi producono lacrime con un minore contenuto di lipidi che sono necessari per evitare che la loro parte acquosa evapori troppo velocemente.
” Nel caso delle donne, alcuni ormoni aiutano a stimolare la produzione di lacrime. Per questo le variazioni di livelli ormonali possono ridurre la naturale produzione di lacrime- aggiunge il Dr Buratto. “Ecco perché la sindrome dell’occhio secco predilige il sesso femminile soprattutto dopo i 35-40 anni di età: le donne in gravidanza o in menopausa sono il gruppo più numeroso tra i pazienti che soffrono di occhio secco. Una frequenza sempre maggiore causata dalla significativa anticipazione del ciclo mestruale, fino ad interessare il 60% circa della popolazione femminile italiana”.

Da non dimenticare che anche l’uso ma soprattutto l’abuso di lenti a contatto, siano esse rigide o morbide, in materiale gas-permeabile o non, contribuisce al determinarsi dell’occhio secco. Questo si verifica soprattutto quando non si utilizzano lenti a contatto “usa e getta” e quindi per la corretta e necessaria igiene si usano soluzioni per lenti ricche di disinfettanti e conservanti.
“Una causa frequente della sindrome di occhio secco consiste nell’utilizzo in maniera continuativa di computer – aggiunge il Prof. Vincenzo Orfeo – Direttore Clinica oculistica Mediterranea Napoli. ” Normalmente le palpebre vengono aperte/chiuse tra le 12 e le 15 volte al minuto. Se invece si è impegnati in un un’attività che richieda concentrazione come ad esempio leggere, studiare, scrivere, guidare, utilizzare il personal computer, il tablet, lo smartphone, guardare la TV, si tende a sbattere le palpebre con una minore frequenza, fino ad arrivare alla frequenza di un battito al minuto: le lacrime così evaporano rapidamente, non vengono sostituite e si crea la sindrome dell’occhio secco.

Chi soffre della sindrome dell’occhio secco, oltre ad assumere prodotti terapeutici che vanno a sostituire la delicata funzione lacrimale carente, dovrebbe seguire alcune indicazioni generali per modificare abitudini e stili di vita.
-Evitare l’esposizione diretta a sistemi di condizionamento, luoghi ventosi, aree molto ventilate. Evitare ambienti troppo secchi e scarsi di umidificazione.
-Ridurre o eliminare il fumo di sigaretta.
-Evitare l’uso di creme irritanti o altri prodotti fastidiosi nella zona perioculare.
-Sospendere o limitare l’utilizzo di lenti a contatto corneali.
-Usare occhiali da sole in caso di forti esposizioni a raggio UVA o UVB o in caso di ambienti ventosi o polverosi.
-Impiegare impacchi tiepidi nell’area perioculare (acqua e malva, bicarbonato o acqua borica). Arricchire l’alimentazione con vitamina B3, B6, B12, Omega 3/Omega.
-Aumentare l’assunzione di acqua e di liquidi in generale.
-Ridurre l’attività a TV, smarthphone o simili o quantomeno aumentare la frequenza di ammiccamento palpebrale.

La sindrome dell’occhio secco dal punto di vista terapeutico è stata per lungo tempo sottovalutata. Ma oggi, grazie alla ricerca scientifica, il medico oculista ha la possibilità di diagnosticare in maniera precisa le alterazioni del film lacrimale, dispone di strumenti diagnostici precisi, in grado di individuare in maniera personalizzata per ciascun paziente la terapia più appropriata.
Lacrime artificiali. Sono colliri a base di sostanze (più o meno viscose e dense) che possiedono l’azione detergente, lubrificante e umettante delle lacrime naturali. Oggi l’eliminazione dei conservanti e lo sviluppo di nuovi conservanti meno tossici per la superficie oculare hanno permesso ai pazienti di tollerare maggiormente la terapia sostitutiva lacrimale. Se sono sotto forma di monodose non contengono conservanti, che possono essere dannosi per l’occhio in caso di somministrazioni prolungate, per cui sono utilizzabili con frequenza e per lunghi periodi. L’uso inconsiderato di lacrime artificiali o altri colliri può essere causa di cheratiti o di forme irritative di congiuntivite per cui è sempre bene che sia il medico oculista a suggerire la giusta terapia.
Sostituti lacrimali biologici. Favoriscono maggiormente il mantenimento della morfologia e la proliferazione delle cellule epiteliali corneali umane rispetto ai sostituti lacrimali artificiali.
Terapia anti-infiammatoria mirata. Si tratta dei corticosteroidi topici, le tetracicline e, novità della ricerca più recente, la ciclosporina in collirio.
Probing. Consiste nella la pulizia delle ghiandole di Meibomio (che hanno la funzione di secernere lo strato lipidico che rappresenta lo strato più esterno del film lacrimale), con un’apposita cannula. È un trattamento ambulatoriale non invasivo che si pratica con una sola goccia di collirio anestetico e risolve efficacemente la disfunzione delle ghiandole di Meibomio.
Lipiflow. È uno strumento che ha rivoluzionato il trattamento dell’occhio secco causato da Meiboniti e che migliora immediatamente non solo i sintomi, ma risolve quasi sempre la patologia.
Luce Pulsata (IPL). Questo dispositivo di ultima generazione stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.
Occlusione dei puntini lacrimali. Serve a bloccare il drenaggio lacrimale al fine di trattenere le lacrime sulla superficie oculare il più a lungo possibile. L’occlusione può essere ottenuta mediante tappi in collagene, silicone, gelatina, oppure mediante cauterizzazione o laser.

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