NASCE L’OSSERVATORIO FRATTURE DA FRAGILITA’ PER DARE VALORE ALLA SALUTE DELLE OSSA

La salute delle ossa non va dimenticata. Anche in tempi di pandemia. I numeri ci sono e sono tanti.  Numeri da “emergenza nazionale”, come sottolinea la Professoressa Maria Luisa Brandi (Presidente Fondazione FIRMO per le Malattie delle Ossa): “I dati in nostro possesso sono preoccupanti: si stimano 560.000 fratture nella popolazione ultrasessantacinquenne ogni anno in Italia. Di queste noi trattiamo farmacologicamente una percentuale che va dal 20 al 30%. Ebbene: di questi soggetti in trattamento il 50% sospende la terapia dopo 6 mesi. Il clinico sa che i farmaci anti-fratturativi sono in grado di prevenire la seconda frattura sino al 70% delle popolazione in oggetto. Si vede bene, quindi, che con un aumento numerico stimato di fratture da fragilità del 25% da oggi al 2030, i numeri parlano da soli”. 

Ed ecco allora che diventa importante valutare l’impatto della pandemia da SARS-CoV2 sui soggetti con fragilità ossea; rilevare e dimensionare nel tempo (con il coinvolgimento di istituti, agenzie e istituzioni) il fenomeno delle fratture da fragilità nelle loro differenziazioni regionali; sviluppare studi nazionali e regionali per registrare l’andamento numerico e statistico di queste fratture; raccogliere, analizzare, diffondere le best practice di settore; comunicare i dati raccolti e le azioni sviluppate rendendosi disponibile con la politica nazionale, regionale e con i decisori per sviluppare studi “terzi” nell’ambito delle fragilità ossee; creare un continuo interfaccia con pazienti, associazioni, clinici e altri stakeholder. 

Tanti obiettivi ma tutti da raggiungere. Ed è con questo scopo che nasce l’OSSERVATORIO FRATTURE DA FRAGILITA’ presentato su iniziativa del Sen. Antonio Tomassini, della Prof.ssa Maria Luisa Brandi e del Prof. Francesco Falez. 

Spiega il senatore Antonio Tomassini (Fondatore dell’Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la Salute e la Prevenzione), “Negli anni sono state realizzate alcune iniziative che hanno richiamato sul problema sia la politica sanitaria, che il SSN, che i decisori regionali, ma si sentiva la mancanza di un osservatorio, cioè di un soggetto che prendesse in carico la responsabilità di raccogliere dati concreti e con continuità. Oggi viene presentato questo soggetto indipendente ed autorevole che intende assumersi il compito di osservare, rilevare puntualmente e dimensionare la tematica delle fratture da fragilità nel suo ambito nazionale e regionale”.

L’avvio dell’Osservatorio è stato introdotto dal Viceministro alla Salute PierPaolo Sileri, che ha sottolineato la necessità di tenere alta l’attenzione verso le fasce over 65 e le loro necessità di salute : “Fra queste, certamente l’adeguata prevenzione e cura dell’osteoporosi, la diagnosi tempestiva di fragilità ossea e la corretta presa in carico, la promozione di adeguati stili di vita per un invecchiamento attivo. Avere quindi un punto di osservazione privilegiato a livello territoriale per evidenziare la reale portata della problematica, dialogare con i pazienti e soprattutto far emergere i loro bisogni di salute potrà essere di supporto per il mondo scientifico e politico”. 

A sua volta il Presidente dell‘Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha evidenziato come l’Osservatorio nasca per diventare un nuovo “nodo” della rete sanitaria, elemento di quel “ciclo virtuoso” che consente alla sanità italiana di prendere decisioni basate su dati certi.

Del resto, l’incremento epidemiologico delle fratture da fragilità conseguenti alla riduzione della qualità del tessuto scheletrico che si manifesta nell’osteoporosi ha reso necessaria l’istituzione di uno strumento che consentisse di monitorare l’evoluzione di questo fenomeno ma anche, come sottolinea il professor Francesco Falez (Past President della Società italiana di Ortopedia e Traumatologia-SIOT), “di creare modelli di studio ed analisi con l’ambizione di avviare un Osservatorio in grado di rappresentare un punto di incontro e confronto tra realtà cliniche assistenziali e quelle politiche, troppo spesso disgiunte tra loro. La sensibilizzazione e la corretta informazione degli organi governativi risulta infatti fondamentale nella identificazione di percorsi ed azioni di prevenzione e cura ma deve trovare le giuste motivazioni ed i progetti che abbiano valenza sociale. L’Osservatorio si pone proprio quindi l’ambizioso obiettivo di rappresentare uno strumento cui la politica sanitaria le istituzioni possano far ricorso per attingere a dati certi e progettualità concrete nella lotta contro l’osteoporosi”.

Anche Annamaria Parente (Presidente della XII Commissione Sanità, Senato) ha aggiunto che il lavoro dell’Osservatorio “si inserisce alla perfezione a supporto delle tematiche su cui la riflessione politica sta ponendo la maggiore attenzione: prevenzione, diritto alla salute, medicina di genere, invecchiamento attivo”.

L’Osservatorio inizierà a svolgere la sua attività dal 1 gennaio 2021, raccogliendo ed analizzando bisogni ed esperienze già in atto, e soprattutto identificando le criticità che nel periodo epidemico sono maggiormente vissute dai pazienti.I primi progetti riguardano la Definizione di un “modello epidemiologico regionale” per valutare l’incidenza di rifratture di femore in pazienti con fratture femorali oltre i 65 anni; la Valutazione delle conseguenze della pandemia COVID19 su mortalità dei pazienti fratturati di femore (o altre fratture maggiori da fragilità) e rifratture; l’Analisi di impatto della pandemia COVID.19 sulla prevalenza d’uso ed aderenza dei farmaci anti-fratturativi in coorti di pazienti con frattura primaria.

 “Negli ultimi due anni il progetto della Coalizione FRAME ha avviato una grande attenzione sul tema della fragilità ossea – ha concluso Maria Luisa Brandi – definendo un Manifesto sociale sulle fratture da fragilità, e contribuendo alla nascita dell’Intergruppo parlamentare sull’argomento: In questo senso ha innescato il processo di Linee guida su fratture da fragilità in collaborazione con l’ISS e ha promosso la nascita di PDTA regionali dedicati alla fragilità ossea. In questa epoca di pandemia da COVID.19 i pazienti fragili non sono stati più visitati, non sono stati operati, non sono stati curati farmacologicamente e questo ha contribuito ad incrementarne il numero. Tutti queste considerazioni ci hanno guidato nell’identificazione dei primi progetti che l’Osservatorio intende avviare”. 

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