L’importanza del farmacista nel nuovo Servizio Sanitario Nazionale

A causa del Covid 19 è cambiato anche il ruolo del farmacista. Il coinvolgimento di questa figura professionale per il cittadino è stata determinante. Come importante è stato anche il tributo pagato dai farmacisti in termini di vite umane che hanno perso la vita nella lotta alla pandemia.

Oggi, alla luce di questa nuova realtà, il SSN ha la necessità – di ripensarsi e di rifondarsi su basi più rispondenti ai bisogni di salute, ripensando alla medicina di prossimità e a servizi innovativi, ma anche vicini ai cittadini. Il tutto sarà reso possibile dagli investimenti previsti alla Misura 6 del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza-PNRR che rende disponibili risorse per oltre 15 miliardi per la sanità. In questo scenario al farmacista sarà attribuito un nuovo ruolo e altre priorità, competenze e responsabilità possono essere attribuite al farmacista  E questo sia per quanto riguarda il farmacista dei servizi territoriali, che delle strutture convenzionate, che delle strutture ospedaliere.

Il nuovo numero dell’Italian Health Policy Brief dedicato al “Farmacista nel rinnovamento del SSN: innovazione e ruolo per una figura cardine della sanità”, indica alcune risposte a questi interrogativi.

 

“L’esperienza di questi mesi di pandemia deve essere uno stimolo a sciogliere nodi da troppo tempo irrisolti, a maggior ragione ora che il PNRR, con i finanziamenti previsti per le reti di prossimità e la digitalizzazione può rappresentare una svolta”, spiega l’onorevole Andrea Mandelli, Presidente FOFI (Federazione Ordini farmacisti Italiani) e vicepresidente della Camera dei Deputati. “Tra questi nodi vi sono la riforma dell’assistenza territoriale, e il potenziamento della rete ospedaliera, e in questi ambiti il farmacista può e deve svolgere un ruolo trasversale. Sul territorio un modello di farmacia che va oltre la semplice dispensazione del farmaco avrebbe potuto dare un contributo ancora superiore a quello che già ha dato in questa emergenza per garantire ai cittadini l’accesso alle cure. A questo tema si ricollega quello delle vaccinazioni in farmacia, che ha mostrato l’efficacia della collaborazione tra farmacista ospedaliero e farmacista di comunità nella gestione dei vaccini; inoltre, rendere le vaccinazioni una delle prestazioni standard della farmacia permette di superare il modello emergenziale degli hub, restituendo i medici che vi operano alle funzioni di diagnosi e cura. Dobbiamo ringraziare il Commissario straordinario Figliuolo per l’intuizione degli hub, che hanno funzionato perfettamente, ma ora anche per le campagne vaccinali, come accade in moltissimi altri paesi, occorre costruire una rete capillare”.

“La pandemia ha portato con sé un periodo di transizione: sta a noi coglierne le opportunità per accelerare lo sviluppo della farmacia e gestire il cambiamento in atto. Il processo di territorializzazione della sanità e i nuovi bisogni di salute dei cittadini ci impongono di trovare soluzioni efficaci e sostenibili per offrire servizi adeguati, altamente professionali e sempre più personalizzati. È questa la sfida che vogliamo vincere come parte integrante della rete di assistenza territoriale” aggiunge Marco Cossolo, Presidente di Federfarma Nazionale.

“Fare rete e fare squadra – lo dico con convinzione all’indomani delle semifinali degli Europei di calcio – è l’elemento imprescindibile per ambire a progetti ambiziosi”, ha sottolineato Arturo Cavaliere, Presidente Società Italiana di Farmacia Ospedaliera-SIFO nel suo intervento, “Con il PNRR le reali competenze sono chiamate a diventare protagoniste di un cambiamento iniziato nel periodo della pandemia. I farmacisti ospedalieri, nello specifico, sono stati protagonisti nei trial clinici per il Covid.19, nella gestione dei vaccini, nella pubblicazione delle corrette istruzioni operative vaccinali, che sono state riferimento per tutta la comunità nazionale. Oggi l’obiettivo di un nuovo rapporto tra ospedale e territorio si raggiunge proprio attraverso una rinnovata relazione tra farmacisti ospedalieri e farmacisti di comunità. Per questo ritengo che proprio nell’ottica di un ‘virtuoso fare rete’ sia arrivato il momento di una rivisitazione del Prontuario della distribuzione diretta (PHT) annuale, proposta che già negli anni scorsi era stata avanzata proprio da Andrea Mandelli. Dunque, investire nella nostra professione in termini di competenze, formazione e funzioni  è oggi un obbligo morale, che deve essere condiviso dalle istituzioni anche ben oltre le progettualità che saranno messe in atto grazie al PNRR”.

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