Le strategie per migliorare la prevenzione cardiovascolare secondaria

“Curare per prevenire”  Lo si dice spesso, anche se la prevenzione si rivela ancora  oggi non sufficiente.  Specialmente in tema di eventi cardiovascolari secondari.
Chi si batte con forza per far emergere questa necessità è la FADOI, Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, società scientifica di Medicina Interna attiva da oltre 20 anni. Uno degli obiettivi FADOI,  infatti,  è sensibilizzare la società e i medici sull’attenzione alla prevenzione.
“La nostra forza è quella di avere tante persone che lavorano con noi – ha spiegato il Dottor Campanini, Presidente Nazionale FADOI-, soprattutto perché siamo attivi su due fronti: quello della ricerca, che individua i bisogni insoddisfatti nell’ambito della Medicina Interna, e quello della formazione, che cerca proprio di soddisfare questi bisogni e di migliorare l’assistenza. La prevenzione cardiovascolare secondaria diventa sempre più importante, con l’aumentare dell’aspettativa di vita. I dati della nostra Survey dimostrano che circa il 43% dei pazienti ricoverati in Medicina Interna ha già avuto un episodio cardiovascolare maggiore, come infarto e ictus”.
“Alla luce di questo, è necessario capire come gestire la Prevenzione Cardiovascolare Secondaria nei pazienti che vengono assistiti nei reparti di Medicina Interna. E proprio questa Survey ha permesso di rilevare, attraverso una capillare raccolta di dati espressi dalle centinaia di Unità Operative italiane, che Il rischio di ulteriori episodi cardiovascolari maggiori è rilevante, e le patologie cardiovascolari si sommano ad altre malattie rendendo problematico l’approccio terapeutico in pazienti che solitamente vengono ricoverati in età anziana e in condizioni di emergenza clinica. Alla necessità di prevenire ulteriori eventi, si aggiunge quella di armonizzare la prevenzione cardiovascolare col resto delle cure.
I pazienti, dal canto loro,  hanno scarsa consapevolezza del rischio di un secondo evento cardiovascolare e del fatto che la patologia cardiovascolare sia una delle principali cause di mortalità al mondo.
Noi puntiamo alla fase di prevenzione sul singolo paziente: si tratta nella maggior parte dei casi di pazienti anziani, complessi – ha chiarito il Dottor Giorgio Vescovo, Presidente della Fondazione FADOI – e interveniamo con l’approccio globale, armonizzando le linee guida con il singolo paziente. La chiave è la consapevolezza del medico e del paziente. Con l’alleanza terapeutica si può attuare la prevenzione in maniera efficace”.
FADOI ha realizzato un volume sulla prevenzione cardiovascolare secondaria, considerando i diversi fattori di rischio (ipertensione, diabete, dislipidemia, obesità/sovrappeso etc.) nei vari ambiti della patologia vascolare (cuore, cervello, rene, arti inferiori). Da questa pubblicazione è scaturito un position statement della Società Scientifica, curato dal Dottor Mauro Campanini e dagli Internisti Roberto Nardi e Giuliano Pinna.
Il documento affronta il problema della prevenzione cardiovascolare secondaria con un “approccio globale”, che armonizza le indicazioni delle linee guida con le caratteristiche del singolo paziente, considerato nella sua complessità e non parcellizzato nei singoli aspetti della problematica cardiovascolare. Un paziente spesso portatore di malattie croniche multiple, che riceve un numero elevato di prescrizioni terapeutiche e in cui le interazioni fra le diverse patologie e i molteplici trattamenti devono essere attentamente considerate

Proprio all’insegna della divulgazione, il Presidente Nazionale FADOI ha annunciato che nei prossimi giorni sarà possibile trovare online, sul sito http://www.fadoi.it/, la documentazione relativa alla Survey e il position paper della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, documenti finora accessibili solo agli iscritti.

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