Le novità da portare in tavola e….non solo! – Speciale Golosaria Milano 2022

Pieno successo per la 17esima edizione della manifestazione organizzata da Paolo Massobrio e Marco Gatti GOLOSARIA MILANO all’insegna della distinzione e delle cose buone.

Tanti gli appuntamenti che hanno segnato la tre giorni, dal 5 al 7 novembre, a partire dal talk inaugurale dedicato alle case history di personaggi che sulla distinzione hanno fondato il proprio lavoro: Paolo Zegna (Oasi Zegna); Massimo Gianolli (Collina dei Ciliegi); Massimo Spigaroli (Antica Corte Pallavicina); Paolo Patrone (cantina Giorni) e il prof. Lorenzo Morelli, con un focus sull’innovazione in campo agroalimentare. Quindi l’incontro con Nicola Fiasconaro, il “re” siciliano del panettone che proprio sul palco di Golosaria ha rilanciato la candidatura di Castelbuono, borgo delle Madonie in cui ha sede la sua azienda, come Città Creativa tutelata dall’Unesco.

Sono stati anche  decretati i Top Hundred, i 100 migliori vini d’Italia premiati per il ventunesimo anno consecutivo, con i vini Top dei Top e le Cantine Memorabili che si sono distinte nel cui è seguito un omaggio al Maestro Iginio Massari. Spazio poi alle Botteghe,  e infine ai ristoranti, le tavole eccellenti di tutta Italia premiate da Paolo Massobrio e Marco Gatti davanti circa un migliaio di ristoratori arrivati da ogni parte d’Italia.

Una giornata attesa, che ha visto anche l’assegnazione della nuova Corona Rossa Unica, consegnata quest’anno al ristorante La Brinca di Ne “per la sua capacità di “Rappresentare la tradizione, l’ottima cucina, ma soprattutto la Colleganza, intesa come capacità di fare sistema e  contribuire, in un posto eroico, allo sviluppo dell’agricoltura, della vitivinicoltura e della cultura”.

Ed ecco la nostra selezione di …visto e gustato!

La tradizione e i prodotti tipici Siciliani, in particolare quelli che offrono il territorio dei Monti Nebrodi in Sicilia sono racchiusi nelle creazioni di La Bottega Reale Ciancio di Tortorici (Messina). Oltre alla deliziosa Nà Basata Mista, pralina con guscio di cioccolato e internamente con cuori misti in vari gusti nocciola, pistacchio e cioccolato bianco, I Nuciddi, croccanti nocciole di produzione biologica caramellate nello zucchero di canna e albume d’uovo da galline allevate a terra tramite una cottura molto lenta così da rendere una meringa così morbida da sciogliersi in bocca. E per festeggiare il Natale, il Panettone artiginale Ciauru di Sicilia, al cui interno ci sono fichi, il cioccolato di Modica(Rg), pistacchio Siciliano e nocciole da produzione biologica a chicchi, tutto ricoperto da cioccolato bianco e scorzette d’arancia.

 

Anche la storia di Aruci è iniziata tanto tempo fa e tramanda le antiche tradizioni dolciarie siciliane. Come la Giuggiulena Biologica, il cui protagonista principale è il sesamo di Ispica (presidio slow food) che viene lavorato nel rispetto dell’autenticità della ricetta storica con Sesamo di Ispica (70%), zucchero di canna, miele, granella di mandorla, buccia d’arancia. Un altro torrone siciliano antico è il Granelloso Biologico, fatto con granelle di mandorle,  nocciole e pistacchio tenute insieme da miele e zucchero. Ha un gusto inaspettato, che conquista sin dal primo assaggio tutti i palati.

Dal Molise arriva un’antica ricetta, il Pan Schiavonesco di Sapori Riflessi,  preparato con tre tipi diversi di farina: Solina, Agostinelli e Cappelli, che impastate sotto forma di mollica, si uniscono a mosto cotto, mandorle, cannella, arancia, il tutto ricoperto da uno strato finissimo di cioccolato fondente, per creare un dolce armonioso ed equilibrato.
Dal Caseificio La Baronia , invece, arriva una versione speciale della Cremosa di Bufala, una versione della ricotta di bufala  ottenuta da latte e siero di bufala, sottoposto al procedimento di omogeneizzazione mediante distruzione dei fiocchi di ricotta. Di colore bianco candido, ha un sapore deciso e raffinato e una consistenza altamente cremosa e ancora più spalmabile rispetto alla ricotta tradizionale. Perfetta anche come ingrediente nella preparazione di dolci.
Sempre in tema di formaggi, Montébore, Presidio Slow Food, il formaggio della Gioconda, è la specialità del Caseificio Terre del Giarolo, in Piemonte. Si narra infatti che Leonardo Da Vinci, gran cerimoniere al banchetto per le nozze di Isabella d’Aragona nel 1489, scelse proprio questo formaggio per quella nobile tavola. Il Formaggio Montébore viene realizzato miscelando latte crudo: per il 70% vaccino e per il restante 30% ovino. La cagliata, rotta con un cucchiaio di legno, è posta nelle formelle, rivoltata e salata. Estratte dallo stampo, tre forme dal diametro decrescente sono poste a stagionare, una sopra l’altra, da una settimana a due mesi. La crosta inizialmente è liscia e umida e poi, con la stagionatura, diventa più asciutta e rugosa.Il colore va dal bianco al giallo paglierino. La pasta è liscia o leggermente occhiata, di colore bianco in varie sfumature.
Davvero deliziosa, infine, la pasta Dimora, pugliese, con le proposte di orecchiette, pennoni e spaghettoni, trafilati al bronzo ed essiccati lentamente, poi i legumi con diverse selezioni (ceci, fagioli, lenticchie), le semole, le farine, i biscotti Dimorotti, realizzati secondo il metodo tradizionale tipico dei Monti Dauni e per concludere i preziosi taralli pugliesi, bandiera gastronomica locale.
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