E’ un bene prezioso, ma lo sprechiamo. Non ci facciamo caso, ma spesso lasciamo scorrere l’acqua dal rubinetto inutilmente. E questo è solo un esempio.
L’Italia è notoriamente un paese ricco di acqua. Con i cambiamenti climatici, però, sta mutando la struttura ecologica stessa del nostro Pianeta e, di conseguenza, anche nel nostro Paese si registrano con una maggiore frequenza fenomeni estremi: periodi prolungati di siccità si alternano a violente precipitazioni.
Dando uno sguardo agli avvenimenti recenti, ci si può rendere conto di come la siccità sia già una realtà nel nostro paese. Nel 2017 11 regioni italiane hanno chiesto lo stato di calamità naturale per i danni all’agricoltura e in diverse città italiane gli effetti sono stati molto più estesi e capillari anche per la vita di tutti i giorni. Nel 2019 l’allarme è continuato per l’assenza di pioggia nei primi tre mesi invernali, arrivando a registrare per il nord Italia una situazione addirittura peggiore di quella del 2017. Un inverno particolarmente asciutto, segnato da precipitazioni dimezzate (-50% al nord rispetto alla media stagionale) che hanno lasciato a secco fiumi, laghi, invasi, terreni e senza neve le montagne, proprio nel momento in cui l’acqua era essenziale per l’irrigazione delle coltivazioni. Nonostante ciò, il consumo per uso civile di acqua in Italia è di220 litri pro capite al giorno, ben al di sopra della media Europea di 165 litri.
Così nasce il progetto Acqua nelle nostre mani , che prevede diverse attività di sensibilizzazione riguardo l’uso consapevole della risorsa idrica. In quest’ottica nasce la collaborazione con il FAI, attore principale nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico e naturale italiano. “La salvaguardia del patrimonio idrico italiano è tra i nostri primari obiettivi. Il FAI si è infatti prefissato un traguardo ambizioso: ridurre del 20% in 10 anni i consumi di acqua all’interno dei suoi beni. Non posso ancora svelarvi di più, ma vi anticipo che questo è solo l’inizio di una collaborazione duratura e di valore che abbiamo intrapreso assieme a Finish”spiega Daniele Meregalli, Responsabile Ambiente FAI.
Diffondere la conoscenza del problema è il primo passo per iniziare a cambiare le cose e la collaborazione con National Geographic nasce con questo intento. “National Geographic racconta storie che contano attraverso immagini suggestive, un giornalismo basato sui fatti ed un intrattenimento senza rivali. I contenuti sviluppati per la campagna Finish diffonderanno la conoscenza del problema della scarsità d’acqua e mostreranno come apportare piccoli cambiamenti alle nostre abitudini quotidiane può fare la differenza” spiega Deborah Armstrong, Senior Vice President, Advertising Sales, Brand Partnerships and General Manager National Geographic.
Fra le misure che si possono adottare per contribuire alla salvaguardia della risorsa idrica e, che rientrano nel progetto Acqua nelle nostre mani, c’è l’uso più frequente e consapevole della lavastoviglie.L’utilizzo di questo elettrodomestico consente, infatti, di ridurre ogni volta il consumo di acqua da 122L a soli 12L grazie all’effetto combinato di lavastoviglie e detergente. Per questo motivo, al fianco di Finish (brand leader del gruppo Reckitt Benckiser, come fautore e protagonista di numerosi progetti ed iniziative) per diffondere questa buona abitudine c’è Bosch, numero 1 al mondo nel mercato delle lavastoviglie. “La sostenibilità è parte integrante della storia del marchio Bosch e si concretizza attraverso innovazioni di prodotto che mettono al centro il benessere delle persone e la tutela dell’ambiente, risparmiando risorse preziose come energia e acqua.
Non solo l’impiego della lavastoviglie, ma anche i comportamenti che accompagnano il suo utilizzo possono fare la differenza. Oggi ancora il 56% degli italiani pre-lava i piatti prima di metterli in lavastoviglie, sprecando fino a 38 litri di acqua ogni volta. Se riuscissimo a convincere gli italiani ad abbandonare questa gesto non necessario, una singola famiglia risparmierebbe ogni anno una quantità di acqua equivalente a circa un mese del proprio fabbisogno idrico.