Nuovi laser per risolvere la cataratta

Un velo sugli occhi offusca la vista. Tutto non è più nitido come una volta. Può essere la cataratta, ossia l’opacizzazione del cristallino, la lente che abbiamo all’interno del nostro occhio. Oggi nuove soluzioni permettono di tornare a vedere, in modo chiaro e veloce e senza alcun fastidio.

Alcuni decenni fa la cataratta era sinonimo di vecchiaia e di una capacità visiva difficilmente recuperabile. Chi entrava in sala operatoria per risolvere questa opacizzazione del cristallino ne usciva sicuramente con delle spesse lenti da vista, e in molti casi con notevoli complicanze che potevano compromettere la salute dell’occhio. Oggi è un patologia come un’ altra, anzi probabilmente il disturbo più efficacemente risolvibile dell’intero panorama della medicina. Solo in Italia si effettuano ogni anno più di 500mila interventi: più di qualunque altro tipo di chirurgia e nel mondo lo scorso anno oltre 24 milioni di persone si sono sottoposte alla rimozione della cataratta.

Grazie alle moderne tecnologie, le complicanze chirurgiche di questo intervento si sono ridotte notevolmente. Va ricordato però che è sempre un’operazione e che non deve essere banalizzata ma grazie a queste avanzate opportunità, le complicanze si contano soltanto in pochi punti percentuali: meno di qualunque altro tipo di chirurgia. L’aspetto più interessante e sorprendente è che di recente l’intervento di cataratta è diventato l’occasione per migliorare la qualità della vista e di conseguenza la qualità della vita, grazie all’introduzione di un sistema laser di precisione e lenti artificiali di “ultimissima generazione”.

 

dott_Luigi_Lodigiani_Oculista_Piacenza_e_Lodi 2 (1)“Fino a poco tempo fa si eseguiva l’intervento di rimozione del cristallino e non si pensava a dare anche un risultato per correggere i vizi refrattivi che molto spesso i pazienti anziani presentano, come miopia, astigmatismo e ipermetropia”, spiega il dottor Luigi Lodigiani, oculista, direttore dell’Istituto Oftalmologico Laser di Piacenza.Ora invece abbiamo l’opportunità di sostituire il cristallino naturale con un cristallino artificiale, che funziona come una lente correttiva, e perciò di mandare a casa il paziente con un recupero completo della vista”.
Gran parte del merito di questi stupefacenti risultati va al progresso tecnologico. I cristallini artificiali sono diventati negli anni sempre più sofisticati: l’ultima novità in questo campo è rappresentata dalle lenti EDOF.
Si tratta di cristallini artificiali di ultima generazione, realmente multifocali ossia che permettono di vedere bene da lontano, da vicino e anche alle distanze intermedie, che sono quelle che l’occhio mette a fuoco nel 90 per cento delle attività quotidiane”, ha continuato il dottor Lodigiani. “Si è così superato il problema delle lenti della generazione precedente, che erano soltanto bifocali, cioè che correggevano il vizio refrattivo per lontano e per vicino, lasciando fuori tutto ciò che c’è tra i 30 – 40 cm e i 3 metri.

 

Le nuove lenti EDOF riducono moltissimo anche le disfotopsie, cioè le difficoltà di visione con il buio e la perdita di sensibilità al contrasto, che spesso affligge i pazienti operati di cataratta con impianto di lenti bifocali.
Per poter utilizzare al meglio queste lenti di nuova generazione l’intervento di cataratta dev’essere eseguito al meglio. Il cristallino nuovo, in particolare, dev’essere perfettamente centrato. Una grossa mano per poter raggiungere questo obiettivo è stata data dall’introduzione del laser in sala operatoria e in particolare del femtolaser, un sistema di precisione laser di ultimissima generazione.
“Per poter inserire il cristallino artificiale occorre praticare un foro circolare di 5 millimetri di diametro nella capsula che contiene il cristallino: è facile capire che se quest’intervento viene fatto a mano non si può aspirare all’assoluta perfezione”, ha sottolineato il dottor Lodigiani.

“Recentemente, è uscito sul mercato uno speciale laser, denominato laser a femtosecondi, che non solo fa un’incisione molto più precisa della mano del chirurgo più esperto, ma frammenta anche il cristallino: ciò che resta da fare è semplicemente togliere i frammenti e inserire il cristallino artificiale”.
I vantaggi del laser a femtosecondi sono enormi anche e soprattutto quando il paziente ha altre patologie concomitanti, come il glaucoma, cioè l’eccessiva pressione all’interno dell’occhio, o la degenerazione maculare, cioè una lesione della parte centrale della retina, o ancora quando il sistema di sospensione del cristallino è debole. Il laser ha femtosecondi, inoltre, permette di eseguire una procedura interamente personalizzata, ossia tarata specificatamente per ogni occhio, che come sappiamo è diverso da persona a persona. Grazie a questo sistema di precisione si possono ottenere risultati attenti e personalizzati.
“Ogni occhio- precisa Lodigiani- ha forma e dimensioni uniche. Prima del trattamento il laser a femtosecondi crea un’immagine in 3D dell’occhio da trattare, permettendo così al chirurgo di creare un piano di trattamento personalizzato. Successivamente, una volta impostato, il laser si concentra precisamente sull’area da trattare, stabilita dal chirurgo. Il trattamento laser dura pochi secondi con grande giovamento per il paziente, riducendo i tempi dell’intero intervento. Inoltre il laser a femtosecondi lavora anche ‘ad occhio chiuso’ e permette quindi di semplificare molto le cose quando ci sono importanti patologie agli occhi, come appunto glaucoma e cataratta”.

Al termine dell’operazione non vi è alcun bisogno di limitare le attività normali e la vista recupera sensibilmente sin dalle prime ore per poter poi sempre più migliorare durante le settimane successive.
“I risultati sono estremamente positivi, non solo dal punto di vista clinico ma anche in termini di miglioramento della qualità della vita”, ha concluso Lodigiani. “Questo l’ho imparato osservando le reazioni dei miei pazienti dopo l’intervento: alcuni hanno cambiato addirittura carattere, e ora guardano alla vita – è proprio il caso di dirlo – con occhi diversi”.

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