Incontinenza: informazione, riabilitazione e nuovi farmaci per combatterla

L’argomento è tabù, per motivi diversi, ma ad ogni età si preferisce non parlarne. L’incontinenza urinaria è un problema sommerso, come se affrontarlo fosse una vergogna. E non lo è, soprattutto perché si può prevenire e risolvere .

Il disturbo che colpisce 2 milioni di uomini e 3 milioni di donne e abbassa notevolmente la qualità della vita dei pazienti.

Nonostante questo  le donne si rivolgono al proprio medico solo dopo 4 anni e gli uomini dopo 6 perché ci si vergogna e non si ha informazione sulla cura, fino ad oggi molto costosa

E’ una media europea, quella che racconta la Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico, Fincopp. Infatti, ci vogliono 5 anni dal manifestarsi dei primi sintomi dell’incontinenza urinaria, prima che una persona decida di dirlo a un medico. E in questo modo, dato che non è una patologia che mette a rischio la vita, anche a livello istituzionale sembra che non esista. 

Invece, insiste Fincopp, e basterebbe una corretta informazione   sulle terapie riabilitative e sulla presenza di nuovi farmaci generici per contenere con successo il problema, senza troppi oneri per il portafogli e tornare a una vita normale.

L’incontinenza urinaria infatti non è una malattia che altera lo stato di salute della persona, ma è una condizione che limita le attività sociali e deprime, a livello psicofisico, per la perdita di dignità e che ha quindi costi elevatissimi.  L’utilizzo della riabilitazione dei muscoli, riabilitazione del pavimento pelvico con esercizi mirati, è la prima azione terapeutica da seguire che permette in questo ambito una buona risposta al problema con conseguente miglioramento della qualità della vita del paziente. E in tutti i casi è possibile ricorrere al farmaco come sostegno alla riabilitazione. Oggi la terapia farmacologica è sostenuta dalla presenza di farmaci generici con un costo limitato che garantisce un risparmio fino all’80% e rimborsabili, con nota 87, nei pazienti affetti da incontinenza urinaria da urgenza nei casi in cui il disturbo minzionale sia correlato a patologie del sistema nervoso centrale come ictus, morbo di Parkinson, tumori, spina bifida, sclerosi multipla. 

Precisa il Dott. Oreste Risi Medico Urologo Responsabile dell’UOSD Urologia – Urodinamica dell’ASST Bergamo,: “La diagnosi prevede inizialmente un esame clinico che stabilisca il tipo e la gravità dell’incontinenza e che esplori lo stile di vita del paziente. La terapia farmacologica dell’incontinenza urinaria prevede l’impiego di molecole che agiscono sui sintomi riducendo le contrazioni non inibite del detrusore (del muscolo della vescica). L’efficacia di questi importanti farmaci è data dal fatto che riescono a ridurre gli episodi di incontinenza con ridotti effetti collaterali come stipsi, bocca asciutta e dolori addominali”.

 

L’incontinenza urinaria può colpire uomini e donne ed è legata a condizioni patologiche differenti, tra cui l’età avanzata,  tumori, disturbi neurologici ed infezioni del tratto urinario. Se alcune delle cause elencate comportano disagi passeggeri e facili da curare, altre possono rivelarsi durature. 

E’ infatti più che mai necessario soffermarsi sulla definizione di corretti percorsi diagnostico, terapeutici e assistenziali e contribuire per attivare un’efficace consapevolezza di informazione e comunicazione verso i pazienti, il mondo sanitario (medici specialistici, fisioterapisti, etc), le istituzioni (nazionale, regionale e locale) che devono considerare questi disturbi vere e proprie patologie di cui si deve parlare e organizzare le risorse necessarie per la soluzione del problema. E’ necessario attivare una percezione sociale e contribuire a diffondere la cultura della riabilitazione e la consapevolezza della cura.

 

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