I nuovi anticoagulanti orali nell’elenco farmaci essenziali OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato l’edizione aggiornata (la 21esima) dell’Elenco dei Farmaci Essenziali (Essential Medicines List – EML 2019), un documento che l’OMS propone ogni due anni come guida ai Paesi membri per dare priorità a prodotti che offrono “accesso ottimale e soluzioni effettive ai problemi di salute”.

Tra i prodotti entrati per la prima volta nell’EML, l’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala in particolare alcuni nuovi trattamenti oncologici, alcuni nuovi antibiotici per il trattamento delle infezioni resistenti e – per la prima volta – i Nuovi Anticoagulanti Orali (NOAC) per la prevenzione dell’ictus cerebrale, indicati dall’OMS come “particolarmente vantaggiosi ed efficaci anche perché – a differenza di altri trattamenti esistenti – non prevedono alcun regolare e periodico monitoraggio su chi li assume”. L’OMS ha infatti inserito anche l’Alteplase nell’elenco delle Medicine Trombolitiche, indicandolo come uno dei “farmaci essenziali per patologie prioritarie”.

Conosciuto come uno dei principali “big killer” al mondo, l’ictus attualmente è una delle patologie a maggior rischio di mortalità – sebbene nel nostro Paese i casi sono in diminuzione, proprio grazie alle nuove terapie disponibili – ma soprattutto di invalidità: la metà dei superstiti rimane infatti con problemi di disabilità, anche grave, con conseguenze  pesanti per le famiglie e pe ala società, considerando che l’invalidità può protrarsi anche per decenni, e tenuto conto che non sono pochi i soggetti colpiti dalla malattia anche in età non avanzata: nei circa 150mila nuovi casi di ictus cerebrale che si registrano in Italia ogni anno, circa 10.000 riguardano soggetti di età inferiore ai 54 anni, responsabili del 10-12% di tutti i decessi.

“Proprio per questo l’inserimento dei NOAC all’interno della lista delle medicine essenziali dell’OMS è una notizia importante”, sottolinea Nicoletta Reale, presidente dell’Osservatorio Ictus Italia, “Ed è necessario che nel nostro Paese si realizzino immediatamente tutte le azioni necessarie che abbiano  ricadute positive su terapia e assistenza: prima di tutto occorre che tutti i pazienti italiani possano avere accesso alla trombolisi, senza differenziazione territoriale; ricordiamo, inoltre, che in Italia i NOAC sono purtroppo ancora soggetti a piano terapeutico, la cui prescrizione spetta soltanto ad alcune categorie di specialisti. Il Medico di Medicina Generale, che ha un ruolo fondamentale e strategico, oltre che nella prevenzione, anche nel post-ictus, quando cioè il paziente fa ritorno a casa (controllo aderenza alla terapia, gestione interferenza con altri farmaci e/o eventuali eventi avversi, informazioni su obiettivi terapeutici e somministrazione ecc.), non ne ha la possibilità: l’estensione della prescrivibilità diviene quindi oggi un obiettivo non più rimandabile”.

L’Alteplase è  utilizzato per trattare i coaguli di sangue, per migliorare il recupero e ridurre la disabilità nelle persone che hanno avuto un ictus cerebrale. Come indicato anche dalla banca dati farmaci dell’AIFA, può essere utilizzato per il trattamento dell’ictus ischemico acuto,  “ il prima possibile, entro 4,5 ore dall’insorgenza dei sintomi dell’ictus. L’effetto del trattamento è tempo-dipendente: pertanto, più è precoce più aumenta la probabilità di un esito favorevole”.

“Sarà compito dell’Osservatorio Ictus Italia portare l’EML 2019 dell’OMS a conoscenza delle Istituzioni, della politica sanitaria e dei decisori regionali affinché si adoperino per il corretto accesso al trattamento con Alteplase in tutto il territorio nazionale”, conclude la presidente Reale, “Riteniamo infatti che il diritto alla salute e i bisogni sempre nuovi e sempre più specifici che vengono espressi dai cittadini richiedano risposte puntuali, basate   sulle evidenze scientifiche internazionali. Sapere di avere a disposizione un farmaco che è in grado di salvare vite e ridurre la disabilità dovrebbe convincere tutte le parti interessate a mettere terapia e gestione dell’ictus cerebrale in cima all’agenda politica. “.

OSSERVATORIO ICTUS ITALIA

Costituito nel luglio 2016 su  iniziativa dell’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale A.L.I.Ce. Italia Onlus, dell’Intergruppo Parlamentare sui Problemi Sociali dell’Ictus, dell’Italian Stroke Organisation (I.S.O.), dell’European Stroke Organization (E.S.O.), dell’Istituto Superiore di Sanità (Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Dismetaboliche e dell’Invecchiamento) e della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (S.I.M.G.), l’Osservatorio Ictus Italia è una realtà multidisciplinare che promuove interventi di carattere normativo, legislativo, tecnico ed economico in materia di prevenzione e cura dell’Ictus.  Obiettivo è di far adottare in tutto il Paese criteri scientificamente basati e uniformi nella prevenzione, cura e riabilitazione della malattia, favorendo una maggiore consapevolezza sulle problematiche legate all’ictus a livello istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale.

Nel novembre 2017 la XII Commissione Affari Sociali della Camera, ha approvato la Risoluzione sulla diagnosi e la prevenzione dell’Ictus Cerebrale N. 7-01134, nella quale Governo e Parlamento sono chiamati a promuovere e sostenere il più appropriato ed avanzato sistema di cura per l’ictus su tutto il territorio nazionale; si stimoleranno inoltre i Servizi Sanitari Regionali ad applicare e implementare rapidamente le indicazioni, declinate in 19 punti, la cui attuazione è stata già promossa a livello del Governo nazionale.
Nel dicembre 2018, l’Osservatorio Ictus ha presentato alla Camera i risultati del “Rapporto sull’Ictus in Italia. Una fotografia su prevenzione, percorsi di cura e prospettive”, che offre per la prima volta una descrizione completa della patologia nel nostro Paese. 

 

 

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