Ha la voce e il volto dei Masa “Che ci azzecca”, la campagna per la prevenzione dell’encefalite da zecca

Si manifesta con sintomi quali febbre, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e nausea. Nei casi più gravi può coinvolgere il sistema nervoso centrale e provocare problemi neurologici a lungo termine e, in alcuni casi, anche la morte. Resta, però, una patologia ancora poco nota in Italia ed esiste poca consapevolezza dei rischi e delle forme di prevenzione attuabili. È l’Encefalite da zecca (TBE) una malattia che può essere pericolosa per chi pratica attività all’aria aperta e che registra il suo picco in questa stagione. E qui entra in gioco la nuova campagna informativa “Che ci azzecca” di Pfizer sulla prevenzione di questa patologia virale potenzialmente pericolosa, trasmessa dal morso di zecche infette.

Al centro della campagna una canzone che sa già di tormentone e un videoclip dal gusto estivo – Autori e protagonisti sono i Masa, duo di “Moltistrumentisti”, famosi per le loro hit che spaziano dalla musica classica alla popolare, dall’hard rock al demenziale, fino a pezzi propri e colonne sonore, con un nutrito seguito sui loro canali. In un alternarsi di strofe pop e incursioni rap, in “Che ci azzecca” https://www.youtube.com/watch?v=aGYqT4TPH1Q i Masa raccontano le molteplici situazioni di rischio, con riferimenti a varie attività all’aria aperta, in cui è possibile contrarre la TBE: dal pic-nic in mezzo ai prati allo jogging, dal camping alle escursioni in montagna, fino al portare il cane in giro per parchi o nei boschi. Fondamentale resta la prevenzione, come ricordano anche gli artisti nel pezzo, attraverso la possibilità di vaccinarsi, consigliabile soprattutto per chi vive o si reca nelle zone endemiche, aree in cui la malattia è maggiormente presente e che, in Italia, vengono identificate principalmente nelle regioni del Triveneto. Anche il videoclip della canzone, che vede i Masa trasformarsi da tranquilli ragazzi a un pic-nic in compagnia delle fidanzate e dell’immancabile chitarra in un travolgente duo di pop star navigate, mostra chiaramente i riferimenti a diverse circostanze di vita quotidiana e attività all’aria aperta che possono rappresentare rischi di contrarre l’infezione da TBE.

La campagna informativa “Che ci azzecca”, attivata su molteplici canali di comunicazione, è dunque caratterizzata da un linguaggio divertente e un tono leggero, tipico del classico tormentone estivo che, veicolando le informazioni corrette, rappresenta un modo originale e innovativo per sensibilizzare sui rischi della TBE.

Il trend dell’estate?Riscoprire la natura” senza dimenticare l’importanza della prevenzione e facendo attenzione alle zecche: che sia una scalata in montagna o semplicemente fermarsi a giocare su un prato, che siano lunghe passeggiate o un qualsiasi sport outdoor, che sia trekking o solo camping, che siano mountain bike o altre attività all’aperto, è bene ricordare che occorre fare attenzione ed essere preparati al rischio di imbattersi in piccoli parassiti come le zecche, che in alcune regioni d’Italia e d’Europa possono essere infettate da batteri o virus e, mordendo gli esseri umani, sono in grado di trasmettere malattie gravi come l’encefalite da zecca (TBE). Una malattia, seppur poco diffusa, ma molto pericolosa e in crescita. Tanto che, negli ultimi 30 anni, i casi sono aumentati del 400%. “Anche quest’anno il trend delle vacanze estive è all’insegna del contatto con la natura, una tendenza in ascesa soprattutto dall’inizio della pandemia”, dichiara il Dottor Alberto Tomasi, Presidente della Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM).Che siano soggiorni lunghi o brevi escursioni nel verde, o anche solo sport all’aria aperta, soprattutto per chi abita o si reca nelle zone endemiche, resta fondamentale fare attenzione perché, seppur piacevoli, queste situazioni possono rappresentare un potenziale rischio di contrarre l’encefalite da zecca (TBE), una malattia grave, trasmessa dal morso di una zecca infetta, che può colpire adulti e bambini, ma che fortunatamente è prevenibile grazie alla vaccinazione”.

L’importanza della vaccinazione – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) raccomandano la vaccinazione contro la TBE per chi vive o si reca nelle zone in cui questa malattia è maggiormente diffusa (endemica). Si tratta di una profilassi raccomandata nell’attuale Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, offerta gratuitamente ai residenti della regione Friuli Venezia-Giulia, nelle province autonome di Trento e Bolzano, e nella provincia di Belluno. “L’encefalite da zecca (TBE) rimane purtroppo una realtà ben presente nella nostra zona, che fa parte delle aree endemiche del Paese”, afferma il Dottor Carlo Tascini, Direttore Clinica Malattie Infettive Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, “e, anche se quest’anno la priorità è stata e rimane la pandemia, non bisogna distogliere l’attenzione da quelle malattie, come appunto la TBE, che sono pericolose e possono avere gravi conseguenze ma che fortunatamente sono prevenibili. La vaccinazione resta la forma di prevenzione più efficace contro la TBE e la profilassi è indicata soprattutto per coloro che risiedono o si recano nelle aree considerate più a rischio. È necessario, inoltre, ricordare che è importante completare il ciclo di vaccinazione ed effettuare i richiami, in modo da assicurarsi un’adeguata protezione contro l’infezione”.

Come si trasmette – La TBE è causata da un virus (genere Flavivirus, famiglia Flaviviridae), depositari del virus della TBE sono principalmente piccoli roditori (arvicole, topi) e insettivori (toporagni). Altri ospiti che supportano indirettamente la circolazione del virus favorendo la moltiplicazione delle zecche sono diverse specie di mammiferi selvatici e domestici (in particolare lepri, cervi, cinghiali, pecore, bovini, capre). Il virus viene trasmesso dal morso di zecche infette ma gli esseri umani possono acquisire l’infezione anche attraverso il consumo di latte e prodotti del latte non pastorizzati infetti. Il virus TBE non è direttamente trasmesso da un essere umano all’altro, a parte la possibilità della trasmissione verticale da una madre infetta al feto. Il periodo di incubazione della TBE è in media di 7 giorni, ma sono stati riportati casi di incubazione fino a 28 giorni. Circa 2/3 delle infezioni da TBE non sono sintomatiche.

Piccoli ma importanti accorgimenti

  • La vaccinazione contro la TBE è considerata il mezzo più efficace per prevenire la TBE nei paesi endemici;
  • Indossare indumenti protettivi con maniche lunghe, pantaloni lunghi e stivali sui quali va spruzzato un insetticida appropriato;
  • Ispezionare bene il proprio corpo dopo aver effettuato attività all’aria aperta per escludere la presenza di zecche e, nell’eventualità, rimuoverle utilizzando delle pinzette dalla punta sottile;
  • Evitare, nelle aree a rischio, anche il consumo di latte e di prodotti del latte non pastorizzati.
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