Glaucoma: nuove terapie per i pazienti

E’ descritto come “il ladro silenzioso della vista”. Il glaucoma è una delle principali cause di cecità irreversibile, una malattia dell’occhio che provoca danni progressivi al nervo ottico, che svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione di informazioni dall’occhio al cervello.

Proprio nella settimana mondiale del glaucoma (che si concluderà’ il 18 marzo), patologia che nel mondo colpisce oltre 60 milioni di persone, di cui 1.000.000 in Italia, causa del 12% di tutti i casi di cecità, arriva una buona notizia per i pazienti.

Anche in Italia sono disponibili due novità terapeutiche: la prima consiste nell’associazione fissa (brinzolamide/brimonidina tartrato) senza beta-bloccante (BB)  che ha dimostrato di migliorare l’aderenza alla terapia, e un nuovo collirio a base di travoprost, che, grazie ad una concentrazione inferiore di principio attivo, ha dimostrato di migliorare la tollerabilità.

La forma più comune di glaucoma, cronico ad angolo aperto, spesso associata a un aumento della pressione all’interno dell’occhio, può svilupparsi senza alcun sintomo e provocare la perdita permanente della vista.
I pazienti si accorgono dei difetti del campo visivo o della perdita della vista (che non può essere recuperata) solo tardivamente ma, se diagnosticata in tempo, la patologia può essere controllata e se ne può rallentare la progressione.

Oltre all’aumento della pressione oculare (IOP, IntraOcular Pressure) esistono altri fattori di rischio quali l’età (oltre i 60 anni il rischio aumenta), la razza (gli afro-americani hanno probabilità maggiori di soffrirne e, di conseguenza, sono più inclini a perdere la vista in modo permanente), la familiarità e la patologia cardiovascolare.

“Circa un milione di Italiani è affetto da glaucoma, ma molti di loro non sanno di avere questa malattia che può portare alla cecità” spiega Luca Mario Rossetti, Direttore della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Milano all’Ospedale San Paolo. “Questo accade perché la patologia è asintomatica, quindi la diagnosi è quasi sempre tardiva con una compromissione già importante della vista. Basterebbero 15 minuti per una visita completa che consenta di controllare la pressione dell’occhio e l’aspetto del nervo ottico. Esami semplici e non invasivi da effettuarsi periodicamente, considerato che il paziente affetto da glaucoma ha un’età avanzata, con una percentuale di circa il 1-2% di ultraquarantenni. Anche per questa patologia, la prevenzione è l’arma più efficace: se non può impedire l’insorgere della malattia, una corretta terapia ne può rallentare il fenomeno degenerativo” conclude il professore.

Il trattamento del glaucoma ad angolo aperto inizia spesso con la prescrizione di un collirio per ridurre la IOP; nel caso la riduzione non avvenga in modo adeguato, si può ricorrere alla chirurgia laser o tradizionale o una combinazione di tutti questi metodi.

Anche per i pazienti con glaucoma controllato da una monoterapia si aprono nuove prospettive grazie all’impiego di travoprost, farmaco già noto per l’efficacia e per il suo profilo di tollerabilità, riformulato in un collirio a concentrazione inferiore.

“Il farmaco è disponibile in una nuova formulazione che ha ridotto del 25% la quantità del principio attivo. Mantiene dunque la stessa efficacia migliorando potenzialmente  nel lungo periodo la tollerabilità – conclude Gandolfi. “E’ sempre opportuno ribadire che, anche per il glaucoma, importante è riuscire a fare una diagnosi precoce perché, se ancora non siamo in grado di prevenirlo, fondamentale è limitare i danni che procura”.
Per diagnosticare il glaucoma è necessario sottoporsi periodicamente ad un’accurata visita oculista; ma, come rileva un recente sondaggio internazionale, sebbene l’85% degli intervistati tema di perdere la vista e l’87% riconosca l’importanza delle visite oculistiche periodiche, solamente il 33% riferisce di sottoporsi agli screening annuali.

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