Giornata Nazionale del Sollievo: l’Ambulatorio di Terapia del Dolore del PINI-CTO apre le porte ai cittadini

Domenica 28 maggio si celebra la XVI edizione della Giornata del Sollievo. Un pool di specialisti dell’ASST Pini-CTO di Milano sara’ a disposizione dei cittadini per informare e sensibilizzare sulle sindromi dolorose. a disposizione, dalle 10:00 alle 12:00, presso l’Aula B del Padiglione Principe del Presidio Ospedaliero di via Pini 3, per rispondere alle domande dei cittadini su cause, sintomi e trattamenti di dolori cronici e acuti causati da patologie osteoarticolari o della colonna, oggi molto diffuse tra la popolazione.

Per l’occasione, verrà presentato il progetto RED-Rete Terapia del Dolore Milano, la rete di collegamento tra i Centri di Terapia del Dolore degli Ospedali della Città Metropolitana con i Medici di Medicina Generale (MMG), nato con l’obiettivo di assicurare ai cittadini che necessitano di cure antalgiche interventi efficaci e tempestivi per disturbi che, secondo le stime, interessano circa 10 milioni di italiani.

“Grazie alla RED il Medico di Medicina Generale sarà in grado di veicolare i pazienti al Centro specializzato. In questi primi 5 mesi di vita della RED è stato messo a punto un database che sarà attivo dal 1° giugno tra i Centri afferenti, consentendo così di porre le basi strutturali dell’interconnessione. Sono state elaborate delle intese, con l’obiettivo di diffondere dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali nel trattamento delle lombosciatalgie, metodologia che verrà applicata anche per altre patologie, come per il dolore oncologico, per il dolore neuropatico e per le fibromialgie. Abbiamo così tracciato una via, una guida per definire le procedure in ambito diagnostico e terapeutico” spiega il Dr. Alfonso D’Aloia, Dirigente Medico UO Anestesia e Rianimazione, Referente RED del Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini-CTO.

La RED unisce 9 ospedali dell’area metropolitana per una risposta precoce contro il “dolore fuori controllo”. Insieme all’ASST Pini-CTO ci sono l’ASST Niguarda, che ha la funzione di coordinamento, l’ASST Fatebenefratelli-Sacco, l’ASST Nord Milano, l’ASST Santi Paolo e Carlo, il Policlinico, l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Istituto Clinico Città Studi e lo IEO (Istituto Europeo di Oncologia).

L’ambulatorio di Terapia del Dolore del Pini-CTO è nato oltre 25 anni fa per dare una risposta ai pazienti che, una volta dimessi dall’ospedale, necessitavano di un trattamento appropriato per il dolore. Col tempo però la funzione di questo ambulatorio si è via via ampliata trattando i pazienti provenienti dal territorio, inviati da altri specialisti o che comunque si rivolgevano alla struttura riconoscendone il ruolo che ne ha fatto un Centro di eccellenza. Questa attività è stata sviluppata grazie all’impegno degli anestesisti, abituati a rispondere alle esigenze di trattamento del dolore acuto dei pazienti traumatizzati e dei pazienti post-operati. Per affrontare il dolore cronico è stato poi fondamentale integrarsi con figure professionali con differenti competenze: reumatologi, neurologi ed ortopedici. “I pazienti che arrivano nell’ambulatorio di Terapia del Dolore del Pini-CTO accedono ad un Centro d’eccellenza e ciò valorizza maggiormente il sistema della rete stessa.” – commenta D’Aloia – “L’85% dei pazienti in cura presso il nostro Centro proviene da un’attività interna all’Ospedale, mentre il 15% dei pazienti affluisce da altre strutture ospedaliere e dai Medici di Medicina Generale. L’ambulatorio effettua in un anno circa 1.000 prestazioni per la presa in carico di circa 600 pazienti, con un trend in continua crescita”

Una particolare categoria di pazienti che richiede maggiori attenzioni è costituita dagli anziani. “Il 70% dei pazienti che si rivolge agli ambulatori di Terapia del Dolore non oncologico soffre di lombalgia e lombosciatalgia – al Pini-CTO questa percentuale è ancora più elevata – e sono nella fascia over 75. A tale riguardo occorre sottolineare due aspetti chiave per il follow up dei pazienti anziani: la complessità e la fragilità. La complessità è legata alla presenza di patologie associate, delle quali il trattamento del dolore deve tenere conto; la fragilità è invece caratterizzata da problematiche sociali ed emotive (solitudine, qualità della vita, fase terminale del ciclo vitale) che richiedono necessariamente un approccio empatico sia da parte del terapista del dolore, sia del medico curante, che spesso diventa l’unico e fondamentale contatto relazionale. Per cercare quindi di seguire in maniera uniforme e sinergica il trattamento del paziente, la collaborazione tra i professionisti diventa un passaggio chiave” dichiara D’Aloia.

Il progetto RED, oltre a mettere le basi di una rete capillare sul territorio, permetterà di favorire da un lato un processo di educazione del paziente e, dall’altro, l’accesso a cure antalgiche adeguate, a seconda del tipo di problematica riportata. “Nonostante la legge 38 del 2000 abbia messo in luce e riconosciuto il diritto ad accedere a terapie del dolore o a cure palliative adeguate, il dolore cronico non viene ancora effettivamente riconosciuto come una malattia a sé stante, ma continua ad essere considerato in associazione ad altre patologie. Ciò pone da sempre una grande difficoltà nel far emergere in maniera chiara la problematica legata alla cronicità del dolore. La presa in carico del paziente affetto da dolore cronico comporta l’approccio ad una ‘terapia completa’, caratterizzata da numerose caratteristiche che lo differenziano sostanzialmente dal dolore acuto, al di là del limite temporale (il dolore viene ritenuto acuto quando persiste per un periodo sino a i 3 – 6 mesi, superati i quali viene classificato come dolore cronico)” conclude D’Aloia.

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