Geronimo Stilton scende in campo per far conoscere lo Screening Neonatale Esteso

Un test salvavita, sicuro e semplice ma ancora poco conosciuto dai neogenitori: è lo Screening Neonatale Esteso (SNE), che pone l’Italia tra le migliori nazioni a livello mondiale ad applicare questa best practice della medicina preventiva. Per aiutare i futuri genitori a scoprire come funziona e quanto è importante, parte la campagna informativa #SNEinAction, promossa da Aismme e SIMMESN  con un testimonial d’eccezione: Geronimo Stilton.

#SNEinAction, è promossa dall’Aismme, Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie Aps, e da SIMMESN, Società Italiana per lo studio delle Malattie Metaboliche Ereditarie e lo Screening Neonatale, e prevede la distribuzione di materiale informativo nei centri nascita e negli studi di ginecologia e ostetricia, una web page (www.sneinaction.com) dedicata con link utili, approfondimenti e la possibilità di raccontare la propria storia. #SNEinAction ha una forte connotazione ‘digital’, grazie alle pagine social e al coinvolgimento di web influencer e mamme blogger, per raggiungere i neo-genitori che si affidano al web per informarsi.

Lo SNE è un test obbligatorio e gratuito, in grado di individuare circa 40 tra le oltre 1.000 malattie metaboliche ereditarie al momento conosciute, patologie per le quali esiste una terapia. Si effettua su una goccia di sangue prelevata dal tallone del neonato, tra la 48-72 ora di vita.

«Grazie allo SNE è possibile identificare circa 500 neonati l’anno affetti da una delle 40 patologie attualmente comprese nel panel previsto dalla normativa. Questo consente di avviare tempestivamente terapie e diete mirate, evitando gravi disabilità quando non anche la morte – afferma Manuela Vaccarotto, Vicepresidente Aismme. Ad oggi, però ancora poche famiglie conoscono l’esistenza di questo test alla nascita: Aismme saluta con gioia questa campagna nazionale necessaria per aumentare la consapevolezza sullo screening neonatale esteso».

Per far arrivare con più forza questo importante messaggio, #SNEinAction si avvale del prezioso aiuto di un testimonial di eccezione, molto famoso tra i fratellini più grandi, Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo, autore dei famosi libri editi in Italia da Edizioni PIEMME.

Racconta Claudia Mazzucco, AD di Atlantyca Entertainment, la società che gestisce i diritti internazionali, di animazione e di licensing del personaggio e che, insieme a Edizioni PIEMME, l’editore italiano di Geronimo Stilton, ha reso possibile questa proficua collaborazione: “Geronimo Stilton è  l’ambasciatore ideale per trasmettere ai giovani lettori e alle loro famiglie contenuti altrimenti difficili da comunicare. Geronimo lo fa in maniera divertente e intelligente rendendo stimolanti e accoglienti temi complessi, facendo in modo che possano diventare un ponte verso un futuro di speranza, condivisione e positività».

Lo screening neonatale è uno dei più importanti programmi di medicina preventiva pubblica, che permette di salvare molti bambini e di migliorarne significativamente la qualità di vita, contribuendo anche alla sostenibilità del SSN. «Nel nostro paese lo SNE ha il secondo pannello più ampio al mondo che vede oggi l’Italia all’avanguardia con un modello, studiato in tutta Europa, che regolamenta gli screening neonatali in base al principio dell’uguaglianza di tutti i nuovi nati grazie alla legge 167/2016 promossa dalla Senatrice Paola Taverna- spiega Giancarlo La Marca, Responsabile del Laboratorio di Screening Neonatale, Biochimica e Farmacologia Ospedale Meyer di Firenze; Presidente di SIMMESN. Ma, per un futuro prossimo, diventa importante anche la possibilità di inserire nel pannello ulteriori patologie per cui esiste un trattamento terapeutico in fase avanzata di sperimentazione clinica o una cura efficace che può cambiare la storia naturale della malattia e di conseguenza la qualità di vita del piccolo paziente. Mi vengono in mente patologie come le leucodistrofie e la SMA».

L’eccellenza italiana è garantita anche dall’organizzazione e dalla valorizzazione di tutte le figure professionali che contribuiscono al successo dello SNE. «Il medico esperto di malattie metaboliche ereditarie coordina un team multidisciplinare che opera presso il Centro Clinico di riferimento – spiega Andrea Bordugo, Responsabile UO di Malattie metaboliche ereditarie e Referente Clinico del Centro Screening della AOUI di Verona. In caso di conferma diagnostica della malattia il paziente viene preso in carico dal centro e vengono definite le opportune terapie, che richiedono l’intervento di personale altamente specializzato e sempre rintracciabile (metabolisti, genetisti, dietisti, psicologi)».

I neogenitori possono essere ulteriormente rassicurati dalla stretta collaborazione tra i pediatri e i Punti Nascita Territoriali. «Il pediatra, figura di riferimento per molti genitori, deve ricevere una formazione completa e aggiornata sulle differenti malattie metaboliche diagnosticate dallo SNE. Questo permette di prendere in carico il bambino in modo efficace garantendo l’assistenza continuativa grazie ad una gestione condivisa e partecipe delle varie problematiche con il metabolista del centro clinico di riferimento, che rimane la figura a cui il pediatra può rivolgersi in caso di necessità di confronto – sottolinea Graziella Silvia Cefalo, Responsabile Malattie Rare Clinica Pediatrica Azienda Ospedaliera San Paolo ASST Santi Paolo e Carlo Università degli Studi di Milano. Infine, è importante pensare anche al processo della transizione dall’età pediatrica all’età adulta, trasferendo le conoscenze dal pediatra al medico di medicina generale (MMG), al fine di poter garantire la continuità assistenziale». 

La campagna #SNEinAction  proseguirà nel corso del 2020.

«Dobbiamo pensare allo screening neonatale allargato come ad un diritto per i neonati e come ad un investimento per il sistema sanitario. Dico un diritto anche se la legge parla di screening obbligatorio: questo obbligo infatti è per le regioni, che devono offrirlo a tutti, per i bimbi equivale a vedersi garantito un diritto alla salute, talvolta alla vita. Si è poi parlato spesso dei costi dello screening: nell’immediato è indubbio che ci siano – e forse i fondi a disposizione sono anche pochi – ma in un’ottica di medio e lungo periodo si tratta di un grande investimento: i bimbi che ricevono una diagnosi precoce eviteranno gravi e costose disabilità e spese assistenziali. Inoltre, i dati che emergeranno da uno screening sistematico costituiscono un patrimonio anche dal punto di vista della ricerca e per questo sono un valore aggiunto per il nostro sistema sanitario» – conclude Ilaria Ciancaleoni Bartoli, Direttore OMAR (Osservatorio Malattie Rare).

 

Per info: www.sneinaction.com

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