ESTATE E GLAUCOMA : SOLE E LUCE AUMENTANO I DISTURBI

L’estate non e’ “amica” di chi soffre di glaucoma, una malattia cronica e progressiva che colpisce il nervo ottico e che può portare alla perdita della vista. Proprio il sole, infatti, è nemico della vista in generale e in particolare degli occhi con glaucoma, una patologia strettamente collegata ai radicali liberi e costantemente in aumento. Nel mondo attualmente soffrono di glacoma 64.3 milioni di persone tra i 40 e gli 80 anni, ma è previsto un aumento fino a 76.0 milioni nel 2020 e a 112 milioni nel 2040.

Ormai da diverso tempo si parla dei danni che il sole puo’ provocare agli occhi. L’esposizione non protetta alla luce UV, infatti, è un fattore di rischio per la cataratta e la degenerazione maculare. Non solo. La luce ultravioletta (UV), che si riflette maggiormente sulla sabbia e sull’acqua, può causare una bruciatura sulla superficie dell’occhio (cornea e congiuntiva). L’esposizione a lungo termine può influenzare non solo la superficie dell’occhio, ma anche le strutture interne, tra cui la retina. “Per chi soffre di glaucoma il problema è soprattutto l’eccesso di luce, che rappresenta un fastidio perché gli occhi sono molto più sensibili – chiarisce il Professor Carlo Nucci Direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Milano. Un noto ricercatore inglese sostiene che l’esposizione alla luce potrebbe rappresentare un fattore di stress per la retina e di conseguenza rendere le cellule retiniche più suscettibili al danno”.
I pazienti con glaucoma devono dunque proteggere gli occhi indossando occhiali da sole (possono schermare quasi il 99-100 per cento della luce UV e ridurre al minimo lo stimolo dannoso) e un cappello largo con visiera.
Ma i problemi non finiscono qui. Il caldo, infatti, si associa in genere ad un abbassamento della pressione arteriosa: “Questo calo” continua il Professor Nucci “può essere più marcato in chi assume farmaci anti-ipertensivi, come i betabloccanti, che abbassano la pressione; questa condizione abbassa anche la quantità di sangue che arriva al nervo ottico, per cui i pazienti che assumono le terapie anti-ipertensive devono fare molta attenzione, perché se la pressione scende eccessivamente l’occhio è più sofferente”.

Visto che in estate si va in vacanza, e spesso si ci sposta in auto, anche la guida non va sottovalutata. Specie se si tratta di persone anziane. Il glaucoma (che spesso per ragioni di età si presenta in associazione alla cataratta) limita la visione e puo’ far aumentare il rischio di incidenti stradali. Lo conferma una ricerca condotta presso la School of Optometry and Vision Science, Queensland University of Technology secondo la quale i pazienti affetti da glaucoma hanno una guida meno sicura. I ricercatori hanno confrontato lo stile di guida e gli errori commessi in auto da 75 pazienti affetti da glaucoma con una perdita di campo visivo lieve o moderata con quelli commessi da altrettanti anziani di circa 70 anni ma senza glaucoma. Alla fine della sperimentazione, i soggetti con glaucoma sono stati classificati come meno sicuri dal punto di vista della guida poiche’ avevano commesso il doppio degli errori (il posizionamento nella corsia giusta, la capacità di avvicinamento alle altre automobili e il sorpasso) rispetto ai soggetti che non soffrivano di questa malattia. Questi errori si sono verificati principalmente ai semafori e agli incroci.

“In effetti” spiega il Professor Stefano Gandolfi Ordinario di Malattie dell’apparato visivo all’Università di Parma “le persone che hanno avuto una perdita di campo visivo dovuta al glaucoma possono essere più lente nelle reazioni ai vari cambiamenti che si verificano mentre si guida. Possono avere più difficoltà a modificare la velocità quando cambiano le corsie e tendono a restare sempre nella stessa corsia soprattutto quando guidano in strade con le curve. Da alcuni questionari compilati dai pazienti con glaucoma emerge che sono loro stessi ad autolimitarsi riducendo l’attività di guida specie di notte perché si rendono conto come le loro prestazioni automobilistiche siano peggiori”.

Guida sicura e glaucoma, dunque, sono strettamente collegati ed è per questo che è importante poter disporre di sistemi di rilevamento della funzione visiva che mimino le condizioni di guida. “Un sistema di questo tipo è attualmente in corso di validazione presso il Comitato esecutivo della Società Italiana di Perimetria e Diagnostica per Immagini (SIPe) e dovrebbe diventare realtà tra circa un anno” anticipa il professor Gandolfi che è anche membro di questo comitato.

Il viaggio aereo, invece, raramente ha un effetto sulla pressione intraoculare ma poiché l’aria in cabina può diventare asciutta, è bene portarsi dietro le lacrime artificiali soprattutto se il volo è lungo. E’ necessario anche portare a bordo il farmaco prescritto per il glaucoma in modo da evitare di saltare una somministrazione in caso di voli lunghi o in ritardo o di smarrimento del bagaglio.

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