E’ partito Prometheus, il primo laboratorio mobile per sconfiggere l’epatite C

La lotta al virus dell’HCV passa anche attraverso la realtà virtuale e la formazione medica.

Si chiama Prometheus, Patient Journey Mobile Lab on HCV, il progetto di formazione itinerante unico al mondo, organizzato da QBGROUP con il supporto incondizionato di AbbVie, che  coinvolgerà nei prossimi due mesi oltre 200 medici specialisti nella cura dell’HCV in diverse città italiane. Il progetto si propone di realizzare un tour di formazione “esperienziale” all’avanguardia con l’obiettivo di migliorare la gestione del paziente con epatite C attraverso un approccio multidimensionale e interattivo in grado di rendere più efficace l’aggiornamento professionale degli operatori della sanità.

Il progetto formativo non si limita alle competenze mediche ma affronta anche il tema della relazione medico-paziente grazie alla presenza di un’esperta di comunicazione ed educazione terapeutica. I corsi di formazione si svolgeranno a bordo del Cell Explorer, un laboratorio mobile supertecnologico che, una volta posizionato, si apre e si sviluppa su 120 mq ed è dotato delle più sofisticate tecnologie interattive e virtuali. Il Cell Explorer è in grado di spostarsi in ogni luogo, replicandone gli ambienti e le tecnologie CELL (Center for Experiental Learning) di QBGROUP (www.qbgroup.it) e consentendo di offrire questa peculiare metodologia formativa in modo capillare ovunque.

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In  italia, l’epatite c riguarda circa 300.000 persone diagnosticate, ma ne interessa molte di più. si stima infatti che nel nostro paese le persone con infezione cronica da virus hcv siano oltre 1,2 milioni. in lombardia si stima che le persone affette da hcv siano più di 150.000;”
Il rilevante impatto della malattia in termini epidemiologici comporterà per i Centri specializzati l’esigenza di affrontare nei prossimi anni un gran numero di cure per un numero sempre crescente di pazienti – dichiara Massimo Colombo, Direttore della Divisione di Gastroenterologia ed Epatologia, Dipartimento delle Units Multi-specialistiche e dei Trapianti, della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano -> la cui gestione può essere molto complessa a causa delle diverse tipologie, quali ad esempio i pazienti con cirrosi scompensata, coloro che hanno ricevuto il trapianto di fegato e i pazienti con co-infezione da virus dell’HIV. È fondamentale per lo specialista continuare a gestire al meglio scenari clinici complessi e migliorare la prestazione sanitaria”.

Il futuro della lotta al virus dell’HCV passa anche attraverso la realtà virtuale, tecnologie interattive e formazione medica “esperienziale”. Il progetto Prometheus prevede 8 eventi formativi itineranti ai quali parteciperanno complessivamente circa 200 tra epatologi ed infettivologi in Italia. A bordo del laboratorio mobile verrà utilizzata una metodologia didattica esperienziale che prevede l’interazione con un paziente in “real time” in un contesto di simulazione virtuale del percorso di cura. Durante le simulazioni i partecipanti interagiscono con il paziente virtuale proprio come avviene nella pratica clinica reale. Tutto questo si traduce in una migliore gestione del percorso diagnostico terapeutico grazie ad una formazione sempre dinamica, un format altamente interattivo, set virtuali e media esperienziali combinati.

L’innovazione del CELL ha come punto di forza il confronto tra esperti dei centri di riferimento nazionali per l’HCV e i medici delle strutture sanitarie del territorio nazionale per la condivisione di best practice efficaci e sostenibili nella gestione del paziente con epatite C. L’onere sanitario complessivo dell’epatite C, infatti, si attesta intorno al miliardo di euro all’anno. Una quota importante del costo per paziente potrebbe essere bilanciata con la riduzione dei costi diretti e indiretti causati da una maggiore efficacia delle cure.

Grazie a una gestione ottimale del paziente è possibile ridurre i costi di gestione in tutto il percorso terapeutico del paziente con HCV e con risultati che puntano al 100% di guarigioni – dichiara Giuliano Rizzardini, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano – “La simulazione virtuale di scenari clinici complessi e la metodologia didattica basata sull’esperienza consente di trasformare le conoscenze mediche in azioni cliniche appropriate ed efficaci nel contesto reale della pratica clinica.”

Nel CELL dunque convergono tecnologie, professionalità, contenuti e metodologia didattica all’avanguardia che rendono estremamente efficace la formazione proposta, creando un ambiente educativo assolutamente unico, in cui l’emozione che nasce dal coinvolgimento in una esperienza nuova e significativa facilita l’apprendimento e l’interiorizzazione dei contenuti, ponendo sempre il paziente al centro del percorso assistenziale terapeutico.

La Lombardia ha dimostrato ancora una volta di essere vera eccellenza nell’ambito sanitario nazionale ed europeo ampliando il numero dei Centri specializzati nella cura dell’epatite C – dichiara Massimo Puoti, Direttore del Reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano -“Le nostre strutture stanno prendendo in carico i pazienti sulla base dell’appropriatezza prescrittiva, in modo molto veloce anche in confronto ad altre Regioni, e in condizioni favorevoli puntiamo a eradicare il virus nel più ampio numero di casi.”

Tra i pazienti che acquisiscono l’infezione da HCV – conclude Savino Bruno, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna ed Epatologia dell’Humanitas Research Hospital IRCCS di Milano – oltre il 90% diventa portatore cronico, sviluppando nel 65-95% dei casi un’epatopatia cronica e nel 10-30% dei casi un rischio di evolvere in cirrosi nell’arco di 25-30 anni. I Centri lombardi si trovano quindi ad affrontare pazienti particolarmente complessi ma oggi riusciamo ad ottenere tassi elevati di guarigione anche nei casi considerati difficili da trattare. Il progetto Prometheus offre sicuramente molte opportunità per continuare a migliorare competenze, abilità e conoscenze degli operatori sanitari e garantire l’adeguatezza e l’appropriatezza degli interventi assistenziali e la qualità delle cure rivolte ai cittadini.”

 

 

 

 

 

 

 

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