Covid: ok ai vaccini, ma anche linee guida per la gestione delle cure

 Indicazioni chiare, raccomandazioni, linee guida. E riposizionamento degli ‘Hot Spot’ territoriali, sperimentati ‘a freddo’ durante la pandemia. Sono i quattro punti chiave che ora, dopo la campagna vaccinale, sono fondamentali per supportare ogni medico.

Il Covid non attacca solo i polmoni, l’infezione colpisce molti organi, ed è quindi fondamentale che il mondo medico, dal medico di famiglia allo specialista di ogni patologia, sia nelle condizioni di avere indicazioni chiare su come curare i propri pazienti. E dove. Per fare il punto sui principali argomenti (vaccini, eventi trombotici, pazienti allergici, farmaci antivirali), sono stati chiamati dall’OMCeOMi quattro massimi specialisti di settori fondamentali, riuniti in un webinar di aggiornamento che ha fornito importanti spunti per la professione e – naturalmente – per i cittadini e i pazienti: Massimo Galli, ordinario di malattie infettive all’Università degli Studi di Milano, Marco Cattaneo, ordinario di medicina interna all’Università degli Studi di Milano, Enrico Iemoli, direttore e responsabile di Allergologia degli ospedali Fatebenefratelli-Sacco, Massimo Puoti, direttore Malattie infettive del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.

“Il principale strumento per bloccare l’avanzata della pandemia è la campagna vaccinale Anti-Covid 19, ma la speranza è anche quella di ottenere presto farmaci e terapie domiciliari e ambulatoriali capaci di contrastare il virus come succede, ad esempio, per l’influenza stagionale – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano,Roberto Carlo Rossi –. Le nuove terapie extraospedaliere con i farmaci antivirali dovranno essere gestite dal territorio e noi vogliamo offrire il nostro contributo alla riorganizzazione del servizio sanitario regionale con l’attenzione necessaria anche alla medicina del territorio che ha mostrato enormi lacune nel pieno dell’emergenza pandemica e non certo per colpa dei medici, che anzi hanno pagato un tributo davvero pesante in termini di vite perse e inabilità. Ottenere presto farmaci e terapie domiciliari e ambulatoriali che siano capaci di contrastare il virus produrranno l’effetto di liberare le corsie degli ospedali per i pazienti bisognosi di cure, come quelli oncologici che hanno patito più di altri l’emergenza pandemica”.

Esistono già 33 Hot spot, strutture dotate di specialisti e più strumentazione tecnica già sperimentate nel pieno della crisi generata dalla pandemia Sars-Covid 19. Sono ambulatori che supportano i medici del territorio nella profilazione dei pazienti che possono ricevere le cure a domicilio. Il primo obiettivo di queste strutture è evitare un affollamento ingiustificato degli ospedali, ma non meno importante è favorire il ritorno a domicilio dei pazienti a basso rischio che necessitano di monitoraggio domiciliari e specifici trattamenti farmacologici”, afferma Maria Teresa Zocchi, medico di medicina generale e consigliere dell’Ordine. Tuttavia, “è necessario riorganizzazione del servizio sanitario regionale con l’attenzione necessaria anche alla medicina del territorio puntando anche sugli Hot spot. Il servizio sanitario regionale ha mostrato enormi lacune nel pieno dell’emergenza pandemica e ha mostrato in pieno gli esiti del definanziamento che in questi anni ha colpito prevalentemente proprio il territorio”, conclude il presidente Roberto Carlo Rossi.

Per quanto riguarda i vaccini le maggiori minacce vengono da quei paesi come Brasile e India dai quali provengono le varianti all’originario virus isolato a Wuhan. II vaccini sono uno strumento valido, considerando che tutti quelli approvati dall’agenzia europea per i medicinali (Ema) sono egualmente efficaci nel contrastare le forme gravi di malattia. “L’obiettivo è quello di arrivare a proteggere l’80 per cento della popolazione nel più breve tempo possibile, partendo dai più anziani e dai soggetti affetti da grave fragilità o disabilità, vaccinando via via le classi di età più giovani”, afferma Maria Grazia Manfredi, consigliere dell’Ordine e infettivologa.

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