Covid-19 e vaccinazioni: le raccomandazioni Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica

La campagna vaccinale in Italia è ormai partita in tutte le regioni. La SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) – rappresentata dal Presidente Dr. Antonio Ferro – riunisce tutte le figure professionali – ricercatori, accademici, professionisti e operatori – che agiscono nell’ambito dell’Igiene, della Sanità Pubblica, della Medicina Preventiva e delle Vaccinazioni per fornire informazioni utili a  migliorare l’efficacia, l’efficienza e l’equità della campagna vaccinale anti-Covid_19.

Tre le principali  raccomandazioni:

  1. Effettuare una sola dose di vaccino a coloro che abbiano sviluppato l’infezione da SARS-CoV-2 da meno di quattro mesi. 

Il target comprende sia i soggetti con pregressa diagnosi di Covid (entro i quattro mesi) che soggetti con siero-positività recente. Si ritiene, infatti, che la presenza di anticorpi circolanti in tali soggetti sia sufficiente per posticipare la vaccinazione. Tale raccomandazione forte è basata sulle evidenze scientifiche disponibili e sul giudizio del panel di esperti. In questo modo si eviterebbe la somministrazione della seconda dose su soggetti sui quali gli effetti della stessa non sono chiari; contemporaneamente si assicurerebbe un risparmio di almeno due milioni di dosi di vaccino da poter subito impiegare nella vaccinazione di soggetti che non hanno un’immunità preesistente e che potrebbero trarre maggior beneficio dalle dosi vaccinali. 

  1. Con l’utilizzo di siringhe di precisione e personale adeguatamente preparato, cercare di recuperare la 7° dose dal flaconcino Pfizer e l’11° dose dal vaccino Moderna e dal vaccino AstraZeneca. Il panel rileva la necessità di garantire la diffusione di questa pratica, già attuata con successo da alcuni Dipartimenti di Prevenzione italiani nell’ 80% dei flaconcini. Si tratta di una forte raccomandazione basata sugli elementi disponibili e sul giudizio del panel di esperti.
  1. Chiudere la coorte 65-79 anni il più rapidamente possibile con l’offerta di una prima dose di vaccino Pfizer/BioNtech o Moderna e posticipare la seconda dose a 2 mesi; contemporaneamente, mantenere le due dosi per le coorti over 80 e le due dosi per le categorie dei “super-fragili” (come risposta alla vaccinazione, soggetti immunodepressi), che sarebbero invitate alla vaccinazione contestualmente alle coorti 65-79 anni. 

Alcune fonti scientifiche mostrano che un livello di protezione efficace dopo la prima dose esiste (inizialmente stimata pari all’80%) anche per i citati vaccini a mRNA, tuttavia non è chiaro quale sia la durata della risposta e della protezione. Pur non essendo certo il livello di protezione vaccinale oltre i termini previsti dall’attuale schedula vaccinale, tale scelta porterebbe alla possibilità di copertura vaccinale della popolazione 65-79 entro maggio–giugno 2021; aumenterebbe le dosi a favore della popolazione a rischio (over 80 e immunodepressi) con riduzione dei ricoveri e anche una riduzione (minore) di mortalità; si ridurrebbero anche i tempi di completamento della campagna vaccinale.

 

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