COME DIFENDERSI DAL ‘PRIMO SOLE’

Che sia primavera non c’è dubbio. Lo dice il calendario. E anche se l’estate è lontana, il sole inizia a “scottare” di più. Fa piacere sentirlo sulla pelle, certo. Ma in città, spesso, non ci si preoccupa di proteggere la pelle perché si pensa che, in fondo, non si è al mare e quindi i raggi non sono dannosi. Invece, è necessario prendere precauzioni.
“Alla fine dell’inverno la pelle è più chiara, delicata, vulnerabile”, spiega la dottoressa Michela Castello, Medico chirurgo specialista in dermatologia e venereologia a Pavia. “È il risultato di molti mesi in cui l’esposizione è limitata, il tempo trascorso all’aria aperta è stato ridotto e in cui braccia, gambe, décolleté sono stati sepolti sotto strati di vestiti. Con l’allungarsi delle ore di luce e l’aumento delle temperature tutto cambia: i momenti che si passano all’esterno aumentano, così come le attività all’aperto. Durante queste occasioni la pelle entra in contatto con i raggi solari per lo più in modo non programmato e spesso quindi senza che si adotti una protezione adeguata. Un errore che bisogna evitare di commettere, visto che durante questi primi incontri si è ancora sprovvisti dello schermo naturale, ovvero l’abbronzatura, e si può quindi andare incontro facilmente ai danni provocati dagli ultravioletti”.

I sintomi dell’intolleranza al sole

È in questa stagione, poi, che si possono manifestare più di frequente i sintomi di un’intolleranza al sole: arrossamento, prurito, vescicole, bolle che compaiono dopo ogni esposizione. “Questa reazione, la cui incidenza secondo gli esperti è in continuo aumento ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni, può essere prevenuta attuando una semplice strategia: non bisogna, innanzitutto, mai scordare di applicare un filtro solare adeguato al proprio fototipo e occorre evitare le ‘abboffate’ di sole”, continua l’esperta.

Il vademecum da osservare, quindi, non è poi così difficile, basta solo fare un po’ di attenzione
“Evitiamo lunghe esposizioni nel corso di week-end o gite”, conferma la dottoressa Castello. “L’esposizione va dosata, è preferibile iniziare con pochi minuti, prolungando gradualmente i tempi, in modo da abituare poco a poco la pelle. Non bisogna poi dimenticare di applicare un buon prodotto solare con protezione adeguata a seconda del fototipo, per prevenire la comparsa di macchie ed eritemi solari. È molto utile anche mangiare tanta frutta e verdura di stagione: gli antiossidanti contenuti nei vegetali proteggono la pelle dagli effetti del sole”.

E riguardo alla protezione, che dire di quei nuovi prodotti sia come idratanti giorno che come solari a protezione SPF100? “Partendo dalla considerazione che un prodotto con SPF50+ elimina circa il 98,5% di UV e che SPF100 ne elimina il 99%, appare chiaro come la reale differenza di efficacia protettiva sia in realtà apparente. In chi deve evitare l’esposizione al sole, come i pazienti affetti da dermatosi fotosensibili, è importante utilizzare prodotti con SPF 50+, meglio se con filtro fisico. In alcuni casi è preferibile evitare completamente l’esposizione, mentre in alcune patologie un’esposizione moderata è possibile”.

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