Biologico? Si, grazie. Ma attenzione elle etichette!

Agli italiani il biologico piace. Ma un’indagine invita a fare chiarezza: attenzione alle etichette per capire quando il biologico è davvero salutare.

 L’80% degli intervistati da Natruly in Italia ama mangiare biologico. Tra i fattori che attraggono i consumatori compare il valore della sostenibilità: il rispetto della biodiversità, il benessere animale, ma anche il giusto compenso per i lavoratori agricoli che lo producono. La start up spagnola dell’healthy food, delle quali per il 50% biologiche ha realizzato una ricerca tra i consumatori per capire le conoscenze degli italiani in tema di biologico.

L’interesse dei consumatori è confermato dal recente accordo di Natruly con Probios,che produce alimenti biologici. I partecipanti – 50% uomini e 50% donne, di età compresa tra i 20 e i 60 anni, equamente distribuiti in tutta la Penisola – per lo più riconoscono il valore aggiunto del biologico: il 39% lo sceglie pensando che sia più salutare poiché privo di pesticidi e chimica di sintesi, il 41% ritiene che sia realizzato attraverso processi più rispettosi dei lavoratori e degli animali. Peccato che il 69% ritenga di capire se un prodotto è biologico dalla scritta “bio” sulla confezione e solo il 38% riconosca il logo europeo di certificazione. Solo il 12% degli intervistati ha dichiarato di non mangiare mai alimenti biologici, tra questi il 54% associa la propria scelta ai costi troppo elevati, mentre il 25% dichiara di non prestare particolare attenzione al fatto che i prodotti siano biologici.

In realtà solo la presenza del logo europeo sulla confezione attesta che gli alimenti siano sicuramente biologici (quindi certificati da organismi di controllo su tutto il processo produttivo fino all’arrivo sugli scaffali): una foglia formata da dodici stelle bianche su fondo verde con al centro una cometa. Ma biologico significa sempre salutare?  «Il nostro obiettivo è fornire la migliore opzione salutistica al consumatore, che non significa mettere sul mercato solo prodotti biologicispiega Niklas Gustafson, fondatore di Natruly insieme a Octavio Laguía –. L’utilizzo di ingredienti biologici è di importanza primaria, ma il risultato finale non può prescindere da tutti i componenti. Ad esempio: un succo di frutta o uno snack biologico, se ha il 30% di zuccheri aggiunti è quanto di più lontano dall’essere salutare. Per questo noi studiamo sempre composizioni equilibrate, senza sostanze sintetiche, senza glutine, senza zucchero e preferibilmente con ingredienti biologici».

Per capire se un prodotto è davvero sano l’unica vera forma di controllo per il consumatore è quindi leggere l’etichetta, cui Natruly dedica grande attenzione, precisando sempre sulle confezioni l’esatta percentuale degli ingredienti che compongono le ricette.

Resta inteso che i prodotti biologici hanno sostanziali punti di forza, non ultimo il fatto che rientrano in una visione di sostenibilità globale di crescente rilevanza, basti pensare che la strategia Farm to Fork (F2F), il piano decennale recentemente messo a punto dalla Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente, ha l’obiettivo di raggiungere il 25% delle superfici biologiche a livello europeo nel 2030.

 

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