ANTICONCEZIONALI E FANS: assunti insieme RISCHIO DI TROMBOSI per le DONNE con diabete

Un recente studio danese ha evidenziato una correlazione tra uso di contraccettivi ormonali a base di estrogeni e progestinici e l’uso di antinfiammatori non steroidei sul rischio di tromboembolia venosa. Un rischio che si aggrava nelle donne che assumono contraccettivi ad alto rischio (come la combinazione di estro-progestinici) di ben 4 volte rispetto alle donne che non li assumono. Il rischio a seguito dell’utilizzo di FANS aumenta di 6 volte per quelle che usano ibuprofene e sino a 12 volte per il diclofenac. Ancora peggio, con un effetto moltiplicatorio, il rischio che è di 50 volte superiore quando si assumano contraccettivi orali e FANS nello stesso tempo.

Non solo. Anche l’uso di FANS diversi dall’aspirina ha mostrato di aumentare il rischio: ibuprofene, diclofenac, naprossene e le nuove molecole inibitori delle ciclo-ossigenasi promuovono l’aggregazione piastrinica, alla base della formazione di placche che si possono staccare dalle pareti dei vasi e viaggiare sino ai polmoni.

Una conferma arriva dal Professor Angelo Avogaro Presidente SID (Società Italiana Diabetologia), che sollecita una ulteriore cautela nella prescrizione di queste classi di farmaci nella popolazione femminile con diabete: “La relazione ‘pericolosa’ tra uso di contraccettivi e eventi trombotici era nota e dipende sia dalla dose di estrogeni che dal tipo di progestinico, ormoni capaci di agire sui meccanismi della coagulazione. Ad esempio, le attuali iniezioni contraccettive che rilasciano dosi di ormoni elevate aumentano il rischio, al contrario di ciò che accade con i dispositivi intrauterini a bassa dose.  Nonostante la ricerca del BMJ non citi espressamente le donne con diabete, non possiamo dimenticare che queste sono circa il 5,9% della popolazione, spesso in età fertile e assumono sia contraccettivi ormonali che FANS per episodi dolorosi o altre indicazioni assunti per almeno una settimana”.

Sebbene numerose condizioni siano state riconosciute come fattori di rischio per la TEV, come traumi o interventi chirurgici agli arti inferiori, età avanzata e obesità, è stato stimato che circa il 25%-50% dei pazienti affetti per la prima volta da TEV (malattia tromboembolica venosa) non presentano fattori di rischio facilmente identificabili.

“Il diabete, invece, è comunemente associato a complicanze a lungo termine sia del sistema macrovascolare che microvascolare- spiega Avogaro – il che rende conto di come le due condizioni si influenzino reciprocamente. Considerando l’uso di questi farmaci e la gravità della malattia tromboembolica venosa, specialmente nelle persone con diabete, il monitoraggio si pone come una questione di salute pubblica”. 

La malattia tromboembolica venosa (TEV) è una delle condizioni patologiche più comuni del sistema cardiocircolatorio (si classifica al terzo posto dopo cardiopatia ischemica e ictus) con un caso ogni 1000 abitanti. Nelle vene profonde, di solito degli arti inferiori, si può formare un trombo, ossia un aggregato di piastrine tenuto insieme da fibrina. Il distacco di alcuni frammenti (emboli) tramite il circolo venoso può raggiungere le camere destre del cuore e da lì raggiungere i polmoni dove il calibro dei vasi è inferiore. L’embolo blocca quindi la circolazione polmonare (EP) che può essere silente e determinare una morta improvvisa. La mortalità infatti supera il 30% nella fase acuta. Mentre la Trombosi Venosa Profonda non trattata può evolvere in una sindrome post trombotica (PTS) o post flebitica, con alterazioni della pelle, dolore e ulcere agli arti inferiori, proprio come avviene nel diabete in stadio avanzato e non controllato.

Classificazione dei contraccettivi ormonali secondo il rischio di tromboembolismo venoso:

ALTO RISCHIO

·      Cerotti combinati estrogeni + progestinici

·      Anello vaginale

·      compresse da 50 nanogrammi di etinil estradiolo

·      progestinici desogestrel, gestodene, drospirenone

·      antiandrogeno ciproterone

MEDIO RISCHIO

·      tutti gli altri contraccettivi orali combinati

·      iniezione di medrossiprogesterone

BASSO/NESSUN RISCHIO

·      compresse di solo progestinico

·      impianti e dispositivi intrauterini

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