AL RIPARO DALL’INVERNO

Freddo, sbalzi termici, qualche stravizio a tavola, l’età… Sul banco degli imputati, i responsabili delle antiestetiche chiazze di rossore sul viso sono molti. Per impedire che si trasformino in couperose o per eliminarla se è già apparsa ci sono cosmetici specifici e trattamenti d’avanguardia.

Ne parliamo con il Dottor Dario Tartaglini, Direttore Sanitario di BETAR MEDICAL, Centro Specializzato in Medicina Estetica di Milano.

“Il clima rigido è un vero nemico della pelle – sottolinea Tartaglini – capace di indebolirne le difese, di impoverire la protezione idrolipidica ed irritare i vasi sanguigni più superficiali che, sottoposti a questi strapazzi, finiscono col perdere la loro naturale elasticità. In questo modo al sangue diventa difficile scorrere: i capillari indeboliti ne rallentano il passaggio, lo bloccano e può capitare che addirittura si rompano. Ecco le macchie di rossore e, con il passare del tempo, ecco la couperose, cioè quella dilatazione irreversibile dei vasi più superficiali. Che infatti, osservando le guance ed il naso con una lente di ingrandimento, appaiono come una ragnatela di fili sottili rossi e blu. Ma, intervenendo non appena si manifestano i primi rossori, il problema couperose può essere prevenuto, o quanto meno contenuto, con successo”.
Il primo passo consiste nel proteggere adeguatamente la pelle. Quindi, la si nutre ed idrata in modo che possa riorganizzare le sue difese naturali, cioè la famosa barriera idrolipidica. Queste significa scegliere con particolare attenzione i cosmetici con cui trattarla. Che dovranno essere studiati specificamente per rispondere al problema della sensibilità cutanea e della fragilità capillare. Suggerisce Tartaglini: “Dal sapone con cui lavare il viso al mattino allo struccante della sera, dalla crema da giorno a quella da notte fino alla maschera, dovrete scegliere prodotti che rispettino la pelle. Niente sostanze aggressive (irritano il viso già sensibilizzato); avanti con principi nutritivi ed idratanti che rinforzano le difese (proteine, lipidi, vitamine, estratti vegetali capaci di irrobustire anche il microcircolo, come i flavonoidi)”.
I problemi di couperose si possono risolvere anche con un raggio laser (che agisce in modo selettivo solo sulla zona da trattare) oppure ricorrendo alla diatermocoagulazione, il cui obiettivo attraverso il calore, è quello di coagulare i vasi capillari. ,

“Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante – continua Tartaglini. Per rinforzarli, è necessario mangiare con regolarità e abbondanza cibi ricchi di flavonoidi (un gruppo di sostanze capaci di irrobustire il microcircolo e decongestionarlo). Quindi sarà bene fare scorpacciate di frutta (in primo luogo mirtilli neri), agrumi e lamponi; verdura, con preferenza per quella a foglia verde; germe di grano. Inoltre, per potenziare l’efficacia dei flavonoidi, dobbiamo associare la vitamina C. Da evitare, al contrario, tutti gli alimenti che irritano o danneggiano la rete sanguigna: alcool in prima linea, cioccolato, insaccati, spezie piccanti e fritti. A tavola, dovremmo concederci pasti leggeri consumati con tranquillità: nemica numero una della buona circolazione, infatti, è la “tachifagia”, cioè la pessima abitudine di magiare in fretta e furia. Pericolosissimo, poi, il fumo che, esercitando un’azione violentemente costrittiva sui capillari, ne diminuisce la capacità di difesa e l’elasticità”.
Infine, vento e sole sono altrettanti attentati alla salute dei capillari indeboliti. Le cure cosmetiche aiutano, certo, ma è assolutamente necessario evitare che il viso venga aggredito così direttamente. Abituiamoci a ripararlo con sciarpe e foulard, a proteggerlo dall’esposizione diretta ai raggi del solari, a lasciarli il tempo di abituarsi alle variazioni di temperatura. Ma non solo.

 

servizio di Stefania Bortolotti 

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