AIL E L’EMATOLOGIA ITALIANA:  NUOVE TERAPIE PER I TUMORI DEL SANGUE MIGLIORANO LA VITA DEI PAZIENTI 

Sono circa 30mila ogni anno in Italia i nuovi casi di tumore del sangue, ma grazie alla Ricerca oggi i pazienti hanno più probabilità di guarire o convivere per anni con la malattia mantenendo una buona qualità di vita. Sostenere i pazienti e le loro famiglie e favorire la Ricerca scientifica per rendere disponibili terapie sempre più efficaci sono obiettivi che si raggiungono anche grazie all’alleanza concreta tra AIL e l’ematologia italiana.

Sono 120 i centri di Ematologia sul territorio nazionale che operano secondo standard e protocolli condivisi in modo da assicurare ai pazienti una diagnosi precisa, sicura e uniforme in tutta Italia; inoltre, AIL finanzia la ricerca con 114 progetti di ricerca in tutta Italia.

Un impegno importante che AIL porta avanti da anni e come riconoscimento Lunedì 20 giugno una delegazione di AIL è stata ricevuta in Udienza al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. All’incontro hanno partecipato il Presidente nazionale AIL dott. Pino Toro, il Vicepresidente Nazionale AIL dott. Marco Vignetti, i membri del Consiglio di Amministrazione, i componenti del Comitato scientifico AIL, e i Rappresentanti delle Società Scientifiche di Ematologia. È stata un’occasione speciale per illustrare i numerosi progetti dell’Associazione, l’alleanza di AIL con i Centri di Ematologia italiani e l’impegno e la vicinanza degli oltre 15mila volontari durante i due anni di pandemia ai pazienti ematologici.

Spiega Pino Toro, Presidente Nazionale AIL: “grazie alla ricerca, le terapie sono diventate sempre più efficaci e mirate e ne arriveranno altre in un futuro prossimo. AIL finanzia costantemente la ricerca sulle leucemie, i linfomi, il mieloma e gli altri tumori del sangue in tutta Italia. Inoltre, sostiene la Fondazione GIMEMA Franco Mandelli (Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto) che promuove la ricerca indipendente e lavora per identificare i migliori standard diagnostici e terapeutici per le malattie ematologiche e, grazie a borse di studio e contratti, contribuisce alla formazione e all’aggiornamento di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio.  In un’ottica di condivisione AIL, attraverso il GIMEMA, ha scelto di cooperare con i centri di ricerca e di dare accesso ai dati delle ricerche; inoltre, opera in modo che i pazienti possano accedere a farmaci innovativi, attraverso la partecipazione a trial clinici. Tutto questo  si traduce in un’alleanza virtuosa che porta a rendere disponibili terapie sempre più efficaci e che offrono anche una buona qualità di vita per il paziente”.

Il mondo del volontariato negli anni si è evoluto e strutturato per essere al fianco dei pazienti in ogni momento del percorso della malattia. “Il Terzo settore è in continua evoluzione per rispondere al meglio ai progressi della ricerca e ai cambiamenti sociali e culturali. – conclude il Presidente Toro– In Italia sono oltre trecentocinquantamila le organizzazioni che danno lavoro a oltre un milione di persone, a cui si affiancano quasi sei milioni di donne e uomini che volontariamente e gratuitamente offrono il proprio tempo e aiuto a chi è nel bisogno”.

 Oggi stiamo assistendo a una trasformazione del Terzo settore come riconosciuto costruttore di solidarietà e ricchezza sociale.“Purtroppo, noi italiani non siamo capaci di valorizzare il nostro potenziale – chiarisce Stefano Zamagni Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e Professore di Economia politica dell’Università di Bologna – L’opera di questi soggetti è un’opera fondamentale, non di mero ausilio agli altri ma necessaria a supportare e far funzionare bene sia il mercato sia lo Stato. Si tratta, quindi, di ribaltare completamente la prospettiva. In questi anni la visione sta cambiando molto a seguito dell’approvazione del Codice del Terzo settore che, per la prima volta in Italia, attribuisce a questi Enti un ruolo non soltanto di esecuzione di quanto il settore pubblico ha deciso, ma di co-programmazione e co-progettazione. E questa evidentemente è una grande rivoluzione; gli Enti non profit non sono più la ruota di scorta del sistema, anche se la strada da fare è ancora lunga e complessa”.

Da oltre 40 anni la Fondazione GIMEMA Franco Mandelli promuove e sostiene la ricerca clinica indipendente in oncoematologia e questo ha portato a raggiungere risultati importanti anche grazie alla rete di 120 centri su tutto il territorio nazionale che adottano criteri e standard condivisi. Dichiara Marco Vignetti, Presidente Fondazione GIMEMA Franco Mandelli e Vicepresidente Nazionale AIL –  I protocolli vengono stabiliti tra il GIMEMA e i migliori specialisti italiani mettendo in atto criteri di ricerca innovativi, e questo porta a centrare un obiettivo altrettanto importante: la formazione e l’aggiornamento continuo degli operatori sanitari. Questi protocolli sono applicati in tutti i 120 centri della rete di ospedali su tutto il territorio, garantendo che tutti i pazienti ricevano le stesse terapie e la medesima assistenza in modo omogeneo. Vista l’aumentata disponibilità e complessità delle terapie, per rispondere a questa esigenza circa 20 anni fa sono stati creati otto Working Parties (WP): ogni gruppo è dedicato a una diversa patologia o area, tra cui la “qualità di vita”. Protocolli di diagnosi e di monitoraggio dell’andamento della terapia insieme a protocolli terapeutici sempre aggiornati rendono alta la qualità dell’assistenza offerta dal GIMEMA nei centri che afferiscono al Servizio sanitario nazionale”.

Alla base della ricerca ci sono i ricercatori, spesso giovani con competenze e specializzazioni diverse, che devono essere costantemente formati e aggiornati e che lavorano anche per lunghi periodi ai progetti, per questo è necessario sostenerli economicamente. “AIL con le sue 82 sezioni provinciali presenti su tutto il territorio italiano, supporta i numerosi centri di ematologia con premi e borse di studio destinati ai giovani ricercatori e con l’acquisto di strumentazioni innovative per garantire le attività di ricerca e di diagnostica avanzata; quest’ultima è fondamentale per la realizzazione dell’ottimizzazione del percorso terapeutico personalizzato del paziente. – spiega  Giorgina Specchia, Professoressa di ematologia e componente Comitato scientifico AIL nazionale -. I giovani ricercatori oggi lavorano in squadre formate prevalentemente da biologi, biotecnologi, medici, bioinformatici e data manager. Negli ultimi anni AIL Nazionale e le sezioni locali sono riuscite a sostenere quasi un migliaio di ricercatori con grant e borse di studio. Inoltre, ogni anno, in occasione dei congressi nazionali delle società scientifiche SIE (Società italiana di ematologia) e SIES (Società Italiana di ematologia sperimentale), vengono premiati progetti scientifici, accuratamente selezionati sulla base di rigorosi criteri scientifici; i progetti presentati dai giovani ricercatori sono sempre numerosi e di grande rilevanza scientifica”.

Il Numero Verde AIL 800 22 65 24 è disponibile tutto l’anno, gratuitamente, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 17 per offrire una consulenza personalizzata; AIL ha ampliato anche il tipo di consulto disponibile in linea: il lunedì, giovedì e venerdì gli ematologici rispondono ai dubbi sulle patologie; il martedì un esperto di diritti risponde in materia di agevolazioni e sostegno al reddito; e il mercoledì uno psicologo offre ascolto e supporto a chi ne ha bisogno. 

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