Infertilità: un problema che riguarda sempre più donne

È una vera e propria sfida demografica quella che l’Italia si trova ad affrontare. E si chiama ‘tasso di natalità’. I dati rilevati dall’ISTAT nel 2023 ci dicono, infatti, che nel nostro Paese si attesta a soli 1,18 figli per donna. In parole povere l’Italia si posiziona tra i Paesi con la minore natalità in Europa. Inoltre, come se non bastasse, il Ministero della Salute rivela che più del 15% delle coppie italiane affronta problemi di fertilità. Questi dati delineano un futuro declino demografico. Sempre secondo l’ISTAT, se i trend attuali dovessero persistere, la popolazione italiana potrebbe scendere da 59 milioni nel 2022 a 45,8 milioni nel 2080.

E se il nostro Paese ha dei problemi, il resto del mondo non sembra stare molto meglio. Secondo gli ultimi dati pubblicati sulla rivista The Lancet dal programma di ricerca Grb (Global Burden of Disease, Injuries, and Risk Factors), guidato dalldall’Hme, l’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington, a livello globale la situazione è altrettanto preoccupante. Negli ultimi 70 anni, il tasso di fertilità è sceso drasticamente da circa 5 figli per donna nel 1950 a 2,2 nel 2021.  Per non parlare del fatto che il 97% dei Paesi globali non avrà tassi di fertilità adeguati per evitare un declino demografico entro il 2100.
“L’infertilità femminile rappresenta un ostacolo alla capacità della donna di concepire”, spiega il dottor Marco Grassi, ginecologo del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, “cioè di non riuscire a ottenere una gravidanza dopo dodici mesi di rapporti intimi regolari e non protetti (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità -OMS- dopo 24 mesi di tentativi). In tale situazione è opportuno ricercare un supporto specialistico, in particolar modo se all’interno della coppia la donna ha superato i 35 anni di età, poiché con il passare degli anni la riserva ovarica diminuisce, fino al completo esaurimento che si raggiunge con l’arrivo della menopausa. In generale il crescente aumento dell’età materna contribuisce al rischio di infertilità e alla ridotta probabilità di portare a termine una gravidanza, l’aumento del rischio di aborti spontanei, di gravidanze ectopiche, di parti prematuri e di condizioni genetiche come la trisomia 21”.

Ma la ‘colpa’ non è solo dell’età. L’infertilità femminile, responsabile del 35-40% dell’infertilità di coppia, può dipendere da molti altri fattori. “I motivi principali possono essere ricondotti alle alterazioni ormonali, alterazioni tubariche, patologie uterine e malattie sistemiche o genetiche. In alcuni casi, disturbi come il vaginismo possono complicare i rapporti sessuali. La diagnosi di infertilità coinvolge esami ormonali e indagini strumentali per individuare le cause specifiche e pianificare il trattamento più adeguato”, conclude il ginecologo Marco Grassi.

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