Società di Medicina Generale: morbillo e pertosse in aumento in Italia, fondamentali le vaccinazioni

Nell’ultimo anno, in Europa si sono registrati 5.770 casi di morbillo, mentre sono decuplicati quelli di pertosse. La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie lancia un appello per l’estensione della copertura vaccinale infantile e per i richiami per gli adulti. 

I dati pubblicati dal Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione, nonché quelli rilevati dall’Istituto Superiore di Sanità per l’Italia mostrano in ogni fascia d’età un aumento dei contagi e un calo delle vaccinazioni. Queste infezioni possono così circolare, lascando i soggetti fragili esposti in un contesto dove l’immunità di comunità – garantita da un’ampia copertura vaccinale – non si concretizza. Per questo la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) si affianca alla Società Italiana di Pediatria nell’invito alla vaccinazione dei più piccoli per tutte le malattie prevenibili con vaccino e aggiunge che è fondamentale che gli adulti si adeguino con i richiami necessari.

 I casi di morbillo sono aumentati di 60 volte nella regione europea dell’OMS; secondo quanto riportato dall’ECDC, dal 2023 sono in aumento in diversi Paesi dell’Unione Europea. Tra marzo 2023 e fine febbraio 2024 sono stati segnalati almeno 5.770 casi di morbillo, con almeno 5 decessi.

Il rischio più elevato è per i bambini con meno di un anno, che sono troppo piccoli per essere vaccinati, e per i soggetti fragili immunocompromessi che non possono ricevere il vaccino. Queste popolazioni dovrebbero essere protette dall’immunità di comunità: il morbillo si diffonde molto facilmente, quindi per interrompere la trasmissione è essenziale una copertura vaccinale almeno del 95% della popolazione. Inoltre, dalla metà del 2023 – come fa notare l’ECDC – è anche stato segnalato un aumento dei casi di pertosse in diversi Paesi dell’Ue e dello Spazio economico europeo, con dati preliminari che indicano casi più che decuplicati nel 2023 e nel 2024 rispetto al 2022 e al 2021. In Italia, come mostra l’ISS, dal 1° gennaio al 31 marzo 2024 sono stati notificati 213 casi di morbillo (34 a gennaio, 93 a febbraio, 86 a marzo). L’88% era non vaccinato al momento del contagio. 56 casi (26,3%) hanno riportato almeno una complicanza, inclusi 23 casi di polmonite e un caso di encefalite in un giovane adulto, non vaccinato.

I numeri preoccupanti relativi alla diffusione di morbillo e pertosse ci inducono a raccomandare fortemente le relative vaccinazioni non solo ai bambini, per i quali ci sono gli appuntamenti del calendario vaccinale, ma anche per gli adulti che non siano coperti o che necessitino di un richiamo – spiega Alessandro Rossi, Presidente SIMG – La vaccinazione, infatti, non è una protezione solo individuale, ma riguarda anche i soggetti che non possono riceverla per problemi di immunocompromissione e rischiano di contrarre il morbillo patendone conseguenze gravi, talvolta letali, proprio come sta avvenendo. Il richiamo vaccinale contro il morbillo è indicato per il personale sanitario, per i pazienti fragili, per le donne che programmano una gravidanza. Per quanto riguarda la pertosse, ogni dieci anni l’adulto deve sottoporsi alla somministrazione di una dose triplice di vaccino contro difterite-tetano-pertosse. Oltre al tetano, che ogni anno provoca alcuni decessi , è necessario proteggersi contro la pertosse, che provoca gravi rischi soprattutto per neonati, pazienti cardiopatici, con malattie respiratorie gravi, diabetici. Il rischio è anche di confondere la patologia con una tosse prolungata, sottovalutando le pericolose conseguenze”.

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