“MEN’S PRO”: la nazionale italiana di Rugby in campo contro il tumore alla prostata

Il tumore alla prostata è il tumore più frequente nella popolazione maschile nei Paesi occidentali e in Italia riguarda oltre mezzo milione di pazienti, con un incremento di nuovi casi l’anno nell’ultimo triennio del 14%.  Inoltre, oltre il 5%  dei pazienti italiani con carcinoma prostatico soffre dalla sua forma avanzata, il tumore della prostata metastatico.

Grazie alla diagnosi precoce, ai progressi diagnostici e terapeutici, oggi più del 60% dei pazienti riesce però a sconfiggere definitivamente il carcinoma della prostata. Con la campagna di sensibilizzazione e informazione “MEN’S PRO”, Pfizer Italia scende in campo con la Federazione Italiana Rugby e l’Associazione Europa Uomo per sostenere le persone con tumore prostatico, anche metastatico. La campagna avrà un sito dedicato: www.menspro.it

Raccontando le diversi fasi della malattia dal punto di vista del paziente, dei caregiver, dei clinici (oncologi e urologi) e del team multidisciplinare (nutrizionista, sessuologo, psiconcologo), “MEN’S PRO” vuole infatti far sentire gli uomini affetti da carcinoma alla prostata metastatico come parte di una grande squadra. E questo attraverso il coinvolgimento della Nazionale Italiana di Rugby, i cui giocatori sono stati i protagonisti di una campagna multi-soggetto, nella quale – insieme a pa- zienti e caregiver – si amplifica il messaggio che, anche con questo tumore, non si è mai soli, for- nendo così un sostegno concreto ai pazienti e a coloro che se ne prendono cura.

«Sono la prevenzione e la disponibilità di strumenti diagnostici sempre più precisi a rendere, oggi, il tumore alla prostata uno dei più curabili – precisa Sergio Bracarda, oncologo, Presidente nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO) – prima si individua il problema, più alte sono le probabilità di guarire, anche attraverso terapie poco invasive. Lo stesso aumento dell’incidenza è legato alla maggiore probabilità di diagnosticare questa neoplasia attraverso controlli periodici di esami come il PSA, che vanno effettuati con una frequenza variabile a seconda delle fasce d’età e della storia personale del paziente dopo adeguata informazione sul rischio di diagnosticare anche forme non aggressive di malattia. Grazie all’analisi molecolare della malattia, inoltre, anche le forme di carcinoma prostatico metastatico hanno cominciato ad essere fronteggiate con maggiore successo grazie all’impiego di terapie mirate che agiscono sui meccanismi di riparazione cellulare. La disponibilità di queste nuove strategie terapeutiche, infatti, sta davvero cambiando la prognosi di queste patologie, estremamente pesante fino ad alcuni anni fa, soprattutto se resistenti alla castra- zione, riuscendo non solo ad allungare sensibilmente l’aspettativa di sopravvivenza dei pazienti, ma anche a garantire loro una buona qualità di vita».

La Campagna “MEN’S PRO” ha anche l’obiettivo di sensibilizzare su tutti quei fattori che ostacolano la prevenzione e la diagnosi tempestiva del tumore della prostata, ovvero la riluttanza che si rileva nella popolazione maschile che ancora troppo spesso tende a trascurare la salute dell’apparato uro- genitale.

Fondamentale, dunque, non sottovalutare i fattori di rischio, come spiega Alberto Briganti, Professore Ordinario di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele: «Proprio perché è così diffuso, il tumore alla prostata non deve essere sottovalutato. Sappiamo che ha un’incidenza maggiore nella fascia over 50, anche se viene considerato da molti come una malattia tipica della terza età. Circa due terzi dei tumori di questo tipo sono infatti diagnosticati in persone con più di 65 anni: un dato  significativo dato che stiamo assistendo ad un invecchiamento generale della popolazione e, quindi, alla sempre maggiore presenza di fattori di rischio. Conoscere i principali fattori di rischio, non solo l’età, ma anche la familiarità, la predisposizione genetica e i cosiddetti fattori ambientali, cioè quelli legati agli stili di vita come obesità, sedentarietà e fumo, è quindi fondamentale sia per una corretta prevenzione, sia per affrontare questa neoplasia tempestivamente, grazie al lavoro di team multidi- sciplinari e a trattamenti sempre più personalizzati».

Obiettivi condivisi anche da Europa Uomo, associazione per i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore della prostata, oggi in campo con Pfizer Italia per questa nuova iniziativa di informazione ai pazienti e di sensibilizzazione per tutta la popolazione maschile. «Per i pazienti con tumore della prostata, e per chi se ne prende cura, l’informazione è davvero la prima medicina – precisa Claudio Talmelli, Presidente Nazionale Europa Uomo –. La nostra Associazione rappresenta la principale rete di informazione su questa neoplasia in Italia e in Europa e, oltre a tutelare i diritti dei pazienti e a organizzare per loro attività di sostegno, promuoviamo iniziative di sensibilizzazione su preven- zione, diagnosi precoce e cure multidisciplinari proprio come “MEN’S PRO”. Grazie al coinvolgimento della Nazionale Italiana di Rugby, sport tradizionalmente legato alla salute uro-genitale maschile, vogliamo dimostrare che, anche con una diagnosi di tumore alla prostata, la partita è tutta da gio- care. E che pazienti e caregiver possono davvero contare sull’appoggio di una squadra forte in cui, proprio come nel rugby, ognuno ha il proprio ruolo in relazione agli altri e alla tattica da attuare».

 

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