Nuovo farmaco in Italia per il carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico

Il carcinoma uroteliale è la forma più comune di cancro della vescica. Si stima che in Europa 204.000 persone abbiano ricevuto una diagnosi di cancro uroteliale nel 2020 e oltre 67.000 persone siano decedute a seguito della malattia. 

Enfortumab vedotin, che rappresenta il primo anticorpo farmaco-coniugato autorizzato nell’UE per le persone con carcinoma uroteliale,  ha ricevuto l’approvazione anche da parte di AIFA per la rimborsabilità nel caso di  di pazienti adulti con carcinoma uroteliale (UC) localmente avanzato o metastatico che hanno precedentemente ricevuto una chemioterapia. 

Una buona notizia per questa categoria di pazienti, come dichiara Daniele Santini, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Sapienza Università di Roma e Direttore UOC Oncologia A, Policlinico Umberto I Sapienza Università di Roma: “Enfortumab vedotin è formato da un anticorpo che è diretto  contro un recettore di membrana espresso dalle  cellule maligne del carcinoma uroteliale; questo anticorpo ha la funzione di vettore in quanto  ad esso è legato un farmaco chemioterapico molto potente che,  se fosse somministrato senza l’anticorpo per via endovenosa, sarebbe altamente tossico; invece, grazie a enfortumab viene trasportato direttamente sulle cellule tumorali.  Enfortumab vedotin  rappresenta la seconda linea nel trattamento della neoplasia uroteliale dopo chemioterapia contenente platino, non progressione di malattia e mantenimento con immunoterapia; in altri casi enfortumab è la terza linea dopo chemioterapia a base di platino, progressione della malattia e seconda linea con immunoterapia. Molti i benefici e i vantaggi dimostrati per i pazienti”.

Il carcinoma uroteliale, che interessa in Italia circa 29.000 nuovi casi l’anno, di cui 1.460 sono i nuovi pazienti con tumore localmente avanzato o metastatico, prende origine dallo strato di cellule detto urotelio che riveste le pareti della vescica – spiega Patrizia Giannatempo, Oncologo Medico SS di Oncologia Genito-Urinaria, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano – Il tumore si definisce localmente avanzato quando interessa il tessuto uroteliale della vescica e/o dell’uretere/uretra e i linfonodi  locoregionali; se invece il carcinoma interessa altri organi viscerali extravescicali, come fegato, osso, polmoni, encefalo o linfonodi sovradiaframmatici, si definisce metastatico. Il carcinoma uroteliale ha un impatto molto importante sulla vita e sulla quotidianità dei pazienti, con una serie di problematiche quotidiane, quali l’incontinenza urinaria, un elevato rischio di infezioni, la modifica dell’immagine corporea”.

 

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