Earth Day 2023: 7 modi per mangiare pensando alla Terra 

In occasione della Giornata mondiale della Terra, che si celebra il 22 aprile, CiboCrudo svela come portare sapore a tavola, dalla colazione all’aperitivo, pensando alla salute del pianeta. ovvero, come portare il benessere dal piatto alle persone.

Il sistema alimentare globale, dalla produzione al consumo (e allo spreco) di cibo, produce un terzo di tutte le emissioni di gas serra. L’agricoltura e l’allevamento sono i principali responsabili del consumo di suolo, senza contare che i prodotti chimici utilizzati  inquinano laghi, corsi d’acqua e fiumi. L’Earth Day  è l’occasione per riflettere su come il nostro ruolo di consumatori abbia un’importanza fondamentale nella protezione del pianeta, CiboCrudo, il brand italiano di cibo plant-based e crudista, ha identificato 7 modi per mangiare pensando alla Terra.

 

Mangiare biologico (certificato)

Scegliere prodotti biologici certificati o alimenti coltivati in modo sostenibile, significa supportare metodi di produzione che fanno bene al pianeta. Nelle coltivazioni biologiche si promuove la varietà di piante inusuali, si utilizza la rotazione delle colture e si concima naturalmente evitando l’utilizzo di pesticidi e fitofarmaci: sostanze che hanno dimostrato nel tempo di avere effetti negativi sull’ambiente, sulle falde acquifere, sugli ecosistemi e persino sul nostro benessere. Un alimento bio è più ricco di fitocomposti protettivi per la salute come i polifenoli: sostanze benefiche che la pianta produce per difendersi dai parassiti se cresce senza l’aiuto dei fitofarmaci. Inoltre, i terreni coltivati nel rispetto dei disciplinari bio sono più ricchi e danno colture con un contenuto maggiore di vitamine e sali minerali. In ultimo, il gusto: la ricchezza di polifenoli dà agli alimenti un sapore più genuino e pieno.

Mangiare a colori

I diversi colori di frutta e verdura sono segni di un contenuto nutritivo vario, proprio ciò di cui il nostro corpo ha bisogno per prosperare. Questa biodiversità nutrizionale è anche la chiave per la salute del pianeta, che da troppo tempo fa i conti con un impoverimento delle coltivazioni e con un calo dellabiodisponibilità degli alimenti.

Sostenere i piccoli produttori

Il rispetto delle normative previste per il biologico non è garanzia automatica di sostenibilità e qualità dei prodotti, soprattutto in un momento in cui bio è trendy. È per questo che bisogna acquistare dai produttori giusti, che lavorino nel rispetto di tutti gli operatori della filiera e del prodotto finale.

Non sprecare

Gli italiani sprecano ogni anno oltre 65 chili di cibo a testa: frutta, verdura e cereali in una quantità che supera il dato medio europeo e che sottolinea il bisogno di essere più attenti in quello che compriamo ogni giorno. Quel che è peggio è che il cibo che finisce nelle discariche contribuisce alle emissioni di metano, un potente gas serra.

Pochi, ma buoni 

Gli alimenti con una lista di ingredienti a due cifre o con nomi che facciamo fatica persino a pronunciare sono cibi la cui produzione è anche ad alta intensità energetica. Biologico non è sempre sinonimo di sano: gli alimenti trattati, anche quando provenienti da agricoltura biologica, possono contenere conservanti, coloranti e altri additivi che vengono aggiunti per prolungare la loro durata, migliorarne l’aspetto o l’appetibilità. Inserire nella propria routine alimentare cibi crudi o comunque lavorati a basse temperature, essiccati naturalmente, lavorati artigianalmente e sempre privi di conservanti, zuccheri aggiunti, sale o aromi, rappresenta un’iniezione di benessere reale.

Cucinare!

Una delle grandi gioie del cibo vero è cucinare e mangiare con amici e familiari.

Plant-based è meglio

La produzione e la distribuzione industriale di carne e latticini richiedono alti consumi energetici, dai mangimi ai macelli, dalla lavorazione alla spedizione. Scegliere prodotti plant-based – riducendo il consumo di carne e latticini, anche un solo giorno a settimana – significa scegliere prodotti che contribuiscono meno alla deforestazione, al consumo di acqua ed energia e all’inquinamento. Significa sfruttare un minor quantitativo di risorse naturali, producendo meno gas serra.

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