Anno nuovo, fitness nuovo. CRESCONO LE ISCRIZIONI IN PALESTRA. Ma occorre verificare l’idoneità

Più di 6 italiani su 10 praticano attività fisico-sportiva nel tempo libero e nel 2023 è atteso un “ritorno di massa” in palestra, mentre i trend dell’home-gym e delle app per allenarsi a casa sono in diminuzione

Il wellness dunque, inteso come benessere a 360 gradi, se consideriamo l’attenzione sempre maggiore che gli italiani (e non solo) dedicano alla cura della propria salute psico-fisica, soprattutto dopo la pandemia, va alla grande.

E anche il  “gender-gap” tra uomini e donne che, pur ancora presente, si sta assottigliando – il 40% degli uomini contro il 30% delle donne, un divario sceso di quasi 30 punti percentuali tra il 2000 e il 2021. Tra le tendenze dell’anno appena iniziato c’è senz’altro anche il ritorno in palestra, con l’attività fisica che si ripropone come momento di socialità e divertimento, non più in solitaria per via delle restrizioni. Ma che si pratichi a casa, con l’aiuto di una app, in palestra o all’aria aperta, è sempre importante non trascurare l’aspetto dell’idoneità sportiva. Una semplice visita di controllo può infatti servire a indirizzarci verso l’attività più adatta e prevenire possibili infortuni: lo confermano gli specialisti in medicina e diagnostica cardiovascolare, la Dottoressa Pamela Gatto e il Dottor Angelo La Leggia. Ecco come orientarsi tra certificati medici obbligatori, visite di controllo ed esami da svolgere prima di (ri)mettersi in moto.

Al di là dell’agonismo, per cui è chiaramente necessario (e obbligatorio) ottenere un certificato medico che attesti l’idoneità dell’atleta, esistono altre due categorie di attività fisica identificate dall’attuale normativa del Governo: si tratta dell’attività “non-agonistica” e di quella “ludico-amatoriale”.

Spesso si crea grande confusione tra queste due tipologie ma la differenza riguarda principalmente i soggetti che la praticano: gli alunni che praticano un’attività sportiva parascolastica, organizzata dalle scuole in orario extra-curriculare, e tutti coloro che svolgono attività organizzate dal CONI o da società sportive affiliate, rientrano nella categoria dell’attività non-agonistica, e per loro il certificato medico annuale è obbligatorio” – spiegano la Dr.ssa Gatto e il Dr. La Leggia.

Chi decide di iscriversi in palestra rientra invece nella categoria delle attività ludico-amatoriali, per cui non è necessario, a livello normativo, il certificato medico. Tuttavia, quasi sempre le palestre lo richiedono comunque ai propri iscritti per ragioni assicurative. Anche in questo caso, il certificato può essere richiesto al proprio medico di medicina generale, al pediatra o a un medico dello sport. Pur non essendo necessario alcun certificato per svolgere regolarmente le ore curricolari di educazione fisica a scuola o per chi pratica un’attività fisica liberamente, senza iscriversi in palestra, è sempre buona norma mettere al corrente il proprio medico di quanto e cosa si fa e chiedere eventualmente consiglio per identificare l’attività più adatta alle esigenze specifiche di ciascuno, anche in un’ottica di prevenzione”.

Per coloro che praticano attività fisica a livello ludico-amatoriale, quando la palestra presso cui si è iscritti lo richiede, gli esami inclusi nella visita e la validità del certificato variano a seconda dell’età e di alcuni fattori di rischio.

“Gli uomini fino a 55 anni e le donne fino ai 65, senza evidenti patologie, possono prenotare una visita per il rilascio del certificato da un qualunque medico (di base/pediatra) e il certificato prodotto avrà valenza biennale” – chiariscono Gatto e La Leggia, che proseguono – “L’elettrocardiogramma per chi rientra in questa categoria non è obbligatorio, e starà al medico valutarne la necessità in base alla presenza o meno di specifici fattori di rischio, come familiarità con malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete e patologie glicemiche, oltre al fumo e all’obesità. In questi casi il medico prescriverà un elettrocardiogramma a riposo ed eventualmente altri esami necessari, secondo il giudizio clinico”.

Diverso il caso di coloro che praticano attività non-agonistiche (attività sportive extracurricolari organizzate dalle scuole o tesserati CONI): in questo caso, durante la visita, oltre al rilevamento della pressione arteriosa è previsto obbligatoriamente un ECG a riposo.

Mentre l’ECG a riposo serve a valutare la funzione cardiaca in condizioni normali, l’Elettrocardiogramma da sforzo permette di osservare il comportamento cardiaco durante l’attività fisica. Come per l’ECG a riposo, vengono posizionati elettrodi sul torace, sulle braccia e sulle gambe ma al paziente verrà richiesto di effettuare uno sforzo fisico di durata variabile, comunque non sopra i 20 minuti.

Spesso i pazienti pensano di dover affrontare una prova fisica particolarmente difficile: in realtà si tratta semplicemente di pedalare su una cyclette oppure correre su un tapis roulant. Occorre quindi presentarsi con abbigliamento comodo e non aver mangiato, fumato o assunto alcol nelle ore precedenti”. Per quanto riguarda i certificati medici, l’ECG sotto sforzo è obbligatorio solo per chi pratica attività sportiva a livello agonistico. “Tuttavia, trattandosi di un esame utile a rilevare aritmie, ipertensione arteriosa, angina pectoris, può essere in alcuni casi ritenuto necessario dal medico anche per il rilascio di un certificato per attività non-agonistica o ludico-amatoriale, qualora si sospettino possibili patologie cardiovascolari” – ricordano i due esperti.

Il rilascio del certificato medico così come le visite di controllo e prevenzione o le visite specialistiche sono tutte occasioni nelle quali è necessario rivolgersi ad un professionista sanitario ma può capitare che trovare posto risulti complicato.

 

 

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