ViviSmart”: per uno stile di vita più sano in famiglia

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Si chiama aBCD, ed è il progetto pilota che ha unito  Barilla, Coop Italia, Danone, Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop e Fondazione Istituto Danone, con l’obiettivo di riavvicinare le famiglie al modello alimentare mediterraneo e ai corretti stili di vita.

Nato con l’obiettivo di riavvicinare la popolazione italiana alle buone abitudini della dieta mediterranea attraverso una serie di iniziative, il progetto ha coinvolto simultaneamente 4 città, 16 scuole, 80 insegnanti, 1.525 bambini e famiglie, 16 punti vendita e medici di medicina generale nell’arco di tempo tra settembre 2017 e maggio 2018.

 

Dalla ricerca sviluppata dall’Università LUMSA (insieme alle università di Napoli Parthenope e Roma Tre)  è emersa una maggiore consapevolezza delle famiglie sulle più corrette abitudini alimentari e uno stile di vita più sano insieme a un incremento delle competenze dei bambini su cosa e quanto mangiare e sull’importanza dell’attività fisica.

A seguito dell’intervento di ViviSmart l’11% dei bambini ha detto di bere più acqua e più volte durante la giornata così come si è riscontrato l’aumento del 6% dei bambini che mangiano frutta e del 13%di quelli che mangiano verdure. Contemporaneamente si è verificato un aumento della consapevolezza sul consumo di cereali e latte e suoi derivati, alimenti che si trovano allo stesso livello della piramide alimentare: nello specifico il 75% dei bambini dichiara di bere latte durante la giornata e l’80% di mangiare latticini, mentre 8 bambini su 10 dicono di non mangiare yogurt evidenziando come questo alimento non rientri nella dieta degli scolari.

In generale, a seguito della partecipazione alla campagna educativa gli scolari hanno iniziato a sostituire le merendine con più frutta e verdura e si dimostrano più disponibili a provare cibi nuovi. La stessa considerazione vale per il movimento: sono molti di più i bambini che decidono di dedicare più tempo all’attività fisica facendo sport per quasi 4 volte alla settimana, riducendo le ore passate davanti alla tv o giocando ai videogame, questo significa che la campagna ha prodotto effetti positivi riducendo la sedentarietà dei bambini.

 

Il dato relativo al cambiamento nelle abitudini alimentari dei bambini è confermato non solo dagli insegnanti coinvolti nella campagna, di cui 36 su 52 hanno affermato di aver osservato modifiche sostanziali nelle abitudini alimentari dei propri alunni, ma anche e soprattutto dai genitori che indirettamente sono stati influenzati dai propri figli a modificare le tendenze alimentari della famiglia: si può parlare in questo caso di “effetto alone” della campagna che ha raggiunto in maniera trasversale l’intero nucleo famigliare. Infatti, tra i genitori intervistati il 50% afferma che i bambini hanno chiesto di comprare cibi diversi rispetto a prima e il 55% dichiara che, dopo aver parlato della campagna con i propri figli, ha cominciato a modificare le abitudini alimentari di tutta la famiglia.

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“I risultati della ricerca  hanno evidenziato come, grazie all’intervento di aBCD con il progetto ViviSmart sia aumentato il numero di bambini che dichiarano di nutrirsi correttamente e di fare più movimento. Dati corroborati dai risultati raccolti attraverso le indagini fatte su genitori e insegnanti che confermano, i primi di ricevere richieste differenti in tema di alimentazione e i secondi di aver osservato una sostituzione delle merendine con cibi più salutari. L’incremento delle competenze dei bambini sull’alimentazione, – commenta Costanza Nosi, Professore Associato di Economia e Gestione delle Imprese, Dipartimento di Scienze Umane, Università LUMSAha prodotto un effetto che potremmo definire “alone”, modificando in positivo i comportamenti di tutta la famiglia. La combinazione, nel programma educativo, di attività didattiche alternate ad attività ludiche ed esperienziali, ha ottenuto un elevatissimo apprezzamento dalla quasi totalità dei partecipanti”.

 

Parallelamente è partito anche il Progetto Pilota con la Società Italiana di Medicina Generale(S.I.M.G.) che coinvolge medici e famiglie con l’obiettivo di aumentare le conoscenze in tema di dieta equilibrata. Il modello di intervento, scientificamente validato da un panel qualificato di nutrizionisti e pediatri, coinvolge 20 medici di medicina generale e più di 100 famiglie in un percorso interattivo di educazione sanitaria che prevede attività di counseling da parte dei medici, regolari misurazioni dei parametri fisici e una serie di incontri nel corso del periodo di osservazione con lo scopo di verificare l’effettiva modifica delle abitudini alimentari e degli stili di vita dei partecipanti.

 

“ Cinque medici di medicina generale per ciascuna città – Milano, Parma, Firenze e Bari- hanno coinvolto un gruppo di 5 famiglie con almeno un bambino di età compresa tra i 6 e i 10 anni e con problemi di sovrappeso in almeno uno dei suoi componenti in un percorso educazionale della durata di un anno circa. Il metodo utilizzato per il progetto SIMG, – spiega la Dott.ssa Cristina Rossi, MMG collaboratore area nazionale SIMG prevenzione ed educazione alla salute parte dai genitori per arrivare a educare i bambini al modello della dieta mediterranea, in quanto si è osservato come lo stile genitoriale influenzi le abitudini alimentari dei propri figli. Nello specifico, con questo metodo educazionale si vuole spiegare alle famiglie come valutare i propri consumi alimentari fornendo gli strumenti necessari per individuare le criticità da affrontare e gli alimenti da sostituire, incrementare o da ridurre e nella propria dieta perché questa si avvicini al modello mediterraneo più equilibrato”.

Intanto, si sta già preparando la continuazione della fase pilota: il progetto ViviSmart per il 2019 che prevede ancora di più il coinvolgimento di scuole e punti vendita cercando di proporre attività per aumentare ulteriormente le conoscenze di bambini e famiglie sulle abitudini alimentari più corrette, anche con il supporto di social network e del web.

 

 

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