Vaccinazioni: una “task force” per proteggere gli anziani

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Quasi un italiano su 4 ha più di 65 anni (più di 13,5 milioni su un totale di 60,5 milioni, vale a dire il 22,3% della popolazione) : cresce l’aspettativa di vita ma circa la metà degli over 65 convive  con più di una patologia cronica. Gli over 65 di oggi non si sentono “anziani”, ma a minacciare la loro salute e qualità di vita vi è anche la “triade infernale” di malattie infettive prevenibili:  influenza, polmonite pneumococcica e Herpes Zoster.

 

Da quest’anno, oltre alla vaccinazione antinfluenzale per gli over 65, il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-19 prevede in gratuità anche i vaccini anti pneumococcici e il vaccino contro l’Herpes Zoster  per i nati nel 1952, che quest’anno hanno 65 anni, e per i portatori di alcune patologie croniche  che hanno più di 50 anni. Vaccinare gli adulti è un investimento per il Servizio sanitario nazionale  e può contribuire a tenere a lungo in salute gli “anziani vitali”  di oggi, evitando il passaggio nell’area della non-autosufficienza.

Le vaccinazioni degli adulti contro la “triade infernale” sono un fattore strategico per garantire l’invecchiamento in salute e anche la sostenibilità dei sistemi socio-sanitari alla luce dell’impatto economico di queste malattie.

L’influenza colpisce ogni anno in Italia circa 4 milioni di persone con picchi di 8 milioni negli anni di maggiore virulenza. Oltre 8.000 i decessi annui, dei quali circa l’80-90% per cento è rappresentato da anziani. Il costo complessivo della patologia è stimato in circa 3,5-4 miliardi di euro l’anno.
Le malattie pneumococciche sono causate dalle infezioni originate dal batterio Streptococcus pneumoniae (pneumococco) di cui sono conosciuti oltre 90 sierotipi. Possono essere di tipo non invasivo – polmonite, congiuntivite, otite media, sinusite – o presentarsi in forme invasive particolarmente severe, come meningiti, setticemie e polmoniti batteriemiche. Colpiscono soprattutto i bambini con meno di 4 anni e le persone over 65 e determinano ogni anno nel mondo circa 1.600.000 decessi, con percentuali di mortalità superiori al 30% tra le persone ricoverate in terapia intensiva.
L’Herpes Zoster o Fuoco di Sant’Antonio è una malattia dolorosa che colpisce il nervo sensitivo e la cute circostante, manifestandosi in due casi su tre dopo i 50 anni. La sua complicanza più frequente è un dolore neuropatico prolungato e di intensità severa. In Italia si registrano 157.000 nuovi casi ogni anno di Herpes Zoster (quasi 18 casi ogni ora) pari a un’incidenza di 6,3 per 1.000 persone/anno e circa il 20% sviluppa una nevralgia post-erpetica.
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 fissa al 75% l’obiettivo di copertura per la vaccinazione antinfluenzale, raccomandata per gli over 65, le persone con malattie croniche e le donne in gravidanza.
Per quanto riguarda le malattie da Pneumococco, il PNPV definisce la più ampia protezione possibile per l’adulto 65enne a partire dalla coorte del 1952, con una schedula sequenziale che prevede l’utilizzo dapprima di un vaccino 13-valente e a seguire del vaccino 23-valente. L’obiettivo è di raggiungere una copertura del 55% nel 2018 e del 75% nel 2019. La terza vaccinazione rilevante per il soggetto anziano, quella contro l’Herpes Zoster, viene somministrata in un’unica dose, offerta in forma gratuita ai 65enni con l’obiettivo di raggiungere la copertura del 20% nel 2018 e del 50% nel 2020.
«Per il raggiungimento degli obiettivi di copertura è determinante il coinvolgimento dei medici di famiglia. Il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale promuove una più moderna concezione della prevenzione che ha come cardini l’idea di prevenzione per l’intero arco della vita, un’aumentata offerta vaccinale, un’equa accessibilità in tutte le Regioni italiane», afferma Tommasa Maio, Medico di Medicina Generale, Responsabile Area Vaccini FIMMG. «Per la piena riuscita del Piano – aggiunge – occorre però accompagnare il cittadino/paziente in un percorso di consapevolezza che lo porti alla scelta di vaccinarsi: i 46.000 medici di medicina generale sono in grado di creare un piano di prevenzione personalizzato con le vaccinazioni più appropriate per ciascun soggetto, tanto per i candidati ideali alla vaccinazione che per quelli che presentano controindicazioni relative o assolute».
“Vaccinare a ogni età” non è solo la più efficace strategia di prevenzione ma anche una forma di investimento dal punto di vista economico. Infatti, 1 euro speso in generale per le vaccinazioni può liberare fino a 24 euro re-investibili in assistenza clinica per chi si ammala. La copertura del 75% del vaccino antinfluenzale nei Paesi dell’Unione europea eviterebbe 72,6 milioni di euro di costi diretti e 112 milioni di euro di costi indiretti. In un recente studio presentato al congresso della SIHTA (Società Italia di Health Technology Assessment) è stato valutato anche l’impatto fiscale di influenza, malattia pneumococcica e dell’Herpes Zoster.

 

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