#SOSTENGO PREMIA “BABY PIT STOPPERS”: UN’APP A PORTATA DI MAMMA 

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Si è conclusa l’iniziativa dedicata a “#sostenGO – Donne e imprenditorialità” presso l’Auditorium IULM di Milano iniziativa, partita lo scorso febbraio con la caccia al progetto femminile più innovativo, promossa dal Laboratorio Farmaceutico SIT, azienda che ogni giorno sostiene le gambe delle donne con Centellase Vital gambe  supportandole nei loro impegni quotidiani.

Sono state oltre 50 le proposte pervenute alla giuria in diversi ambiti dell’universo femminile: dall’innovazione tecnologica alle attività turistiche, dagli eventi alle imprese d’artigianato, dalla moda a molte altre, ma ad aggiudicarsi il contributo di 15.000€ e’ stato “Baby Pit Stoppers”, il progetto vincente di Valeria Miccolis, Serena Miccolis e Maria Dalla Rizza, app che consente a ogni neo-mamma di trovare nelle proprie vicinanze un luogo “friendly” (un esercizio commerciale) che permetta loro di fare una comoda coccola al proprio figlio, allattarlo, cambiargli il pannolino o semplicemente riscaldargli la pappa.

Dall’app “Baby Pit Stoppers” passando per una serie di startupper in rosa, si percepisce l’aumento esponenziale del numero di donne imprenditrici pari a 1,3 milioni in Italia (fonte Indagine Doxa 2016), dato in costante crescita. A conferma di questo fenomeno la mattinata  il coinvolgimento di tre esponenti dell’universo imprenditoriale femminile: Giulia Calefato, Founder di Fitisbeauty.com; Valentina Falcinelli, Founder di Pennamontata; e Vera Gheno, Docente dell’Università di Firenze e gestrice del profilo Twitter dell’Accademia della Crusca, ciò che è emerso con chiarezza dal dibattito è la volontà di ogni donna di sentirsi realizzata e, al giorno d’oggi, questo deve avvenire anche nel campo lavorativo. Ospite d’onore della mattinata Tess Masazza, blogger e web star della serie “Insopportabilmente donna”, che ha condiviso con il pubblico partecipante la propria esperienza e il suo parere riguardo il progetto Womeneconomics, teoria secondo cui una maggior integrazione tra le donne nell’economia non crea solo equità, ma anche efficienza.

 

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