Sigaretta addio. E la salute ringrazia!

Professor Francesco Blasi
Professor Francesco Blasi

No smoking, be happy! Da quasi dieci anni questo e’ lo slogan della Fondazione Veronesi per la lotta contro il fumo, che periodicamente propone attivita’ di sensibilizzazione per sensibilizzare tutti i fumatori a smettere e ai giovani di non cominciare mai. Tra queste, ci sono i programmi educazionali nelle scuole e le campagne di comunicazione, che hanno l’obiettivo di informare non solo sui danni provocati dal fumo, ma anche sui benefici del non fumare.

Nonostante questo, sembra che il problema sia lontano dall’essere risolto. In Italia, infatti, ci sono 11 milioni di fumatori, una cifra che corrisponde al 21% della popolazione. Gli uomini sono 6,3 milioni, le donne 4,6 milioni. Tra questi, la percentuale di giovani e giovanissimi (il 24% del totale) e’ davvero preoccupante.

E il fumo purtroppo continua a mietere vittime. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno nel mondo 6 milioni di persone muoiono per malattie legate al fumo. Gli italiani sono fra i 73.000 e gli 80.000.

Perche’ dunque si continua a fumare? Ne abbiamo parlato con il professor Francesco Blasi, professore ordinario di malattie Respiratorie presso il Dipartimento di Fisiopatologia medico-chirurgica e trapianti dell’Universita’ degli Studi di Milano.

“Quando accendiamo una sigaretta, il corpo viene stimolato dalla nicotina, provocando una sensazione che procura piacere immediato, ma gravissimi danni nel tempo – spiega Blasi. – Si innesca, quindi, il meccanismo delle dipendenza, dal quale e’ difficilissimo uscire. Per questo motivo e’ bene insistere, soprattutto con campagne educative che partono dalle scuole elementari, con il messaggio che fumare fa male perché le sostanze che si liberano dalla combustione del tabacco e della carta sono tossiche e cancerogene”.

Il fumo ha gravissime ripercussioni sull’ apparato broncopolmonare “La BPCO, rappresenta, da sola, l’80% dei danni causati dal fumo, che svolge un’azione irritata costante sui bronchi. Ma non vanno dimenticati l’asma, il tumore ai polmoni, l’enfisema- puntualizza Blasi – La BPCO, nota anche come broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una malattia dei bronchi e dei polmoni che provoca una parziale ostruzione delle vie aeree, ossia una riduzione persistente del flusso d’aria all’interno dei bronchi e dei polmoni, determinando un’aggressione cronica alla funzionalità respiratoria. L’asma, invece, e’ un’infiammazione cronica delle vie aeree, in particolare dei bronchi, che genera un’ipersensibilità a una serie di stimoli che porta, a sua volta, all’ostruzione temporanea dei bronchi e difficoltà di respiro.Il sintomo principale è la difficoltà respiratoria (dispnea), con respiro sibilante”.

Individuare tempestivamente queste patologie, che sono croniche e progressive, permette quindi di intervenire tempestivamente con terapie efficaci che contribuiscono a mantenere una buona qualita’ di vita dei pazienti.

Primo passo per valutare la funzionalita’ polmonare e’ la spirometria, che rappresenta un valido punto di partenza per l’identificazione delle malattie legate al fumo – aggiunge Blasi. La spirometria ci dice come funziona il nostro apparato respiratorio, e permette di misurare quanta aria contengono i polmoni e come questa aria si muove attraverso i nostri bronchi; in pratica, valuta se i nostri bronchi sono aperti o chiusi da malattie ostruttive, quali l’asma bronchiale e la BPCO”.
E proprio per sensibilizzare i cittadini, in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco (31 maggio), grazie al sostegno di Novartis, in piazza della Scala a Milano e’ stato possibile consentire a tutti coloro che hanno voluto “misurare” il proprio respiro di eseguire gratuitamente una spirometria.

Per smettere di fumare spesso c’e’ bisogno di aiuto. Qual e’ il ruolo dei centri antifumo nella prevenzione della lotta al tabagismo? “ Questi centri sono fondamentali perche’ indirizzano i fumatori attraverso diversi percorsi che li portano a sospendere la sigaretta – conclude Blasi -. Sono percorsi personalizzati, adattati ai bisogni e alle specifiche esigenze del singolo individuo. La base per costruire il percorso di interruzione è la comprensione delle motivazioni che sorreggono il comportamento di fumo, le paure e le problematicità legate all’interruzione. I migliori programmi combinano differenti approcci (supporto psicologico e terapia farmacologica)”.

* L’elenco dei centri antifumo si puo’ scaricare da questo link, attivato dall’Istituto Superiore di Sanita’: http://www.iss.it/fumo/index.php?lang=1&tipo=20

* Tutte le informazioni sul fumo si possono trovare nel nuovo Manuale della Fondazione Umberto Veronesi “Fumo. Domande e risposte per comprendere e scegliere”, scaricabile gratuitamente dal sito www.fondazioneveronesi.it (area download).