“SCUOLA APERTA” – Insegnanti a misura di bimbo diabetico

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Il diabete è una delle malattie cronico-degenerative più diffuse in Italia. E, nelle sue diverse tipologie, ha un’incidenza del 6,2% (più del doppio di 30 anni fa), pari a 3,6 milioni di persone. Il trend, inoltre, è in costante aumento. In particolare, della popolazione affetta da Diabete Mellito di Tipo 1 si stima che circa 20mila siano bambini e adolescenti e che questa sia la più frequente forma di diabete per quanto riguarda l’infanzia (pari circa all’88-90% della casistica).

Per questo motivo sono particolarmente interessanti i risultati del percorso formativo ‘SCUOLA APERTA realizzato da ADG Genova (Associazione Diabete Giovanile) in collaborazione con il Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica dell’Istituto “Giannina Gaslini” e con il supporto di Roche Diabetes Care Italia. Il percorso formativo e informativo del personale scolastico che presta servizio presso gli istituti di scuola materna, elementare e media inferiore, è partito dalla Regione Liguria, prima in Italia a cimentarsi in questa esperienza. Hanno partecipato ai corsi il personale scolastico di scuole frequentate da bambini e ragazzi affetti da diabete mellito tipo 1 non autonomi nella gestione della patologia. “Abbiamo sentito l’esigenza di supportare il progetto ‘SCUOLA APERTA’ perché il diabete coinvolge non solo il piccolo paziente che ne è affetto, ma l’intera famiglia, e sostenere i piccoli pazienti anche nel contesto scolastico è fondamentale se vogliamo realmente supportare queste famiglie”, spiega Massimo Balestri, General Manager di Roche Diabetes Care Italia.

I bambini trascorrono a scuola gran parte della loro giornata, perciò è indispensabile che il personale scolastico sia consapevole della presenza di piccoli affetti da diabete nelle proprie classi e di cosa rappresenta per loro la malattia nel quotidiano. Il pediatra diabetologo può dare grande supporto alla comprensione e conoscenza della malattia. “Abbiamo constatato che l’interazione fra il team diabetologico pediatrico e la scuola assume un ruolo di cruciale rilevanza nella gestione del diabete nel bambino”, afferma il Dottor Nicola Minuto, Pediatra Istituto G. Gaslini di Genova. “Il percorso formativo ‘SCUOLA APERTA’ coordinato dal Centro Regionale di diabetologia Pediatrica del Gaslini, è nato in primis da un bisogno insoddisfatto di formazione da parte degli stessi insegnanti. In 5 anni, il progetto ‘SCUOLA APERTA’ ha formato più di 2000 operatori scolastici dei vari livelli in Regione Liguria”. “La formazione che stiamo portando avanti trasmette al personale scolastico le conoscenze necessarie per affrontare gli eventuali episodi critici legati alla patologia, attraverso il riconoscimento e la risoluzione dei sintomi tipici dell’ipoglicemia”, afferma la Dottoressa Clara Rebora Infermiera dell’Istituto G. Gaslini di Genova. “La dimostrazione pratica sulla misurazione della glicemia e sulla somministrazione del glucagone (ormone che permette il controllo dei livelli di glucosio nel sangue), con la partecipazione attiva degli insegnanti, garantisce il raggiungimento di un’adeguata gestione del bambino con diabete in ambiente scolastico”.

La patologia impone una riorganizzazione pratica della gestione familiare con continue e pesanti interferenze nella vita emotiva del bambino. L’Associazione Diabete Giovanile sostiene il paziente e la famiglia che si trovano ad affrontare nella quotidianità la malattia e ogni evento traumatico costituito dalle sue manifestazioni. “ADG è in prima linea nel rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie favorendo la conoscenza del diabete all’interno del mondo scolastico attraverso una stretta collaborazione con il team medico”, afferma Giuseppe Boriello Presidente di ADG Genova. “Noi consideriamo di fondamentale importanza una comunicazione semplice che agevoli il soggiorno a scuola e il sostegno reciproco tra scuola, famiglia e comunità medica. Con ‘SCUOLA APERTA’ assicuriamo al bambino una positiva collocazione all’interno della comunità sociale con cui entra in contatto, la prima tra esse è la scuola”.

La patologia diabetica può avere delle manifestazioni inaspettate di fronte alle quali solo chi è debitamente formato riesce a intervenire in maniera tempestiva. “Come mamma di un bambino diabetico, vorrei portare la mia testimonianza sull’importanza di progetti come ‘SCUOLA APERTA’, che da alcuni anni formano il personale docente e scolastico in Liguria”, sostiene Giusy Alba, insegnante e mamma di un bambino diabetico. “Personalmente mi sento una privilegiata poiché grazie  alla formazione ricevuta, in qualità di docente, dal Team del Gaslini, mi è stato possibile riconoscere i caratteristici sintomi dell’esordio di diabete in mio figlio e intervenire rapidamente per evitare conseguenze assai più gravi. Ho realizzato quanto sia necessaria la sensibilizzazione delle famiglie e non solo, riguardo l’importanza di una diagnosi precoce”.

ADG – Associazione Diabete Giovanile Genova – È nata nel 1978 dalla volontà di un gruppo di genitori di bambini diabetici e ha come punto di riferimento il Centro di diabetologia pediatrica dell’Istituto Gaslini di Genova. Offre supporto psicologico alle famiglie e si preoccupa di mantenere vivo il contatto fra queste, il centro sanitario e l’associazione stessa. Promuove inoltre la partecipazione dei giovani diabetici alle iniziative associative per sollecitarne la responsabilizzazione e il coinvolgimento attivo. Oltre a una sensibile attività a scopo informativo, divulgativo e di aggiornamento attraverso diversi incontri e conferenze annuali, l’associazione organizza campi-scuola e varie attività mirate all’approfondimento e all’autocontrollo. Appuntamento fisso è un incontro mensile che affronta i vari temi proposti dai presenti e si svolge ogni primo martedì del mese presso la sede a partire dalle ore 21.00. Dal 2001 l’associazione organizza ogni anno una settimana nella natura collegata a una scuola di vela, con il supporto di personale specializzato. Scopo di questa iniziativa e altre simili è di innalzare la qualità della vita del giovane diabetico, mostrando che l’autocontrollo è possibile anche al di fuori della routine quotidiana, in eventi che di per sé sottopongono a sollecitazioni fisiche ed emotive, pur essendo assolutamente gestibili.

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