QVC Italia finanzia 5 borse di ricerca contro i tumori femminili

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C’è uno shopping che fa bene al cuore e alla ricerca scientifica. È quello che tantissime persone hanno fatto su QVC Italia in occasione di Shopping4Good, l’iniziativa con cui lo scorso ottobre il retailer multimediale dedicato allo shopping e all’intrattenimento ha sostenuto la battaglia contro i tumori femminili. Anche nel 2018, infatti, QVC ha confermato per l’ottavo anno consecutivo il suo aiuto alla ricerca scientifica d’eccellenza, sostenendo il progetto Pink is Good di Fondazione Umberto Veronesi con una vendita benefica di prodotti rosa – il colore simbolo della lotta ai tumori femminili.

Immagine 1Ora quanto raccolto diventa un aiuto concreto. Giovedì 21 marzo, durante la cerimonia di consegna delle borse di ricerca di Fondazione Umberto Veronesi, Giovanni Monopoli, CFO di QVC Italia, ha consegnato a Fondazione un assegno di 140mila euro: il 40% in più rispetto alla donazione dello scorso anno. Una cifra importante che QVC ha raccolto grazie alla sua grande community e all’impegno dei brand, che in tutte le categorie merceologiche hanno donato prodotti rosa per sostenere questa iniziativa. 

A beneficiare delle donazioni saranno 5 ricercatrici donne che si sono distinte per progetti di cure innovative dei tumori al seno, all’utero e all’ovaio: l’intero ricavato delle vendite dei prodotti aderenti al progetto Pink is Good servirà a finanziare le loro borse di ricerca. Si tratta di Silvia Calusi, il cui progetto punta ad automatizzare il processo di pianificazione del trattamento radioterapico del tumore al seno; Francesca Citron (vincitrice di un travel grant di sei mesi all’estero), che porta avanti uno studio per l’identificazione dei geni coinvolti nella farmaco-resistenza nel tumore ovarico; Nicoletta Cordani, impegnata a valutare la risposta alla terapia dei tumori al seno metastatici attraverso le sostanze presenti nel respiro; Marta Giussani, il cui scopo è definire il ruolo della proteina CDCP1 per migliorare l’immunoterapia in donne con tumore al seno triplo negativo; e Paola Todeschini, che studia il ruolo di un microrna nella chemioresistenza in caso di carcinoma ovarici.

Progetti importanti che contribuiscono ad alimentare la speranza. I risultati ottenuti fino a oggi dalla ricerca scientifica sono infatti incoraggianti e dimostrano come la diagnosi anticipata e le nuove terapie possano salvare moltissime donne.

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