PIPí A LETTO, UN DISTURBO ANCORA “SOMMERSO”

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Ne soffrono 10-20 bambini su 100 all’età di 5 anni e 5-10 su 100 all’età di 10 anni, ma anche 3 giovani su 100 nella fascia di età tra i 15 e i 20 anni Gran parte di questi ultimi, a suo tempo, non furono presi in carico dai pediatri quando l’insorgenza di questo disturbo avrebbe potuto essere contrastata più efficacemente. Questi i dati preoccupanti emersi nel corso della conferenza stampa sul tema “Enuresi notturna nel bambino e l’importanza di contrastarla”, tenutasi oggi al Senato su iniziativa della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) e in collaborazione con l’Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la Salute e la Prevenzione.

«L’enuresi è un disturbo ancora non adeguatamente compreso e riconosciuto – ha dichiarato il Dott. Giuseppe Di Mauro, presidente della SIPPS, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale– e nonostante una diffusione elevata, è sottostimato e sottotrattato, se si pensa che due bambini su tre non vengono correttamente diagnosticati e di conseguenza curati. Insieme al ruolo di vigilanza delle famiglie centrale resta quello del pediatra che già dopo il compimento del quinto anno d’età, senza lasciar passare troppo tempo, alla prima occasione di una visita o di un bilancio di salute, con poche e semplici domande, potrebbe e dovrebbe verificare se il bambino bagna il letto e quindi fosse bisognoso di adeguati interventi».

«Un altro dato preoccupante – ha aggiunto la Prof.ssa Maria Laura Chiozza, urologa pediatra del Dipartimento di Pediatria all’Università degli Studi di Padova – è quello secondo il quale, da studi recenti, risulta che il 60 per cento dei bambini con enuresi non viene sottoposto a visita pediatrica, il che significa che oltre 700 mila non sono presi in carico per il loro problema». Un fatto grave se si pensa che contrastare il disturbo precocemente non solo consentirebbe di superare il disagio e l’imbarazzo che colpisce chi ne soffre, ma potrebbe evitare la successiva insorgenza di altre complicanze che, come conseguenza, possono manifestarsi in età adulta.

«In questo senso un’alleanza tra genitori, pediatri e mondo della scuola può essere determinante – ha dichiarato la Senatrice Laura Bianconi, membro della commissione Igiene e Sanità del Senato – per creare iniziative di sensibilizzazione e informazione che consentano di identificare precocemente l’insorgenza del disturbo e di predisporre le difese adeguate, oggi certamente più efficaci che in passato. Una direzione, questa, verso la quale le istituzioni e il Parlamento è giusto si attivino per stimolare simili convergenze e per rendere sempre più agevoli le interazioni tra sanità, mondo della scuola e istanze sociosanitarie».
«Nuove conoscenze e nuove terapie ci permettono di offrire una risposta importante ed efficace alla richiesta di aiuto per uscire dall’enuresi – ha sottolineato la Professoressa Maria Laura Chiozza – Parlarne al proprio pediatra è importante per garantire una crescita serena ai propri figli e un futuro di continenza urinaria di cui saranno certamente grati ai propri genitori».

 

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