PASQUA AL GIARDINO DI NINFA – CISTERNA DI LATINA (LT)

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Da aprile ad ottobre riprendono le visite guidate all’oasi realizzata dalla famiglia Caetani sulle rovine della città medievale. A disposizione dei visitatori soltanto alcuni giorni dell’anno al fine di preservare il delicato equilibrio ambientale; in queste giornate l’ingresso è regolato da visite guidate, senza prenotazione, con partenza ogni dieci minuti.

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TRA BETULLE, CILIEGI E PIANTE TROPICALI – All’interno del giardino di Ninfa crescono ben diciannove varietà di magnolia decidua, betulle, iris acquatici e una sensazionale varietà di aceri giapponesi ma anche di ciliegi che in primavera, fiorendo, danno il meglio di se. In totale potrete ammirare la bellezza di ben 1300 specie di alberi tra cui: viburno, agrifogli, cornioli, meli ornamentali, clematidi e tanti altri ancora. Ma molte sono anche le varietà di rose che bordano il fiume e i ruscelli, si arrampicano sugli alberi e sulle rovine come la Complicata, la Penelope e la Ballerina.
Inoltre il clima molto mite di Ninfa permette anche la coltivazione di piante tropicali come l’avocado e i banani. Infine ci sono anche numerosi arbusti piantati non solo per la loro bellezza ma anche perché rappresentano l’habitat perfetto per l’avifauna di cui si contano oltre cento specie.

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l giardino, della grandezza di otto ettari, è un giardino all’inglese che ospita al suo interno oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi ruscelli d’irrigazioni oltre che dal fiume Ninfa: il fiume prende origine dall’omonimo laghetto di natura risorgiva e scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 chilometri nell’agro pontino nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra Terracina ed il Circeo; a partire dagli anni ’30 le acque risorgive sono state tuttavia deviate, poco a sud del giardino, nel corso del Collettore delle Acque Medie, separandole quindi dal corso del Ninfa/Sisto. Nelle acque dell’alto corso del Ninfa vive la Trota macrostigma, localmente conosciuta anche con il nome di Trota di Ninfa
Nei pressi della chiesa di San Giovanni è possibile osservare un noce americano, diversi meli ornamentali, un acero giapponese a foglia rosa, un faggio rosso, un acero a foglie bianche e un pino a foglie di color argento[7]. Alla spalle della chiesa di Santa Maria Maggiore una bignonia gialla, un gruppo di yucca e diversi roseti, mentre presso la facciata principale si trova un cotinus coggygria, chiamato anche albero della nebbia, con delle infiorescenze a piumino rosa, simili a zucchero filato ed un cedro sul cui tronco è poggiata una tillandsia, pianta senza radici che ricava il nutrimento dall’umidità dell’aria. Lungo il viale dei cipressi delle erythrina crista-galli, fiori di colore scarlatto simili ad uccelli tropicali, mentre lungo il viale delle lavande dei ciliegi penduli, un pino dell’Himalaya, dei banani, un pino messicano ed un’acacia sudamericana

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Nella zona dedicata al giardino roccioso si trovano iberis, eschscholzia, veronica, alyssum, aquilegia, dianthus e melograni nani. Vicino al ponte del macello si trovano clematis armandii a fiori viola, ortensie rampicanti, aceri, un pioppo; proseguendo lungo il fiume si incontra un boschetto di noccioli, un acer saccharinum e un liriodendron tulipifera, chiamato anche albero dei tulipano
Nei pressi del ponte romano una photinia serrulata, gelsomini, glicini e prima di arrivare al ponte di legno un gruppo di bambù provenienti dalla Cina. Al ponte di legno è posta una gunnera manicata, tipica degli ambienti fluviali brasiliani, dei papiri, un cedro ed una casuarina tenuissima, proveniente dall’Australia. Sul municipio una lonicera involucrata, mentre davanti al castello una magnolia stellata
A partire dal 1976, su un’area di circa 1.800 ettari[ intorno al giardino, è nata un’oasi del WWF che mira alla protezione della fauna nel comprensorio di Ninfa: è stato realizzato un impianto boschivo ed un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione dell’avifauna ed allo stesso tempo si è cercato di ricreare, su un’area di quindici ettari, la vegetazione tipica della zona, ossia quella prettamente paludosa, già esistente fino agli anni trenta, prima che la zona pontina venisse del tutto bonificata L’area si trova sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli che, provenienti dai paesi africani, si trasferiscono in varie aree dell’Europa. Dopo la creazione dell’oasi, nella zona si sono registrati arrivi di alzavole, germani reali, canapiglie, aironi, pavoncelle e alcune specie di rapaci

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Il Giardino di Ninfa è aperto al pubblico soltanto in alcune date stabilite e l’ingresso è regolato esclusivamente attraverso visite guidate al fine di preservare il suo delicato equilibrio ambientale.
INFORMAZIONI UTILI
l’ingresso è regolato esclusivamente da visite guidate.
la visita guidata dura un’ora circa e al suo termine non è possibile trattenersi nel Giardino, ma è possibile visitare l’hortus conclusus, un giardinetto all’italiana risalente al XVII secolo, dall’impianto regolare, caratterizzato da un agrumeto e vasche con cigni.

ricordiamo che all’interno del Giardino non è possibile pranzare al sacco o fare un pic-nic. Nei pressi del Giardino si trovano bar o agriturismi.
le visite guidate sono garantite anche in caso di pioggia.
il Giardino è agevolmente percorribile da carrozzine e sedia a rotelle prestando attenzione a radici sporgenti, sassi, rami bassi o altro intralcio.
i cani sono ammessi purchè non superino i 5kg di peso, al guinzaglio corto e portando con sè gli appositi sacchettini. La Direzione si è vista obbligata ad attuare questa limitazione a causa degli inappropriati comportamenti dei proprietari dei cani verificatisi in passato.
Per informazioni: info@fondazionecaetani.org

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