Occhio secco? Attenzione al sole!

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Il sole, se preso male, non danneggia soltanto la pelle, ma anche gli occhi.  In spiaggia, così come durante un’escursione in alta montagna, al pari della nostra pelle, anche gli occhi  possono essere esposti a forti radiazioni di raggi UVA o UVB.

Molto vulnerabile e’ la retina e, una volta danneggiata, la sua funzionalità viene seriamente compromessa, come nel caso delle maculopatie  fototraumatiche. Inoltre,  l’esposizione protratta ai raggi solari senza un’adeguata protezione può favorire, soprattutto nella stagione estiva, l’insorgenza di patologie come congiuntiviti, cheratiti  attiniche e giocare un ruolo nell’insorgenza della cataratta.

Anche la disfunzione lacrimale può essere influenzata da una prolungata esposizione al sole; l’aumento dell’evaporazione del film lacrimale ne limita la funzione che è quella di proteggere gli epiteli della superficie oculare e le strutture interne dell’occhio mediante una azione filtrante sulle radiazioni ultraviolette e sulle radiazioni infrarosse.” – sottolinea la prof.ssa Rita Mencucci, della Clinica Oculistica di Firenze – “Le lacrime sono un prodotto del nostro occhio estremamente sofisticato e complesso e prodotte dalla ghiandola lacrimale principale, situata sotto la palpebra superiore, dalle ghiandole lacrimali accessorie, poste nella congiuntiva, e dalle ghiandole di Zeis, Moll e Meibomio, che si trovano nello spessore delle palpebre.”

 

“Le lacrime sono costituite essenzialmente da una composizione acquosa e da una miscela di lipidi e mucine che determinano la formazione di una barriera sull’epitelio corneale in grado di umidificare la superficie oculare e di proteggerla dalla essicazione” – continua la Prof.ssa Mencucci   “e l’alterazione di un film lacrimale “sano” può tradursi in una sua destabilizzazione. La conseguenza può essere la sindrome da occhio secco.”

 

Il rischio, in estate, può essere più alto perché generalmente si trascorre più tempo all’aria aperta, spesso in luoghi come la spiaggia, la piscina, dove è più alto il riverbero dei raggi UV. Il medesimo discorso si può fare per le zone di alta montagna, dove le radiazioni ultraviolette raggiungono l’occhio in maniera più diretta.

 

Per precauzione, soprattutto al mare e in altre condizioni di elevata luminosità, è sempre utile l’uso di occhiali da sole con filtri a norma di legge, in modo da limitare l’azione dannosa dei raggi ultravioletti.” – conclude la prof.ssa Mencucci. – “E in caso di prime avvisaglie di disturbi all’occhio è fondamentale rivolgersi all’oculista per un consulto.”

Alcune molecole sono in grado di ridurre  l’edema corneale da irraggiamento moderato-intenso in alta quota; in particolare, un collirio che combina l’azione del trealosio ( con proprietà protettive, antiossidanti e idratanti) con l’acido ialuronico (con proprietà di ritenzione dell’acqua) è in grado di prevenire la denaturazione delle proteine, la degradazione dei lipidi, e di idratare e lubrificare la superficie corneale.

 

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