L’inverno, un “amico insidioso” per gli occhi

beautiful winter woman
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C’è una buona notizia per chi soffre di sindrome dell’occhio secco. Infatti, se fino a qualche decennio fa si pensava che il freddo fosse un nemico dal quale difendersi, negli ultimi anni abbiamo assistito a un sostanziale cambio di atteggiamento. Gli studi più recenti hanno infatti dimostrato che sulla superficie oculare esistono specifici recettori termici in grado di percepire cambiamenti di temperatura dell’ordine di decimi di grado. In particolare, i sensori per il freddo sembrano molto efficienti: questo significa che in linea generale il freddo aumenta la produzione lacrimale mentre il caldo tende a ridurla. Dal punto di vista pratico, ecco allora spiegato perché spesso notiamo gli occhi riempirsi di lacrime quando usciamo al freddo o sulle piste da sci!

Attenzione, le temperature rigide possono riservare anche delle insidie – Come spiega il Professor Maurizio Rolando, Presidente del Registro dei Pazienti con Disfunzione Lacrimale e Professore Associato di Oftalmologia presso l’Università di Genova: “I recettori per il freddo, se sovra-stimolati dall’entità della diminuzione termica o dalla persistenza nel tempo dello stimolo, tendono a trasformarsi in nocicettori, ossia a trasformare la percezione del freddo in percezione dolorosa. L’esposizione prolungata al freddo provoca quindi più facilmente un senso di dolore puntorio o la sensazione di corpo estraneo a livello oculare. Inoltre, la sovra stimolazione continua delle terminazioni nervose facilmente innesca una risposta di tipo infiammatorio con vasodilatazione e, come conseguenza immediatamente visibile, la comparsa dell’occhio rosso. In tali condizioni l’occhio tende a diventare maggiormente sensibile a condizioni che potremmo definire critiche, come per esempio la presenza di fumi, polveri, smog e più in generale la cattiva qualità dell’aria”.

Occhio agli impianti di riscaldamento – Quando si parla degli effetti collaterali dovuti all’inverno, è importante anche considerare il riscaldamento delle nostre case che tende a ridurre l’umidità, favorendo la creazione di un ambiente secco, poco adatto a chi soffre di disfunzione lacrimale.  “Questo è un tipico caso”, commenta il Professor Rolando, “in cui il freddo, che dovrebbe aumentare le difese stimolando la produzione lacrimale, diventa paradossalmente una delle cause principali di occhio secco”.

Mai sottovalutare l’effetto della neve – La neve, infatti, funziona come un grande specchio in grado di amplificare l’azione dei raggi del sole. “L’esposizione ai bagliori della neve”, spiega sempre Rolando, “aumenta il livello delle radiazioni ultraviolette che raggiungono la superficie dei nostri occhi, il cristallino e la retina. Gli effetti nocivi delle radiazioni ultraviolette sono piuttosto noti e rappresentano significativi fattori di rischio per la degenerazione maculare senile e la cataratta, patologie oggi in forte crescita nella nostra società. A livello della superficie oculare è ben nota la cherato-congiuntivite attinica. Si tratta di una forma infiammatoria molto dolorosa che produce lesioni a livello della cornea e fotofobia: colpisce gli sciatori che, nelle giornate di bel sole, si avventurano sulla neve senza protezione oculare esponendosi all’irradiazione ultravioletta potenziata dal riflesso della neve”.

Tre semplici regole per proteggere gli occhi dalle insidie dell’inverno

  • negli ambienti interni, utilizzare gli umidificatori, con l’accortezza di non alzare eccessivamente le temperature;
  • all’esterno, soprattutto in presenza di neve, portare occhiali protettivi, fondamentali per filtrare le radiazioni ultraviolette e ridurre gli eccessi di ventilazione (che aumentano l’evaporazione dell’acqua dalle lacrime);
  • in generale, mantenere l’occhio bene idratato, per evitare l’evaporazione dei liquidi. A tal fine possono rivelarsi molto utili quei colliri che combinano l’azione del trealosio (un disaccaride con proprietà protettive, antiossidanti e idratanti) a quella dell’acido ialuronico (un polisaccaride con proprietà di ritenzione dell’acqua). Oltre a idratare e lubrificare la superficie corneale, dati presenti in letteratura dimostrano l’efficacia dell’acido ialuronico e trealosio nel prevenire e ridurre l’edema corneale dopo l’esposizione a raggi ultravioletti e nel prevenire la denaturazione delle proteine e la degradazione dei lipidi.

Consigli pratici per limitare i disturbi in chi soffre di occhio secco:

  • idratare l’occhio adeguatamente con sostituti lacrimali/colliri ad azione completa;
  • evitare di stare a lungo in ambienti secchi (riscaldamento, aria condizionata) che peggiorano i sintomi;
  • evitare l’esposizione diretta a fonti di aria o di calore;
  • ricordarsi di chiudere gli occhi per qualche secondo quando si legge, si lavora al computer o si è molto concentrati in qualche attività;
  • umidificare gli ambienti in cui si abita e si lavora;
  • evitare l’utilizzo di lenti a contatto finché non si ristabilizza la salute della superficie oculare.

Individuare per tempo la sindrome da occhio secco e intervenire quindi con prontezza oggi è più semplice: per aiutare tutti i pazienti che soffrono di disturbi oculari, Thea Farma, assieme a un board di oculisti (il Gruppo P.I.C.A.S.S.O.), ha infatti promosso lo Smart Test, un facile questionario che permette di misurare la probabilità di soffrire di disfunzione lacrimale.

SMART TEST – La compilazione del questionario DEQ-5 (Dry Eye Questionnaire) è suggerita a tutti coloro che presentano secchezza o fastidi oculari; permette di riconoscere i pazienti in cui sospettare la presenza del disturbo e che dovranno fare riferimento allo specialista.

NELL’ULTIMO MESE CON QUALE FREQUENZA HA PERCEPITO FASTIDIO OCULARE (fastidio alla luce, sensazione di corpo estraneo, sabbiolina, bruciore, prurito, secchezza, affaticamento oculare, visione appannata, lacrimazione)

0                  1              2                3                  4

 Mai                                                        Sempre

IN CASO DI FASTIDIO OCULARE, QUALE ERA L’INTENSITÀ DEL FASTIDIO AL TERMINE DELLA GIORNATA?

0                   1             2                 3                 4                  5

Nullo                                                                       Molto forte

CON QUALE FREQUENZA HA AVVERTITO SECCHEZZA OCULARE?

0                   1              2                  3                4

Mai                                                          Sempre

IN CASO DI SECCHEZZA OCULARE, QUALE ERA L’INTENSITÀ DI TALE SENSAZIONE AL TERMINE DELLA GIORNATA, NELLE DUE ORE PRECEDENTI AL MOMENTO DI CORICARSI?

0                    1              2                  3               4                 5

Nullo                                                                      Molto forte

CON QUALE FREQUENZA LE SEMBRA CHE GLI OCCHI SOFFRANO DI LACRIMAZIONE ECCESSIVA ?

0                    1               2                   3               4

Mai                                                             Sempre

Si considera positivo un punteggio complessivo superiore a 6. Nel caso di un punteggio superiore a 12 è necessario considerare la possibilità di una sindrome di Sjogren (una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario per errore aggredisce le ghiandole che producono le lacrime e la saliva provocando la comparsa dei due sintomi principali: occhi e bocca secchi. In circa il 30% dei casi la sindrome si presenta come manifestazione di accompagnamento di un’altra malattia autoimmune come l’artrite reumatoide, la LES, ecc. Si parla in questi casi di forma secondaria)

* Partners Italiani per la Correzione delle Alterazioni del Sistema della Superficie Oculare:

  • professor Pasquale Aragona – Professore Ordinario di Oftalmologia, Università di Messina, Dipartimento delle Scienze Biomediche
  • dottoressa Emilia Cantera – Ospedale Israelitico, Roma
  • professoressa Rita Mencucci – Clinica Oculistica di Firenze
  • professor Maurizio Rolando – Centro Superficie Oculare, IsPre Oftalmica, Genova
  • dottoressa Pierangela Rubino – Dirigente Medico, AOU di Parma

 

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