Linfoma diffuso a grandi cellule B: buone notizie dal Congresso dell’American Society of Hematology

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Buone notizie in arrivo dal Congresso ASH, American Society of Hematology, tenutosi nei giorni scorsi a San Diego, per i malati di linfoma a grandi cellule B refrattario, il più diffuso tra i linfomi non Hodgkin, che non risponde alle terapie oggi disponibili.

Come spiega Paolo Corradini, Direttore del Dipartimento di Ematologia e Onco-ematologia pediatrica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e presidente della Società Italiana di Ematologia “Con tumori aggressivi come il linfoma a grandi cellule B refrattario, l’obiettivo principale è quello di prolungare la vita dei pazienti mantenendo una qualità di vita la più alta possibile. I risultati, presentati a San Diego dello studio ZUMA-1, sono molto incoraggianti perché la durata delle risposte complete dei pazienti con un maggiore follow-up ci fa pensare per la prima volta che alcuni di loro possano essere guariti e inoltre non sono state segnalate tossicità tardive inaspettate”.

Nello specifico, i dati di efficacia e sicurezza dello studio ZUMA-1, condotto con Axi-cel (axicabtagene ciloleucel) in pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, dopo una singola infusione di axicabtagene ciloleucel hanno dimostrato che il 39% dei pazienti ha avuto una risposta continua dopo una media di 27,1 mesi di terapia. Questa analisi – aggiornata con almeno 24 mesi di follow-up – è stata contemporaneamente pubblicata su The Lancet Oncology.

Nell’agosto 2018, axicabtagene ciloleucel ha ricevuto dalla Commissione europea l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B entrambi recidivanti o refrattari, dopo due o più linee di terapia sistemica. Axicabtagene ciloleucel è stato approvato dalla US Food and Drug Administration nell’ottobre 2017.

A due anni, dunque, il tasso di risposta globale è stato dell’83%, con il 58% dei pazienti che ha ottenuto una risposta completa. Con un follow-up mediano di 27,1 mesi, il 39% dei pazienti ha mantenuto la risposta, incluso il 37% con CR. Il 93% dei pazienti con risposta continua a 12 mesi ha mantenuto tale riscontro a 24 mesi. La durata mediana della risposta è stata di 11,1 mesi; la durata mediana di quella completa non è stata raggiunta. La sopravvivenza globale mediana non è stata raggiunta.

“Quello dei due anni è un altro traguardo importante per Axi-cel, che nel corso dello studio ZUMA-1 ha prolungato la vita di un numero significativo di pazienti e ha fornito importanti insegnamenti, che ci permetteranno di migliorare ulteriormente la ricerca e lo sviluppo delle terapie CAR-T”, ha affermato Alessandro Riva, MD, Vice presidente esecutivo di Oncology Therapeutics e Head, Cell Therapy presso Gilead Sciences. “Questi dati non sono solo significativi per la comunità di persone affette da linfomi, ma servono anche a consolidare la nostra leadership nella terapia cellulare, mentre cerchiamo di trasformare il trattamento di diversi tumori con altre nostre terapie sperimentali”. 

Per saperne di più: www.ema.europa.eu e www.gilead.com; Twitter (@GileadSciences) 

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