LEISHMANIOSI: NESSUN LUOGO È A RISCHIO ZERO. LA PREVENZIONE È FONDAMENTALE

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Sono poche ormai le aree che si possono dire “Leishmaniosi free”. Contano microclima e microhabitat: nei luoghi caldi e umidi la probabilità di contagio è maggiore, ma la malattia sta diventando endemica anche nella fascia prealpina.

Gli ultimi dati del Centro di Referenza Nazionale per le Leishmaniosi (C.Re.Na.L), infatti, confermano la presenza stabile di casi anche nelle Regioni del Nord e prealpine: Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Piemonte e Valle D’Aosta. Complice, probabilmente, l’aumento delle temperature.

La prevalenza si attesta oltre il 17%. Si stima che la patologia possa interessare circa un milione e 200mila cani domestici.

Una volta che il cane si è infettato, il parassita non può più essere debellato. Ecco perché è fondamentale la prevenzione. Per sensibilizzare sul rischio di contrarre la Leishmaniosi canina e come prevenirla, MSD Animal Health ha lanciato una campagna informativa per promuovere e diffondere la cultura sulle malattie trasmesse da vettori e un relativo progetto formativo presso le farmacie e i veterinari.
Ma sappiamo davvero cos’è la Leishmaniosi, come si contrae, come riconoscerla e quali sono i rischi sia per l’animale sia per l’uomo? La Leishmaniosi canina è una malattia causata da un protozoo, Leishmania infantum, che viene trasmesso tramite la puntura del flebotomo. Che sviluppi i sintomi o meno, una volta infettato il cane rimane per sempre un “serbatoio” del parassita: quando la malattia si sviluppa, può essere tenuta sotto controllo, ma non può guarire, proprio per questo la prevenzione è fondamentale. E c’è di più: se la patologia non viene adeguatamente trattata, può progredire e diventare molto grave, fino a portare in alcuni casi alla morte del cane.

Con l’estate alle porte, per sensibilizzare sul rischio di contagio di Leishmaniosi e come prevenirlo, MSD Animal Health ha lanciato una campagna informativa per promuovere e diffondere la cultura sulle malattie trasmesse da vettori. Presso le farmacie e i veterinari che aderiscono all’iniziativa, sarà possibile trovare informazioni grazie a poster e opuscoli che spiegano la malattia e come prevenirla.

Il periodo estivo, infatti, è considerato particolarmente a rischio, a causa dell’aumento delle temperature da un lato e gli spostamenti per le vacanze in zone endemiche dall’altro. È quindi importante parlare della malattia con il proprio veterinario, che valuterà caso per caso la protezione più idonea (ad esempio, una vaccinazione associata ad antiparassitari esterni che riducono il rischio di puntura) in base al luogo in cui si vive e quello in cui si andrà in vacanza. E questo, a totale vantaggio del benessere del cane, che così potrà, ad esempio, passeggiare al sicuro anche nelle ore serali in nostra compagnia, dal momento che i flebotomi sono insetti ad attività crepuscolare, questo significa che il rischio di puntura si osserva dal tramonto all’alba.

Per quanto riguarda la protezione meccanica, poi, è bene ricordare che i pappataci sono insetti molto piccoli, di appena 2-3 millimetri, ed è quindi consigliabile che le zanzariere e le reti protettive abbiano una maglia molto fitta.

“Non disponiamo ancora di ricerche che correlino in modo certo la diffusione dei flebotomi al cambiamento climatico, ma è vero che la Leishmaniosi si sta diffondendo su tutto il nostro territorio, ben oltre i confini delle zone endemiche individuate in precedenza”, commenta Fabrizio Vitale, Responsabile Centro di Referenza Nazionale per le Leishmaniosi e Direttore Area Biologia Molecolare presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia A. Mirri: “I fattori che ne influenzano la presenza sono numerosi. Tra questi, gli ambienti umidi e caldi, anche nelle campagne a ridosso delle grandi città, sono particolarmente adatti alla loro proliferazione. Molto dipende quindi dal microclima e dal microhabitat, ma possiamo dire che, allo stato dell’arte, sono ormai pochi i luoghi in Italia in cui i cani possono essere completamente al sicuro dalla Leishmaniosi. In Italia abbiamo una delle prevalenze più elevate dell’Europa del Sud”.

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